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Colorare le nuvole

Dai, dai, dai che qui ci si sguazza alla grande fra bufale, complottismo, e fanta-verità.

The early morning skies along the mid-Atlantic coast will light up with luminescent clouds as NASA tests a new system that supports science studies of the ionosphere and aurora with a sounding rocket launch May 31 from the Wallops Flight Facility on the eastern shore of Virginia. Backup launch days are June 1 through 6.

Al via in questi giorni l’ultimo esperimento (pubblico) NASA: coloriamo le nuvole. Che potrebbe sembrare anche la frase di una qualche maestra di asilo. Mentre nasconde invece uno scomodo segreto di manipolazione climatica mondiale (… ah ah ah ah ah …).

Allora, dicevamo. E’ in previsione per oggi (e questo mio tempismo quasi mi infastidisce) un test NASA per un sistema di eiezione di vapori nella ionosfera. I vapori saranno immessi nei cieli sopra le coste atlantiche per studiare i movimenti delle nuvole ed il fenomeno delle aurore boreali (certo non visto poeticamente come qui…).
Praticamente verrà lanciato un razzo (dalla Wallops Facility) che colorerà le nubi di blu e verde. Le strane formazioni saranno visibili in gran parte degli USA ed, ovviamente sono state dichiarate come “innocue per l’uomo”.

Si, è molto probabile (anzi ne sono abbastanza sicuro) che sia così, ma vuoi mettere la bellezza di pensare che stiano modificando artificialmente il clima sopra l’Atlantico grazie a chissà quale sostanza e con chissà quale scopo recondito per il quale la perdita di vite umane è solo un problema collaterale? Qui ci sta bene la trama di un Mission Impossible.

10 lattine di birra contenenti vapori di bario, stronzio e ossido di rame (che così, ad occhio, proprio innocui non mi paiono) saranno rilasciati a circa 150-200 chilometri da Terra. I contenitori rilasceranno nel giro di una decina di minuti i “preziosi” vapori che coloreranno le varie formazioni nuvolose permettendo di seguire visivamente il movimento delle particelle negli strati alti dell’atmosfera. “rocket launch that will create artificial glowing clouds” … appunto.

Affascinante, colorato e sufficientemente border line per alimentare sogni complottistici.

WU

PS. Direttamente dalla NASA, stamane:

UPDATE 11 a.m., Tuesday, June 27: The launch is on schedule for Thursday, June 29, of the NASA Terrier-Improved Malemute suborbital sounding rocket for the vapor release mission. However, the launch time has been refined to 4:25 – 4:48 a.m. The backup launch day is June 30. The launch window is determined by sun angles and also moon down conditions. Thus, this launch window is early morning compared to the previous evening launch window for this mission.
The rocket is to test a new multi-canister ejection system for deploying vapors in ionosphere or aurora sounding rocket missions. The vapors will form artificial clouds that may be seen from New York to North Carolina.

Madreperla stratosferica

Ci sono tanti modi per combattere il caldo. Il mio, uno dei più inutili, è quello di pensare alle nuvole. Quando si dice “testa fra le nuvole”, ma, ahimè, non nel vero senso della parola.

Ora fra i vari tipi di nuvole più o meno note e più o meno comuni che possiamo vedere alzando gli occhi al cielo (cosa che dovremmo comunque più spesso di quanto facciamo e non solo per imprecare) vi sono le nubi madreperlacee.

E lo confesso, mi ci sono imbattuto sostanzialmente guardando qualche foto in rete e facendomi guidare dal gusto di qualche bella foto.

SPC.png

Sono nubi che si formano nientemeno che nella stratosfera (non a caso note anche come Polar Stratosferic Clouds). Per intenderci più in alto di dove volano normalmente gli aerei e così in alto che tipicamente l’aria è sufficientemente secca da non consentire lo sviluppo di alcuna nube. Tra i 15 ed i 25 km sopra le nostre test, dalla forma lenticoidale, allungate, colore pallido (guarda un po’… quasi madreperlaceo).

Beh, queste formazioni nuvolose sono così alte che, anche a causa della curvatura della terra, ricevono la luce quasi dal basso ed appaino ancora più variopinte e suggestive, soprattutto al tramonto e/o nelle regioni polari (nelle quali è più facile che si formino a sia a causa della maggiore umidità degli strati alti dell’atmosfera sia a causa delle basse temperature richieste per la loro formazione: almeno -78 gradi!).

Possono essere composta da tutta una serie di elementi (non sempre è solo acqua quel che sembra) fra cui acido nitrico ed acido solforico,

Io stesso giurerei di averle viste, almeno una volta (anche se non sono un esperto meteorologo, almeno non abbastanza da leggere il meteo in tv…). Ebbene, scopro che non solo sono abbastanza rare, ma sono anche potenzialmente “pericolose”:

These high altitude clouds form only at very low temperatures help destroy ozone in two ways: They provide a surface which converts benign forms of chlorine into reactive, ozone-destroying forms, and they remove nitrogen compounds that moderate the destructive impact of chlorine.

Un raro (rarissimo) caso in cui mi sentirei di parlare dei rischi del “raffreddamento globale” (contrariamente, ad esempio, a quello che dicevamo qui). Non mi sento rinfrescato, ma guardo in su con più curiosità.

WU

Asperitas

Quando l’oceano è sopra di noi.

Esiste ufficialmente un nuovo tipo di nuvola (dai, non mi dite che non state più nella pelle :P). L’ Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO, e non volevamo fare un’organizzazione?!) ha finalmente inserito Asperitas ufficialmente fra le tipologie di nubi. La prima nuvola nuova dopo oltre 60 anni…

Onde localizzate alla base nube, liscia o maculato con caratteristiche più piccole, che a volte scende in punte affilate, come la superficie del mare irruvidita.

Le prime osservazioni risalgono agli anni ’50. Nel 2006 si è iniziato a parlare di un nuovo tipo di nubi ed il nome effettivamente conferma l’andamento ondulato della superficie della formazione (roughened wave). Più tecnicamente stiamo parlando di raffiche di vento che agitano nuvole di tipo mammatus (ma ora non esageriamo, eh?!)

These ominous looking clouds can sometimes be observed ahead of a thunderstorm, after the thunderstorm’s gust front has blown through. In other words, ahead of either a single thunderstorm or line of storms, you may first experience a strong gust of wind, which is the gust front. Look skyward (from a safe place in a thunderstorm, that is) and you may see these undulatus asperatus clouds.

Mi affascina il fatto di catalogare cose effimere come le nubi ed il fatto che riusciamo a scoprire ancora cose nuove anche se ce le abbiamo sotto gli occhi (o sopra la testa) da secoli.

WU

PS. Ieri, 23.03 (ho mancato un ghiotto appuntamento di numerologia e mi sono confermato essere sempre in ritardo…) era nientemeno che il Word Meteorological Day! Ed a corredo, in concomitanza della giornata mondiale del clima si conferma che

[…] il 2016 è stato l’anno più caldo, 1,1 gradi centigradi sopra il livello del periodo pre-industriale; più caldo di 0,06 gradi rispetto al 2015 che segnava il precedente record. E questo aumento globale si accompagna ad altri cambiamenti occorsi nel sistema climatico […]