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Torma di robo-sub

Questa idea mi piace.

Invece di guardare sempre (?!) con il naso all’insù e a volte altrettanto utile e stimolante guardare con un po’ più di attenzione ciò che abbiamo sotto i piedi. Tanto le problematiche tecniche (e finanziarie) arrivano in ogni caso.

Perché allora non pensare ad uno sciame di mini robot sottomarini per tenere traccia dei movimenti del plancton? E con esso praticamente avere una specie di mappa 3D delle correnti marine. Mica male!

Autonomous Underwater Explorers (M-AUEs) […] 16 M-AUEs several kilometers off the coast of Torrey Pines State Park […] One of the applications for this type of system is the study of small scale circulation, such as coastal or river circulation, and processes, such as dynamics of planktonic communities, oil spill expansion, and sewage outlets that exist on and are affected by such scales.

Ma la cosa ancora più bella è che non stiamo parlando di una ipotetica idea futura, che per quanto “smart” dovrebbe ancora dimostrare la sua resilienza ad una feroce mortalità infantile. Stiamo parlando di qualcosa che è la Jaffe Laboratory for Underwater Imaging ha già fatto…

In 5 ore di test abbiamo ricostruito il moto del plancton e delle onde con (ovviamente) precisione mai ottenuta prima. I robottini sono anche dotati di sensori di temperatura, ma non ancora con camere subacquee. Mettendo anche quelle avremo un vero e proprio esercito si sentinelle marine. Piccole, poco invasive, sempre presenti e potenzialmente economiche (sto pensando ad una realistica economia di scala oltre che all’approccio cost-oriented dell’idea).

The system is comprised of a swarm of small floats that are buoyancy controlled, acoustically tracked, contain sensors for data collection and are part of an adhoc network for relaying data to surface stations for analysis. The buoyancy control allows the floats to collect data from various depths in the ocean. Propulsion is not needed as the floats will be moving with the flow and obtaining data on circulation patterns.

Tornando un attimo alle difficoltà tecniche… Lo sapevate che il GPS sott’acqua non prende benissimo? Quindi per tener traccia degli spostamenti dei M-AUEs assieme allo sciame è stato anche allestito “a surface array of acoustic pingers was deployed in a pentagon formation and used to track the M-AUEs underwater in three dimensions”.

Da continuare, ma parte bene.

WU

Mia cara Nadine

Ci sono robot e robot. Da quelli che montano le macchine a quelli che puliscono casa. Da quelli che sollevano i pesi per noi a quelli che ci aiutano a camminare.

Ma tutto sommato siamo una società destinata ad invecchiare e siamo vittime della frenesia del nuovo millennio. Ci spersonifichiamo, siamo sempre più soli, le relazioni sociali viaggiano attraverso internet e non abbiamo (diciamo di) mai tempo per stare semplicemente in compagnia.

Che c’entra? Nulla. Forse.

In realtà i due concetti stanno trovando un punto d’incontro forse neanche tanto difficile da immaginare. A Singapore, presso la Nanyang Technological University, i progressi in ambito robotico si stanno focalizzando su Nadine.

nadine.png

(…non facciamo gli spiritosi; Nadine è quella seduta…)

E’ lo scopo che fa la differenza. Il robottino in questione è programmato non per aiutarci o sostenerci in qualche modo, bensì per farci compagnia (… e ve li ricordate i Tamagotchi?).
Nadine può salutare persone, ricordarsi il loro nome e le precedenti conversazioni avute con loro. Può cambiare umore e tono in base al tema della discussione e vi può proporre nuovi spunti.

Proprio come avere accanto… Super Viky (che però nella realtà è invecchiata)…

E poi anche l’occhio vuole la sua parte. Nadine è stata creata a sembianze di umanoide. Volto calmo e pacato ed un bel sorriso. Un vero e proprio robot da compagnia affabile e disponibile.

Tutti i più visionari film di ribellione delle macchine inizierebbero così…

WU

PS. Tra l’altro proprio nei giorni in cui abbiamo avuto qualche avvisaglia di un Knightscope K5 (un robottone ad uso security usato negli shopping center americani) che ha violato una delle leggi della robotica di Asimov: “Un robot non può danneggiare un essere umano o, attraverso l’inazione, permettere che un essere umano riceva del danno”.

Il K5 ha buttato giù un bimbo di 16 mesi e gli è passato su una gamba. Niente allarmismo alla Terminator, solo un malfunzionamento. Per ora

PPSS. Ed aggiungo che è solo di qualche settimana fa la rivelazione del primo incidente mortale causato da una macchina a guida autonoma della Tesla. Anche se (pare) il pilota automatico fosse disinserito…

PPPSSS. E la robotica domestica parla anche italiano con R1

Super Grandioso Portiere Water

Nome in codice SGTK (Super Great Toilet Keeper). Mica uno con cui scherzare.
Il paratore fenomenale. Il portiere dei sogni. Ah, non si muove ed è… un cesso. Letteralmente.

Avete mai immaginato come sarebbe segnare un goal in una porta da 7.32 x 2.24 metri difesa solo da una toilette? No? Beh, neanche io, ma in queste cose sappiamo già che gli asiatici sono avanti.

Credete sia un gioco da ragazzi? Forse si, ma non se SGTK decide di impegnarsi. Non importa dove tiriate, con che velocità (… fino a circa 100 mph), effetto, angolazione, potenza e via dicendo. Non si segna. L’ho già detto che è un cesso?

Anche i water possono essere robotizzati, sensorizzati, computerizzati e motorizzati e non farvi segnare (oltre che spingervi a chiedere il senso delle cose, ma non facciamo troppo i sottili).

Sensori posizionati sulla porta (due telecamere da 250 fps montate sui due lati), un motore ad alta velocità per regolare la posizione, ed una molla per lanciare una palla contro il tiro in arrivo. Il risultato è una deviazione efficiente che devia il pallone lontano dallo specchio della porta negandoci il piacere del goal.

Un cesso, l’ho già detto?

Nato dalla collaborazione fra la TOTO e la toto. La TOTO è un produttore di bagni giapponese (… ed io che pensavo nigeriano…) che ha (ovviamente) sviluppato il SGKT per esibizioni e dimostrazioni. La toto, invece, è un ente che regola diverse lotterie a sfondo sportivo in Giappone. Leggi: marketing.

Un cesso (l’ho già detto?) da esibizione; aiuta l’ambiente (non mi è chiaro come) ed anche bravino…

WU

PS. Ok, la “news” è di “soli” 4 anni fa. E allora? Interessa meno?

Braccio avanti, braccio indietro

Let me restate once more my admiration for the people/companies/laboratories/etc. able to get paid for absolutely useless/crazy/time&money consuming stuffs.

A Japan prototyping lab started a project for a robotic arm. So far so good. Do you know what the robotic arm is supposed to do? Twirling a ribbon around.

I would really be joking, but it seems to be true. Of course the arm knows how to seriously twirl a ribbon (it would be hard if it didn’t!).

ribbontwirlbot

A Denso VS-050-S2 robotic arm is programmed to perform a series of rhythmic gymnastic motions and the ribbon is placed at each movement in relation with the surrounding…

A good job, without any doubt; especially for the marketing of the lab. All the more so, have you ever thought how many of these projects are in the end the best advertisement for people/companies/laboratories/etc. you would never heard about otherwise? Fantastic.

WU

PS. We, human being, programmed a robotic arm, a brainchild of our talent to do something that is a unique quality of our creativity. Mechanically transposition of art.