Categoria: film

Come scegliere un film

E’ un po’ che mancavo da Truth Facts, ed è stato effettivamente difficile scegliere su cosa concentrare la mia (poca) attenzione. Gli spunti di riflessione, e di profondi sorrisi (dell’anima, mi raccomando) sono tanti. Questo mi è piaciuto particolarmente.

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Prima (… e come mi sento vecchio…) si entrava in un Blockbuster, si faceva un giro fra gli scaffali, e si sceglieva il film con la copertina che più ci attraeva. Banale ed efficiente e poi dava anche un senso a ciò che ci portavamo a casa. Un po’ come tenere in mano un libro ed un e-book.

Oggi si spippola su questo o quel sito, si paragona, si controllano opinioni di gente sconosciuta, si scarica per il piacere di scaricare ancora prima che di guardare (welcome, millenals). Abbiamo tera e tera di film (tanto per rimanere generico) che forse non guarderemo mai fino in fondo… 10 min, tanto per avere un idea, assolutamente in linea con l’approccio mordi e fuggi che contraddistingue i nostri tempi.

Non sono contro il progresso, certo un po’ mi spiace per “le sofferenza del mondo reale”, ma soprattutto in questo caso credo che l’esito fosse abbastanza inevitabile ed in fondo è uno dei rami in cui questa “digitalizzazione” ha più senso. Sono onestamente più preoccupato di quando dovrò scegliere con questo criterio la melanzana da mangiare…

Solo una domanda: ma oggi le “copertine” servono ancora?

WU

PS. E che tristezza entrare oggi in un negozio di noleggio film. Sembrano usciti da un’altra epoca. Sembrano dei dinosauri che sopravvivono cibandosi dei propri resti. Diciamo che la cosa si percepisce a partire dalle facce dietro al bancone.

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312B

Onestamente non ricordo, onestamente non c’ero… e se c’ero dormivo. Ma l’alea di storia e le forme sinuose depongono sicuramente a favore del mito che attorno ad essa si è creato.

La 312B sembra un serbatoio di benzina schiacciato con quattro ruote appiccicate per caso. Ed invece era un vero e proprio missile: motore V12 da 485 cv di derivazione aeronautica, doppia ala frontale, mega alettone posteriore, telaio tubolare semi-monoscocca e trave posteriore alla quale era sospeso il propulsore. Nasceva dalle ceneri della 312 e fu la prima Ferrari (ed in generale la prima vettura di F1) a montare un motore Tipo 001, un 12 cilindri “boxer” da 3000 cm3.

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Il bolide debuttò nel 1970 e fu da base per i dieci anni successivi nei quali il Cavallino si portò a casa 37 Gp, 4 titoli costruttori e 3 piloti. Insomma, un po’ la macchina della rinascita, la macchina che sancì il passaggio della Ferrari da scuderia di garage a grande casa automobilistica.

Ovviamente le cose si tingono di storia e la storia di leggenda. Oggi un esemplare è stato ripescato dalla ruggine, rimesso a nuovo (ma sempre con i materiali ed i metodi di 47 anni or sono), riprovato in pista (con successo) e messo anche come attore principale di una pellicola stile amarcorde per rivivere quegli anni.

WU

PS. Altra chicca storia, il 1970, anno del debutto della 312B con tre vittorie per il Cavallino che lottò per il titolo mondiale fino alla penultima gara, il titolo piloti fu assegnato postumo, per l’unica volta nella storia (finora) ad un pilota morto (sul circuito di Monza: Jochen Rindt.

Antani, come se fosse antani

Antani, come trazione, per due, manco fosse la supercazzola bitumata, ha lo scappellamento a destra. Antani, come fosse antani, la supercazzola con scappellamento. A destra, per due.

Senta, visto che ho fossilizzato il fossile, non potrebbe andare a posterdati al più presto? Mi porga l’indice. Lo vede che stuzzica? L’indice in questo preciso momento stuzzica. Eh, qui, caro agente, bisogna farsi vedere: un ricovero, o sicuramente una visitina di controllo dal primario. Ne sono sicurissimo.

Scusa, sai mica se misifeltide ambientalistica reclamizza la malvergola?

Grazie, è l’informazione che mi serviva. Lo scappellamento della supercazzola è paraplegico? Come se fosse antani, quintana.

Mi scusi, dei tre telefoni, qual è come se fosse tarapia tapioco che avverto la supercazzola? No, non mi ha capito, volevo dire dei tre telefoni qual è quello col prefisso?

Satrapo denigratico di donnola celestiaca.

WU

PS. Antica arte di culeggiamento messa in pratica in situazioni incresciose o goliardiche al fine di supercazzolare ignari e troppo concentrati interlocutori o rompiballe facilmente coercibili in infiniti loop mentali. (Il PS è solo una supercazzola apparente, voleva avere un senso).

PPSS. Ovviamente di monicelliana memoria (qui un po’ di esempio di autore); anche se, pare, con radici quattrocentesche ed attuali applicazioni di storytelling:

Prete: Dimmi, figliolo.
Perozzi: Sbiliguda venial… Con la supercazzola prematurata.
Prete: Come, figliolo?
Perozzi: Confesso, come foss’antani, con lo scappellamento… A destra e… Costantinato ammàniti.
Prete: Quante volte, figliolo?
Perozzi: Fifty-fifty per la fine… Come fosse mea culpa… Alla supercazz…
Prete: Ed io ti assolvo, dai tuoi peccati.

PPPSSS. Il post manda in tilt, più di quanto faccio io di solito, il correttore ortografico…

Distopia

Non che mi reputi un complottista-disfattista professionale, ma confesso che le ultime pieghe macro economiche/politiche mi perpellono (o repellono?) alquanto.
Indi per cui mi calo in scenari futuribili, effettivamente poco probabili, ma gustosamente distopici.

Quindi, appunto (?): distopia. Esattamente, quando ci immaginiamo un futuro deprecabile, ma potenziale. E soprattutto in contrasto con uno scenario… utopico. Ovviamente il dualismo utopia-distopia dipende dal punto di vista (e vorrei a tal proposito avere l’opinione di una pletora di elettori, sia italiani che di oltre oceano).

Ad ogni modo i futuri distopici tipicamente di distinguono in due gruppi: quando il regime diventa totalitario (regime, propaganda, gerarchia, stato, corporazioni, culto della personalità, e via dicendo) o quando il mondo è reduce di una qualche catastrofe (nucleare o naturale, scenari post apocalittici, lotta per la sopravvivenza, mutazioni genetiche e via dicendo).

Parliamo quindi di 1984, Fuga da Los Angeles, Farenheit 451, Il padrone del Mondo, etc.etc. contro Il cacciatore di Androidi, Io sono legenda, Mad Max, Il pianeta delle scimmie, etc. etc.

Dei due scenari, benché tempo più per il secondo non vedo il primo poi così distante.

WU

PS. Per amor di completezza (che non ho): ditopia ha anche un’altra accezione: “la dislocazione di un viscere o di un tessuto dalla sua normale sede”

Unobtainium

Il materiale dei materiali. Il sacro Graal della scienza dei materiali. La pietra filosofale della chimica applicata. In una sola parola: magari!

E’ dal 1950 che se ne parla. In diversi ambiti e con diverse caratteristiche per la natura stessa del materiale. Ma di che stiamo effettivamente parlando? Boh…

In origine di un materiale robusto, resistente al calore ed in grado di sopravvivere al rientro nell’atmosfera. Ovviamente… non pervenuto.

unobtainium

Ora il termine va benissimo per trecce di natotubi di carbonio, per superconduttori a temperatura ambiente, per superisolanti, per materiali super resistenti, senza attrito, o addirittura con inerzia negativa.

In realtà più che di un materiale con il termine ci piace indicare una direzione di ricerca per ottenere qualcosa di “inottenibile“, ma che almeno ci spinge a cercare nella direzione giusta per portare la nostra competenza, in questo caso un ambito materiali, in po’ più in la. E la sci-fi ci sguazza (si, Avatar è solo l’ultimo di una luuunga serie).

Inutile dire che è il suono della parola ad aver attratto la mia attenzione.

WU

Unobtainium, dall’inglese unobtainable, ovvero un-obtainable: il nome dice tutto 😉

The eye, l’isola

Che non è il prossimo setting di Lost. Forse, effettivamente. Dato che al momento “lo scopritore” ed il “fautore” di una spedizione scientifica nella zona è un regista… potremmo vederne delle belle.

Ok, ok, così non si capisce nulla. Ricominciamo.

Avete presente “I want to believe”? Esatto, il punto è che ci piace credere, le bufale (vere o presunte) prendono piede perché ci piace credere. Ne abbiamo bisogno, ed è giusto. Ora, si può credere in tante cose, da quelle più serie, a quelle più sante a quelle più assurde. Ma c’è una cosa che ci piace ancora più che credere, ed è credere in qualcosa che non sia trito e ritrito. Qualcosa di nuovo sul quale non sia sia già detto, fatto e smentito tutto.

Recentemente in rete sta circolando una nuova scoperta misteriosa (musica di suspance…).

Argentina, alle coordinate 34° 15’07 .8″S, 58° 49’47 .4″W, nella zona del delta del fiume Paraná, tra Zarate e Campana si trova un piccolo isolotto.

E fin qui nulla di particolarmente strano dato che stiamo parlando di una specie di palude impenetrabile piena di vegetazione, acquitrini, senza anima viva. Ma…

Sergio Neuspillerm, regista argentino alla ricerca di una location per ambientare il suo film sul paranormale che pare debba trattare di contatti fra fantasmi ed alieni (e no, no no, così no…), pare aver notato qualcosa di strano.

Nelle sue due spedizioni (lui ed il suo team, senza, finora, pretese scientifiche) si sono accorti che l’isola si era spostata! In particolare l’isola aveva ruotato attorno al suo asse!

theeye1.png

Allora, l’isolotto (the eye) in questione è un cerchio (da Google maps, non posso certo dirlo per esplorazione diretta) quasi perfetto di circa 120 m di diametro che giace all’interno di un bacino di acqua di forma altrettanto perfettamente circolare. Beh, pare che a distanza di tempo la posizione dell’isola all’interno del bacino sia cambiata!

E c’è di più. Il lembo di acqua che circonda l’isolotto, invece di essere un acquitrino paludoso come tutto l’ambiente circostante, pare essere (dovrei scrivere “pare” ogni due parole) chiaro, trasparente, fresco e dal solido fondale.

Ora, posso perfettamente capire che c’è qualcosa di strano e sono il primo che vorrebbe vederci di più. Il regista ha quindi bandito l’immancabile campagna su Kickstarter (50.000 dollari da raccogliere entro 11.10.2016) per finanziare una terza spedizione completa. Completa include:

esperti sub, geologi, biologi, ufologi, droni specializzati e di più, prelevare campioni di acque, del suolo, le piante e tutti gli altri oggetti che si possono trovare

Ma dobbiamo sempre scomodare questi benedetti ufo? Ammettiamo anche che ci siano, ma è possibile che sono ovunque! E quanti sono? Non hanno nulla di meglio da fare che roteare isole a caso?

Il regista ha momentaneamente accantonato il progetto del fil originale (non che mi dispiaccia particolarmente) per concentrarsi sul The Eye Project.

theeye2.png

Dal canto mio annovero questa scoperta come una di quelle cose abbastanza bizzarre da attrarre la mia attenzione e da meritare ulteriori studi (si, studi!), osservazioni e finanziamenti, sono tuttavia abbastanza fiducioso che verrà fuori un inaspettato meccanismo biologico/geologico (che si tratti si sola vegetazione?) o una nuova interpretazione di uno noto (colpa di venti e/o correnti subacquee che muovono un aggregato solido solo all’apparenza?) piuttosto che una nave spaziale sepolta controllata da un consiglio di teschi di cristallo.

Peccato, certo, infondo anche io voglio credere, ma prima di scomodare il soprannaturale (e condire la mia voglia di conoscere con un po’ di complottismo) posso sempre credere in Madre Natura.

WU

PS. Per esempio, con tanta tristezza nel cuore per gli alieni, una possibile spiegazione.

Daniel Roy Finkley sent an intriguing clip to us which may help explain this phenomenon. Using Google Translate: The dammed are common in the Delta del Paraná, in its peri-riverine areas and in the northeast of the country (in the region of Ibera and the Chaco Humid) formations. With more or less irregular edges, generally circular or ovoid are in response to movement of the floe vegetation possessing on its surface. There are dozens of them on the coast. Just take a little training with an eye to find them. Some, after heavy storms and after some opening, they may lose their floating vegetation. But it moves from side to side, slowly and is what gives the FOMA iris in the mirror of water. But there is no mystery, it is a characteristic natural environment of the coast.

 

 

 

 

Overall I think vaccines are safe

… e va bene, parliamone anche qui.

NON esiste una correlazione oggettiva fra vaccini ed autismo (o in generale malattie rare o strane patologie). E’ un’altro di quei casi in cui le “ricerche scientifiche” significano tutto fuorché ricerca e scienza. Ad ogni modo, questo è un fatto che dovrebbe essere ormai parte della cultura di massa, ma…

Dei ricercatori, sufficientemente non convinti del fatto che “tutti lo sanno”, si sono presi la briga di condurre una statistica su ben 66000 persone e 67 nazioni (per quanto pensi personalmente che le statistiche non significhino nulla, almeno questi sono numeri che ci danno la confidenza che stiamo facendo una vera statistica). Il risultato è agghiacciante.

I dati aggregati presentano infatti una mappa del mondo che vede la Francia, guidare una pletora di nazioni scettiche. Soprattutto nel “mondo civilizzato”.

Ben il 41% dei nostri cugini d’oltralpe, infatti, non considera i vaccini sicuri. In generale, pare, non solo per l’autismo (ah, beh, allora si…). E l’Europa vanta altre sei nazioni, nella top 10, a seguito in quanto a scetticismo: Bosnia & Herzegovina, Russia, Ukraine, Greece, Armenia e Slovenia.

Vaccine Skepticism.png

Public trust in immunization is an increasingly important global health issue. Losses in confidence in vaccines and immunization programs can lead to vaccine reluctance and refusal, risking disease outbreaks and challenging immunization goals in high- and low-income settings.

Il sudest Asiatico, invece, crede molto nella faccenda con il Bangladesh in testa ove solo 1% della popolazione considera i vaccini non sicuri. Da queste parti, però, mi pare che la contraddizione della pratica con il credo religioso sia uno dei motivi di astensione…

Evidentemente i tempi per la questione erano più maturi all’epoca di Pasteur che oggi. Risultato del benessere acquisito da pratiche che ora aborriamo? E non credo sia l’unico caso.

WU

PS. Ovviamente lo spunto di tale divagazione è stata la notizia di qualche giorno fa circa la proiezione, e “pronta” cancellazione”, del docufilm Vaxxed. Ah, è diretto da A. Wakefield, radiato dall’ordine dei medici inglese per la sua ricerca circa la correlazione fra vaccini ed autismo.

Probabilmente/Sperabilmente B. Pepe (il senatore proponente l’iniziativa) è uno “studioso” così avanti da essere in grado di avere una visione obiettiva, che trascende la pura informazione accademica; direi praticamente a 360 gradi (anche) di questa questione. Fossimo tutti cosi.