Categoria: film

Antani, come se fosse antani

Antani, come trazione, per due, manco fosse la supercazzola bitumata, ha lo scappellamento a destra. Antani, come fosse antani, la supercazzola con scappellamento. A destra, per due.

Senta, visto che ho fossilizzato il fossile, non potrebbe andare a posterdati al più presto? Mi porga l’indice. Lo vede che stuzzica? L’indice in questo preciso momento stuzzica. Eh, qui, caro agente, bisogna farsi vedere: un ricovero, o sicuramente una visitina di controllo dal primario. Ne sono sicurissimo.

Scusa, sai mica se misifeltide ambientalistica reclamizza la malvergola?

Grazie, è l’informazione che mi serviva. Lo scappellamento della supercazzola è paraplegico? Come se fosse antani, quintana.

Mi scusi, dei tre telefoni, qual è come se fosse tarapia tapioco che avverto la supercazzola? No, non mi ha capito, volevo dire dei tre telefoni qual è quello col prefisso?

Satrapo denigratico di donnola celestiaca.

WU

PS. Antica arte di culeggiamento messa in pratica in situazioni incresciose o goliardiche al fine di supercazzolare ignari e troppo concentrati interlocutori o rompiballe facilmente coercibili in infiniti loop mentali. (Il PS è solo una supercazzola apparente, voleva avere un senso).

PPSS. Ovviamente di monicelliana memoria (qui un po’ di esempio di autore); anche se, pare, con radici quattrocentesche ed attuali applicazioni di storytelling:

Prete: Dimmi, figliolo.
Perozzi: Sbiliguda venial… Con la supercazzola prematurata.
Prete: Come, figliolo?
Perozzi: Confesso, come foss’antani, con lo scappellamento… A destra e… Costantinato ammàniti.
Prete: Quante volte, figliolo?
Perozzi: Fifty-fifty per la fine… Come fosse mea culpa… Alla supercazz…
Prete: Ed io ti assolvo, dai tuoi peccati.

PPPSSS. Il post manda in tilt, più di quanto faccio io di solito, il correttore ortografico…

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Distopia

Non che mi reputi un complottista-disfattista professionale, ma confesso che le ultime pieghe macro economiche/politiche mi perpellono (o repellono?) alquanto.
Indi per cui mi calo in scenari futuribili, effettivamente poco probabili, ma gustosamente distopici.

Quindi, appunto (?): distopia. Esattamente, quando ci immaginiamo un futuro deprecabile, ma potenziale. E soprattutto in contrasto con uno scenario… utopico. Ovviamente il dualismo utopia-distopia dipende dal punto di vista (e vorrei a tal proposito avere l’opinione di una pletora di elettori, sia italiani che di oltre oceano).

Ad ogni modo i futuri distopici tipicamente di distinguono in due gruppi: quando il regime diventa totalitario (regime, propaganda, gerarchia, stato, corporazioni, culto della personalità, e via dicendo) o quando il mondo è reduce di una qualche catastrofe (nucleare o naturale, scenari post apocalittici, lotta per la sopravvivenza, mutazioni genetiche e via dicendo).

Parliamo quindi di 1984, Fuga da Los Angeles, Farenheit 451, Il padrone del Mondo, etc.etc. contro Il cacciatore di Androidi, Io sono legenda, Mad Max, Il pianeta delle scimmie, etc. etc.

Dei due scenari, benché tempo più per il secondo non vedo il primo poi così distante.

WU

PS. Per amor di completezza (che non ho): ditopia ha anche un’altra accezione: “la dislocazione di un viscere o di un tessuto dalla sua normale sede”

Unobtainium

Il materiale dei materiali. Il sacro Graal della scienza dei materiali. La pietra filosofale della chimica applicata. In una sola parola: magari!

E’ dal 1950 che se ne parla. In diversi ambiti e con diverse caratteristiche per la natura stessa del materiale. Ma di che stiamo effettivamente parlando? Boh…

In origine di un materiale robusto, resistente al calore ed in grado di sopravvivere al rientro nell’atmosfera. Ovviamente… non pervenuto.

unobtainium

Ora il termine va benissimo per trecce di natotubi di carbonio, per superconduttori a temperatura ambiente, per superisolanti, per materiali super resistenti, senza attrito, o addirittura con inerzia negativa.

In realtà più che di un materiale con il termine ci piace indicare una direzione di ricerca per ottenere qualcosa di “inottenibile“, ma che almeno ci spinge a cercare nella direzione giusta per portare la nostra competenza, in questo caso un ambito materiali, in po’ più in la. E la sci-fi ci sguazza (si, Avatar è solo l’ultimo di una luuunga serie).

Inutile dire che è il suono della parola ad aver attratto la mia attenzione.

WU

Unobtainium, dall’inglese unobtainable, ovvero un-obtainable: il nome dice tutto 😉

The eye, l’isola

Che non è il prossimo setting di Lost. Forse, effettivamente. Dato che al momento “lo scopritore” ed il “fautore” di una spedizione scientifica nella zona è un regista… potremmo vederne delle belle.

Ok, ok, così non si capisce nulla. Ricominciamo.

Avete presente “I want to believe”? Esatto, il punto è che ci piace credere, le bufale (vere o presunte) prendono piede perché ci piace credere. Ne abbiamo bisogno, ed è giusto. Ora, si può credere in tante cose, da quelle più serie, a quelle più sante a quelle più assurde. Ma c’è una cosa che ci piace ancora più che credere, ed è credere in qualcosa che non sia trito e ritrito. Qualcosa di nuovo sul quale non sia sia già detto, fatto e smentito tutto.

Recentemente in rete sta circolando una nuova scoperta misteriosa (musica di suspance…).

Argentina, alle coordinate 34° 15’07 .8″S, 58° 49’47 .4″W, nella zona del delta del fiume Paraná, tra Zarate e Campana si trova un piccolo isolotto.

E fin qui nulla di particolarmente strano dato che stiamo parlando di una specie di palude impenetrabile piena di vegetazione, acquitrini, senza anima viva. Ma…

Sergio Neuspillerm, regista argentino alla ricerca di una location per ambientare il suo film sul paranormale che pare debba trattare di contatti fra fantasmi ed alieni (e no, no no, così no…), pare aver notato qualcosa di strano.

Nelle sue due spedizioni (lui ed il suo team, senza, finora, pretese scientifiche) si sono accorti che l’isola si era spostata! In particolare l’isola aveva ruotato attorno al suo asse!

theeye1.png

Allora, l’isolotto (the eye) in questione è un cerchio (da Google maps, non posso certo dirlo per esplorazione diretta) quasi perfetto di circa 120 m di diametro che giace all’interno di un bacino di acqua di forma altrettanto perfettamente circolare. Beh, pare che a distanza di tempo la posizione dell’isola all’interno del bacino sia cambiata!

E c’è di più. Il lembo di acqua che circonda l’isolotto, invece di essere un acquitrino paludoso come tutto l’ambiente circostante, pare essere (dovrei scrivere “pare” ogni due parole) chiaro, trasparente, fresco e dal solido fondale.

Ora, posso perfettamente capire che c’è qualcosa di strano e sono il primo che vorrebbe vederci di più. Il regista ha quindi bandito l’immancabile campagna su Kickstarter (50.000 dollari da raccogliere entro 11.10.2016) per finanziare una terza spedizione completa. Completa include:

esperti sub, geologi, biologi, ufologi, droni specializzati e di più, prelevare campioni di acque, del suolo, le piante e tutti gli altri oggetti che si possono trovare

Ma dobbiamo sempre scomodare questi benedetti ufo? Ammettiamo anche che ci siano, ma è possibile che sono ovunque! E quanti sono? Non hanno nulla di meglio da fare che roteare isole a caso?

Il regista ha momentaneamente accantonato il progetto del fil originale (non che mi dispiaccia particolarmente) per concentrarsi sul The Eye Project.

theeye2.png

Dal canto mio annovero questa scoperta come una di quelle cose abbastanza bizzarre da attrarre la mia attenzione e da meritare ulteriori studi (si, studi!), osservazioni e finanziamenti, sono tuttavia abbastanza fiducioso che verrà fuori un inaspettato meccanismo biologico/geologico (che si tratti si sola vegetazione?) o una nuova interpretazione di uno noto (colpa di venti e/o correnti subacquee che muovono un aggregato solido solo all’apparenza?) piuttosto che una nave spaziale sepolta controllata da un consiglio di teschi di cristallo.

Peccato, certo, infondo anche io voglio credere, ma prima di scomodare il soprannaturale (e condire la mia voglia di conoscere con un po’ di complottismo) posso sempre credere in Madre Natura.

WU

PS. Per esempio, con tanta tristezza nel cuore per gli alieni, una possibile spiegazione.

Daniel Roy Finkley sent an intriguing clip to us which may help explain this phenomenon. Using Google Translate: The dammed are common in the Delta del Paraná, in its peri-riverine areas and in the northeast of the country (in the region of Ibera and the Chaco Humid) formations. With more or less irregular edges, generally circular or ovoid are in response to movement of the floe vegetation possessing on its surface. There are dozens of them on the coast. Just take a little training with an eye to find them. Some, after heavy storms and after some opening, they may lose their floating vegetation. But it moves from side to side, slowly and is what gives the FOMA iris in the mirror of water. But there is no mystery, it is a characteristic natural environment of the coast.

 

 

 

 

Overall I think vaccines are safe

… e va bene, parliamone anche qui.

NON esiste una correlazione oggettiva fra vaccini ed autismo (o in generale malattie rare o strane patologie). E’ un’altro di quei casi in cui le “ricerche scientifiche” significano tutto fuorché ricerca e scienza. Ad ogni modo, questo è un fatto che dovrebbe essere ormai parte della cultura di massa, ma…

Dei ricercatori, sufficientemente non convinti del fatto che “tutti lo sanno”, si sono presi la briga di condurre una statistica su ben 66000 persone e 67 nazioni (per quanto pensi personalmente che le statistiche non significhino nulla, almeno questi sono numeri che ci danno la confidenza che stiamo facendo una vera statistica). Il risultato è agghiacciante.

I dati aggregati presentano infatti una mappa del mondo che vede la Francia, guidare una pletora di nazioni scettiche. Soprattutto nel “mondo civilizzato”.

Ben il 41% dei nostri cugini d’oltralpe, infatti, non considera i vaccini sicuri. In generale, pare, non solo per l’autismo (ah, beh, allora si…). E l’Europa vanta altre sei nazioni, nella top 10, a seguito in quanto a scetticismo: Bosnia & Herzegovina, Russia, Ukraine, Greece, Armenia e Slovenia.

Vaccine Skepticism.png

Public trust in immunization is an increasingly important global health issue. Losses in confidence in vaccines and immunization programs can lead to vaccine reluctance and refusal, risking disease outbreaks and challenging immunization goals in high- and low-income settings.

Il sudest Asiatico, invece, crede molto nella faccenda con il Bangladesh in testa ove solo 1% della popolazione considera i vaccini non sicuri. Da queste parti, però, mi pare che la contraddizione della pratica con il credo religioso sia uno dei motivi di astensione…

Evidentemente i tempi per la questione erano più maturi all’epoca di Pasteur che oggi. Risultato del benessere acquisito da pratiche che ora aborriamo? E non credo sia l’unico caso.

WU

PS. Ovviamente lo spunto di tale divagazione è stata la notizia di qualche giorno fa circa la proiezione, e “pronta” cancellazione”, del docufilm Vaxxed. Ah, è diretto da A. Wakefield, radiato dall’ordine dei medici inglese per la sua ricerca circa la correlazione fra vaccini ed autismo.

Probabilmente/Sperabilmente B. Pepe (il senatore proponente l’iniziativa) è uno “studioso” così avanti da essere in grado di avere una visione obiettiva, che trascende la pura informazione accademica; direi praticamente a 360 gradi (anche) di questa questione. Fossimo tutti cosi.

Ombre di primavera

Non ne volevo parlare, davvero. E non perché non vi creda (anzi, assumo che tutto ciò che abbia una qualche storia o tradizione non possa essere una completa fesseria).

Tuttavia mi sono imbattuto qui in PBS che fa effettivamente riferimento al Giorno Della Marmotta in maniera molto simpatica (e potrebbe tranquillamente essere una delle giornate di B. Murray nel mitico Groundhog Day…).

PBS040216.PNG

Mettiamola così, in condizioni in cui la scelta può essere fra due cose (nel caso del meteorologo Phil: vedo la mia ombra o no?) ogni evento che inaspettatamente turba il sistema ci mette in una condizione di stallo decisionale. Ne consegue che per trovare vie di uscita si ricorre a “nuove votazioni” o bisogna percorrere altre strade (chissà che ne pensano i figli di Phil…). Effettivamente non è detto che la marmotta possa vedere la sua ombra se il 2 Febbraio il cielo della Pennsylvania è coperto di nubi.

Ad ogni modo, almeno per il momento, quanto predetto da PBS non si è verificato ed il
meteorologo di fiducia per il 2016 Phil prevede primavera.

Che le ombre, oggigiorno, non facciano più un granché di paura?

WU

PS. E per i più puristi voglio solo ricordare (e ricordarmi) che la tradizione dell’evento è nella festa della Candelora, che ricorre, appunto il 02.02 (ne parlo solo con due giorni di ritardo!)

PPSS. Oggi è la data astrale 04.02.16. E’ inutile che faccia notare le ricorrenze numeriche della questione…

Gialli, cattivi ed ovunque

Sia chiaro: questa non è una recezione cinematografica e questo non è un blog per recensire alcunché (in realtà questo è un blog che non parla nello specifico di alcunché, odds and ends… appunto). Ciononostante ieri sono andato a vedere il lungometraggio dei Minions. E ne volevo parlare, più che altro mi ha colpito il fatto che la rete ne è invasa, e non solo!

Sono nati come gli aiutanti di Gru in “Cattivissimo me” (qui una bella recensione) nel quale la Illumination Entertainement ha fatto un grande sforzo per delineare degli aiutanti decisamente inusuali (nei primi disegni pare assomigliassro più che altro a trolls) che fossero non proprio di aiuto al cattivone principale, ma introducessero qualche comica disavventura. Da allora hanno colonizzato un po tutto fino a meritarsi un lungometraggio tutto loro (molto divertente e che consiglio, anche se come gran parte di questi character secondari credo siano più proni a cortometraggi).

Si vedono un po ovunque come gadget, tatuaggi, magliette, icone di stato, avatar e cose varie e sono stati anche definiti “il meme perfetto“.

Ma che cosa sono? Sono immortali (credo, e comunque non si sono evoluti, in tutti i sensi), gialli (anche un giallo depositato: “Il Pantone Minion Yellow apre la strada all’intelligenza e all’originalità […] è il colore della speranza, della gioia e dell’ottimismo”…), con forma vagamente di banana (pare il loro cibo preferito, o unico, e credo perchè sia uno dei pochi frutti che ha lo stesso nome in quasi tutte le lingue) e qualche sfumatura orientale.

Non è chiaro cosa parlino, ma fanno un misto di un po tutti gli idiomi conosciuti assieme a suoni gutturali, ma comunque comprensibili. Non hanno una caratteristica specifica (tanto è vero che quando cercano lavoro come assistenti cattivi improvvisano simpatici sketch) se non quella di una certa spontaneità e di una visione naif del mondo. Sono maldestri, tanto diretti da sembrare brutali, sono una specie di bambini all’arrembaggio con molta fortuna ed aiutati da una fisica alla Hanna&Barbera. Ah, teneri e simpatici si, ma non dimentichiamo che sono in fondo cattivi…

E sta forse proprio qui la loro forza, non sono nulla di speciale, molto versatili nella forma ed in grado di prestarsi a svariate macchiette, principalmente perchè sono praticamente un cilindro con gli occhiali e semi-inespressivi (niente rughe, ciglia, pochi capelli, etc.) . E soprattutto sono pecore come noi, il loro scopo è avere un capo, qualcuno da seguire (e da sterminare 😀 ). Sono piccole identità indistinte, mascotte minimalista ed occhialuta. “Minions are blank slates of cosmic dust and computer processing power, just like the rest of us”.

Hanno un po quell’aria scanzonata e di sufficienza che tutti vorremmo (ed un po di cattiveria che tutti abbiamo) avere e non paiono mai all’altezza della sfida che stanno per affrontare, salvo poi cavarsela in qualche modo rocambolesco. Aggiungiamo poi che sono accattivanti e semplici e ci ritroviamo con il perfetto omino (una simpatica pecorella) da copiare all’evenienza (infatti l’inglese meme deriva dal greco mímema, ovvero imitazione…).

Un “mega uculele”, “para tu” ed un “help a me” ed il gioco è fatto per questi cosi che sono il perfetto mix fra tutto e niente.

WU

PS. Il mio tributo per continuare ad accrescere l’impero dei Minions on line. Pertanto ecco una collezione di alcune immagini liberamente reperibili in rete

minions