Categoria: furycomputations

Emi-pangramma

Mi sono intrippato in un giochino stupido stupido. Tanto per cambiare.

Per una serie di motivi ho comprato un alfabeto. Non che io, come nessuno, possa mai possedere un alfabeto nel senso di proprietà, ma ho acquistato delle simpatiche letterine che mimano tutte e 26 le lettere a me note.

E da li… il dramma 🙂

Allora, le regole che mi sono dato sono relativamente semplici: usare il maggior numero di lettere in parole di senso compiuto. E’ un po’ una cosa diversa da i soliti giochini linguistici di trovare parole con più doppie, più vocali, più lunghe, palindrome, etc. etc.

Una specie di ricerca dell’emi-pangramma (poi dei pangrammi parliamo a parte) italiano più lungo.

In pratica ho a disposizione le 26 lettere e cerco di dare un senso ad il maggior numero possibile di esse. Dato che il concetto di “senso” è sostanzialmente legato, oltre che alla lingua italiana, anche alla mia conoscenza di essa, il giochino mi ha spinto a scoprire parole, come dire… inusitate.

Vi risparmio le ore perse su questa faccenda ed elenco sotto i miei tre risultati più notevoli (ed è tutto dire):

  • spugna chi feltro; tre parole per un totale di 15 lettere
  • feldspato brughi; due parole (eh, si, esistono entrambe) per un totale di 15 lettere
  • compravenduti; singola parola dalla bellezza di 13 lettere.

Ogni vostro tentativo è più che benvenuto.

Conclusione: ho ordinato un secondo alfabeto. Se mi ritrovate a fare questi discorsi con ben 52 lettere allora sono decisamente fottuto.

WU

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Innovating Countries

Fra i vari modi che abbiamo di raffigurarci il mondo c’è anche un non meglio definito Bloomberg Innovation Index che:

scores economies using factors including research and development spending and the concentration of high-tech public companies

BlInIn.png

In base a come si pesano i vari fattori, a cosa si considera high-tech e a ciò che si dichiara parte di R&D mi immagino (non ci vuole poi molto) che si può dimostrare una cosa o il suo contrario abbastanza agilmente.

Ad ogni modo (ovvero seguendo le note in calce alla classifica), attenendoci all’indice scopriamo dove si innova di più, e dove di meno, nel mondo in questo 2017.

BlInIn_1.pngAllora, vediamo un po’:

  • se volete innovare davvero (parlo di brevetti e ricerca, non di carrozzoni che devono far muovere un po’ di soldi pubblici) allora il place to be è, esattamente come lo scorso anno, la Corea del Sud (… volevo vedere se era quella del Nord).

South Korea remained the big winner, topping the international charts in R&D intensity, value-added manufacturing and patent activity and with top-five rankings in high-tech density, higher education and researcher concentration. Scant progress in improving its productivity score — now No. 32 in the world — helps explain why South Korea’s lead narrowed in the past year.

  • I paesi del nord Europa si confermano (con un po’ di variazioni “fra loro”) l’incubatore di Europa: Svezia seconda (diciamocelo che è molto aiutata da una moneta debole che favorisce le esportazioni…), Germania terza, Finlandia quinta.

Silver medal winner Sweden owes most of its rise to improvement in the manufacturing value-added metric, while Nordic neighbor Finland jumped two spots in large part because of the rise of high-tech firms in the country. Norway held its No. 14 spot from last year. […] Fresh ideas tend to pay off big in Sweden, even as the current government is less business-friendly and has imposed labor taxes that could crimp business investment […]

  • Israele è l’unico paese mediorientale ad entrare nell top 10
  • Il Giappone, che conserva comunque una ragguardevole 7ma posizione, subisce un balzo indientro di ben tre posti rispetto al quarto posto dello scorso anno, ora detenuto da una Svizzera (stranamente) in crescita, che va a fare concorrenza ai vichinghi.
  • The biggest loser in this year’s Bloomberg Innovation Index was Russia, plunging 14 spots to No. 26, almost five times the size of the next-largest drop in the rankings. Battered by sanctions and the after-effects of a couple years of subdued energy prices, Russia’s solid scores last year in manufacturing and productivity were destroyed in this year’s tally.

L’ Italia, proprio perché dobbiamo dirlo, è una squadra di mezza classifica (onestamente pensavo peggio), addirittura con un +2 rispetto al 2016. Favorisca chi vuole riempirsi la bocca con la “ripresa”.

WU

Spazio-tempo natalizio

Un po’ di fantafisica natalizia (di certo non particolarmente nuova).

Tutti sappiamo (noi bimbi alla lettura) che Babbo Natale consegna i regali a tutti i bimbi buoni la notte di Natale.

Appunto: tutti i regali in una notte. E quindi, l’annosa domanda (tramandata da padre in figlio), come fa Babbo Natale a fare tutto in una notte?

No, Amazon non centra. Ma la relatività si. Potenzialmente.

E’ almeno questo il conto che hanno provato a fare al dipartimento di fisica dell’università dell’Exeter. 700.000 di regali in una notte su e giù per il globo in 31 ore (considerando i fusi orari della notte natalizia).

Da due conti veloci si scopre che… le sue renne viaggiano alla moderata velocità di circa 10 milioni di chilometri l’ora. Una bazzecola per ogni buona renna di Babbo Natale.  Ovvio che non lo vediamo mai. Ed inoltre a queste velocità la relatività ci spiega che in tempo rallenta e quindi… Babbo Natale non invecchia.

Per una buona spiegazione su come fa a sollevare il suo giga-sacco invoco la teoria delle stringhe. Alcune cose bisogna crederci (o non crederci) e basta. Ah?!…

WU

PS. Sul sito della suddetta università scopro anche che la faccenda Santa Clause attanaglia anche altri rami di studio (qui un estratto del saggio con una conclusione di indubbio valore):

Might it be the case that the harshness of real life requires the creation of something better, something to believe in, something to hope for in the future or to return to a long-lost childhood a long time ago in a galaxy far far away?

 

 

Generatore lineare congruenziale

La matematica è per sua natura abbastanza ordinata, abbastanza ripetitiva ed abbastanza prevedibile. Certo, abbastanza.

In un mondo come questo è quindi non proprio banalissimo avere la generazione di numeri che siano veramente, ma veramente casuali. Ci si accontenta spesso di numeri pseudo-casuali (ovvero numeri generati da un algoritmo che pur essendo deterministico produce una sequenza che ha circa le stesse proprietà statistiche di una sequenza casuale) tipicamente perché il vero caso non serve poi a molto ed è computazionalmente difficile da ottenere.

In altre parole esiste un’equazione “semplice” per ottenere una sequenza di numeri che sembra prodotta dal caso. L’algoritmo LCG (Linear Congruential Generator) è uno dei più vecchi, semplici e conosciuti algoritmi che ci danno l’impressione del caso.

L’algoritmo si basa su un modulo (m), un moltiplicatore (A) ed un incremento (C); uno dei valori della successione, il cui periodo è al più m, è quindi definito da:

Xn+1 = (A Xn + C) mod m

Inutile dire che la semplicità dell’equazione (ed il conseguente largo uso anche in algoritmi numerici) si paga in termini di bontà dei risultati; la scelta dei tre coefficienti diventa fondamentale (e potrebbe essere a sua volta il frutto di un generatore di numeri casuali 🙂 ).

Ed ora facciamo qualche prova:

LCG.png

Cose simpatiche:

  • il penultimo caso è l’algoritmo della Borland C/C++
  • se A ed m sono molto maggiori di C, i valori della successione si schiacciano su C
  • nel primo e secondo caso (ed in generale per ogni combinazione di fattori abbastanza semplice e lineare) la successione è tutt’altro che casuale
  • ovviamente più grandi sono (numericamente) i tre fattori e più l’aspetto casuale della faccenda viene fuori.

… pensateci la prossima volta che vi viene chiesto di dire un numero a caso.

WU

Amanti e bottoni

… il genere di correlazioni assurde (tanto meglio se suffragate da dati sperimentali o modelli che dovrebbero dare spessore scientifico alla cosa ) che mi fa veramente impazzire.

Passerei ore a mettere insieme cose che non c’entrano nulla e vedere che legame potrebbero avere in comune . A volte lo faccio (e di certo non mi pagano), molti altri lo fanno (spesso sono anche pagati) con egregi risultati.

WUMO210916.png

TruthFacts qui si esibisce in una discutibile legge.

Discutibile (IMHO) non tanto per le due variabili che mette assieme, ne per la correlazione lineare che stima, ma solo per il fatto che parta da 0. Giorni incravattati e derive psicopatiche a parte trovo decisamente impossibile serrarmi nella camicia (di forza, come dovrebbe effettivamente essere) da cima a fondo.

Quindi ora devo solo scoprire chi è la mia amante…

WU

PS. Effettivamente anche il fatto che una camicia ha bottoni limitati potrebbe essere una sorta di limite superiore … per qualcuno.

Centootto

  • 108: numero di cuciture della palla da baseball. Eredità dei segni impressi dalle dita di Manitù, Grande Spirito dei Pellerossa, su una sfera di argilla modellata per far divertire i piccoli della tribù.
  • 108: numero atomico dell’Hassio. Precedentemente noto come unniloctio e poi battezzato Hassio in onore dell’Assia, regione dove è situato l’istituto di ricerca che lo ha sintetizzato per la prima volta nel 1984
  • 108: numero parte della successione Tetranacci, ovvero la sequenza illimitata di interi in cui ogni termine è uguale alla somma dei quattro termini precedenti (Fibonacci solo dei due precedenti…): 0, 1, 1, 2, 4, 8, 15, 29, 56, 108, …
  • 108: numero iperfattoriale di 3 (numero perfetto): 1^1 * 2^2 * 3^3 = 108. E’ anche un numero potente, ovvero può essere espresso come il prodotto di un quadrato per un cubo
  • 108: numero di Harshad, ovvero divisibile per la somma delle proprie cifre
  • 108: primo numero della terne pitagorica 108, 144, 180
  • 108: ampiezza di ogni angolo interno di un pentagono regolare nella geometria euclidea
  • 108: numero sacro di Iduismo, Buddhismo, Sikhismo e Giainismo
  • 108: numero di grani del Mala
  • 108: numero di grani del Juzu, del Mala e del Aksamala
  • 108: numero di nomi delle divinità induiste
  • 108: numero di sentieri che conducono a Dio e numero di linee di linee di energia che convergono al chakra del cuore
  • 108: numero di respiri giornalieri da fare per praticare la meditazione pranayamaed arrivare all’illuminazione.
  • 108: diametro massimo di Stonehenge in metri
    108: numero di Gopi (pastorelle) danzanti con Krishna nello Srimad Bhàgavatam
  • 108: numero di krana (mosse) della danza cosmica di Shiva Nataraja nello Shivaismo
  • 108: numero dei peccati nel Buddhismo tibetano
  • 108: numero di minuti della primo volo spaziale del primo cosmonauta della storia, Yuri Gagarin, attorno alla Terra
  • 108: numero delle stelle sacre nell’astrologia cinese
  • 108: nome dell’asteroide 108 Ecuba. Asteroide della Fascia principale orbitante all’interno della famiglia di asteroidi Igea
  • 108: rapporto fra la distanza tra la Terra e Sole ed il diametro del sole
  • 108: rapporto fra il diametro del Sole ed il diametro della Terra
  • 108: rapporto fra la distanza tra la Terra e la Luna ed il diametro della Luna
  • 108: numero di rintocchi della campana che festeggia il nuovo anno in Giappone
  • 108: numero delle tentazioni terrene mortali, delle bugie umane e dei deliri cui una persona deve resistere per raggiungere il Nirvana
  • 108: numero del più corto tra i Sura del Corano, Al-Kawthar (L’Abbondanza): “In verità ti abbiamo dato l’abbondanza; Esegui l’orazione per il tuo Signore e sacrifica!; In verità sarà colui che ti odia a non avere seguito”
  • 108: numero dei pretendenti di Penelope, moglie di Ulisse, nell’Odissea
  • 108: la tempistica di alcuni cicli dell’ordine segreto cristiano Rosacroce
  • 108: prodotto delle cifre dei giorni di un anno bisestile: 3 * 6 * 6 = 108
  • 108: numero che indossava il ciclista Wouter Weylandt durante la terza tappa del Giro d’Italia 2011. Il ciclista perse la vita in tale occasione e la direzione ritirò il numero

WU

PS. Come mi ci sono imbattuto? Oggi è il 12 Settembre. Chi non farebbe subito, poco prima del caffè tipicamente, 12*9?

700 000 000 000 di Soli

Non è il valore del deposito di zio Paperone (Soli, Soldi, che differenza fa’…). E non è neanche il panorama celeste di un super-Tatooine.

Se nei vostri incubi notturni, diciamo per addormentarvi, vi venisse in mente di chiedervi: quanto pesa la nostra galassia?

Prima di tutto al mattino un bel caffè forte ed una visita dallo psichiatra. Poi: la risposta (per la prossima notte).

7e11 volte la massa del Sole. Che a sua volta ha 330 000 volte la massa della Terra. Lo volete saper in kg? Beh, circa 1.33e42 (…e non lo scrivo per esteso). Ah, tenete presente che con questi numeri in gioco anche un errore alla 20 cifra decimale è come dire che un pianeta tipo la Terra esista o meno. Ma d’altronde con una galassia in mano chi se ne frega di un pianetino…

Facendo finta che dieci milioni siano nulla (10000000000!!), quindi dividendo tutte le masse in gioco per 1e10 abbiamo che la situazione per la nostra Via Lattea è questa.

massagalassia.png

Ok, diciamo anche che sia vero. Come facciamo a pesare la nostra galassia? Abbiamo una super bilancia intergalattica ed un fata-operatore? Non ancora. Piuttosto questo studio ha determinato (pare anche con buona accuratezza) la massa in questione mediante l’uso delle velocità degli ammassi globulari. Ovvero studiando (lungo due direzioni perpendicolari: lungo la nostra linea di vista ed attraverso il piano della volta celeste) il moto proprio di ammassi di robaccia (tipo stelle, pianeti, lune, polvere, materia oscura, etc. etc.).

Le difficoltà nascoste dietro queste poche parole sono tante; soprattutto il fatto che le velocità sono spesso solo parzialmente note e che materia visibile e materia oscura possono avere diverse distribuzioni nello spazio.

Per dovere di cronaca (e riassumendo giusto in una frase): la materia oscura è quella cosa che non sappiano di preciso cos’è e non la vediamo, ma sentiamo i suoi effetti gravitazionali; in effetti sommando la massa di tutto ciò che vediamo siamo a meno del 30% di tutta la massa che ci deve essere in giro affinché la gravità sia quella che è. Ed ovviamente la cosa gioca un ruolo non da poco dato che le orbite stesse degli ammassi globulari sono generate dalla gravità della galassia nella quale si trovano che è a sua volta condizionata (molto significativamente) dalla presenza e dalla distribuzione della materia oscura.

Mica facile.

WU

PS. La nostra non è neanche tra le galassie più grandi.