6EQU J5

Gli spazi indicano intensità fra 0 e 0,999. I numeri da 1 a 9 indicano un’intensità che va da 1,000 a 9,999, per intensità oltre 10 usiamo le lettere (“A” indica un’intensità che va da 10 a 10,999 e via dicendo con tutto l’alfabeto). Oltre la lettera U non siamo mai andati.

Di cosa stiamo parlando? Il segnale WOW (ovviamente)!

In realtà stiamo parlando in generale della codifica della variazione di intensità tutti quei segnali radio captati mediante radiotelescopi nell’ambito del programma SETI (e non solo). Con l’idea di vedere se c’è vita li fuori, da qualche parte, ci mettiamo in ascolto.

Letteralmente. Puntiamo i nostri grandi orecchi un po ovunque nel cosmo e vediamo che segnali riceviamo, e di che intensità.

Si da il caso che il 15.08.1977 l’astronomo J.R. Ehman si fece un bel regalo di ferragosto rilevando un segnale decisamente forte, identificato dalla sequenza 6EQU J5.

Forte, ma così forte che sui tabulati dell’epoca il fortunato (nell’accezione che si può dare al risultato della serendipità) astronomo lo cerchiò in rosso e lo evidenziò con un “WOW“.

L’andamento del segnale è molto particolare. Ha una banda di frequenze molto strette (altrimenti come fanno gli alieni a mandare energia a tutto l’universo?), e forse non casualmente prossima a quella dei 21 cm dell’idrogeno (ma questa è un’altra storia). Ovvero l’intensità del segnale fu molto vicina a 1420 Mhz, che corrisponde alla radiazione dell’idrogeno.

Il segnale ha avuto una durata di 72 secondi, con un tipico andamento a campana. Tipico perché il segnale è stato rivelato con il radiotelescopio Big Ear nell’Ohio che un “grande orecchio” fisso che ascolta il cosmo sfruttando la rotazione della terra. Data la velocità di rotazione della nostra Terra (almeno questa la sappiamo) e l’ampiezza della finestra osservata, il segnale doveva durare… 72 secondi; salire per i primi 36, raggiungere il massimo (54 Jansky, per i radioastronomi) e docilmente decrescere. Esattamente quanto è successo.

segnaleWOW.png

Da un punto ben preciso presso il confine sud-orientale della costellazione Tau Sagittarii il segnale è stato un fulmine a ciel sereno. In realtà il Big Ear si compone di due orecchi, e WOW è stato ascoltato solo da uno. Sempre più difficile.

Inutile dire che le teorie sulla sua origine vanno da contatti di lontanissime civiltà (Che o sono state incredibilmente fortunate o hanno fatto dei calcoli ultra precisi), a scintillazioni naturali di lontanissime pulsar, a riflessi da parte di qualche detrito orbitale di segnali di origine terreste. La più recente vuole che due comete (266P/Christensen e della P/2008 Y2, scoperte solo dopo la rilevazione del segnale), per caso di passaggio nel campo di vista del telescopio, riscaldate dal sole avessero rilasciato una certa quantità di idrogeno che avrebbe “simulato” il segnale.

Fatto sta che il segnale non fu mai più rilevato in seguito, nonostante gli svariati tentarvi (anche per periodi più lunghi, con altri strumenti e con radiotelescopi più grandi). Con buona pace di complottisti e sognatori.

WU

PS. Per la cronaca: il Big Ear è stato smantellato nel 1997 per far posto ad un campo da golf.

5 pensieri su “6EQU J5

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