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Free Energy: elettro-radiante

Non esiste. Secondo me.

Più che altro (dai, non voglio partire dagli aspetti fisici) per una innata convinzione che di free non c’è veramente nulla. Al più i pro sono più dei contro, e ciò vale per tutto dalla società umana alle leggi della natura. IMHO.

Ma ovviamente qui apriamo il vaso di Pandora. Il Sacro Graal della ricerca. Energia gratis per tutti, magari green. E vai…

Non è facile scegliere quindi di cosa parlare (e non mi chiedete perché lo voglio fare) ed il mare di cose serie e fesserie è veramente molto affollato. Ma la verità è che mi sono imbattuto in questa frase (e poi con Google è un attimo…).

Ho trovato praticabile produrre in questa maniera un movimento elettrico migliaia di volte maggiore rispetto a quello iniziale – vale a dire, quello impresso sul secondario dal primario A – e ho così conseguito attività o tassi di flusso di energia elettrica nel sistema E’ C E misurati da molte decine di migliaia di cavalli vapore.

[N. Tesla, brevetto statunitense 787.412, “Art of Transmitting Electrical Energy Through the Natural Mediums”]

Per me Tesla era un genio assoluto. E’ pertanto poteva anche fantasticare ed esagerare. Noi mediocri siamo solo bravi a fraintendere illudendoci di sognare.

Secondo quanto vogliamo intendere il segreto di questa forma di free energy sarebbe nella rapidità degli impulsi di tensione o magnetici. E questo almeno quanto afferma P. Lindemann [nel suo libro The Free Energy Secrets of Cold Electricity] che sostiene che sotto una precisa sequenza di azioni dello spinterometro ad alta tensione gli impulsi che si generano hanno come esito un enorme (no, no, no grande, proprio enorme…) guadagno di potenza netta nel sistema elettrico. Ed ovviamente non vuoi corredare con tanto di “prova sperimentale“?

Il Dr. Lindemann ritiene di aver replicato parte della tecnologia a monte del “Tesla Transformer” utilizzando un impulso ad alta frequenza e alta tensione per produrre un “evento elettro-radiante”. Questo si verifica allorquando la corrente continua viene scaricata attraverso uno spinterometro e interrotta bruscamente prima che si verifichi qualsiasi inversione di corrente.

Lindemann inoltre afferma che tali impulsi elettro-radianti di entità inferiore a 100 microsecondi sono del tutto sicuri da gestire e non provocano scosse elettriche o altri danni. Per di più, gli impulsi elettro-radianti di entità inferiore a 100 nanosecondi sono freddi e producono agevolmente effetti luminosi in globi a vuoto.

Ora, io non sono un genio e sono un po’ sognatore come tutti. Le bobine di Tesla sono un fatto, ma da qui a dire che possiamo usarle per produrre piu’ energia di quanta ne immettiamo mi pare un po come dire che abbiamo la prova che gli alieni esistono perchè abbiamo visto Man In Black.

Sono un po scettico, proprio sui principi fisici più che sulla tecnologia.

WU
PS. Praticamente stiamo dando seguito all’esperimento di Tesla della Word Power System (Wardenclyffe Tower), mai completato, che aveva come scopo quello di darci a tutti energia libera, pulita e wireless…

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Tesla Supercars

“Se la civiltà esiste ancora nel giro di vent’anni la maggior parte delle nuove auto saranno completamente autonome e buona parte sarà elettrica”. Detto così mi pare un po da visionario, ma non posso che concordare sull’indirizzo e se poi, come sempre, a dirlo e Mr. Musk, un po di più ci devo credere per forza…

Con i primi modelli del Tesla Model X in consegna (132 mila dollari di base… mica male) e la Model 3 (… il modello economico) prevista per il prossimo anno. La Tesla sembra fare sul serio, chissà anche sulla scia dei recenti eventi che hanno colpito le auto tradizionali…

Ma Mr. Musk si spinge oltre, se l’autonomia della Model X è già di 386 km (con una velocità di punta di ben 250 km/h e 762 cavalli!) l’obiettivo è di portare l’autonomia della Model S a 1000 km entro uno/due anni.

La Model S, inoltre, già vanta due funzioni ad-hoc per rassicurare il passeggero ed aumentare l’indipendenza del mezzo (Kit stiamo arrivando…). Il Range Assurance è un sistema di avvertimento automatico che informa quando ci stiamo allontanando dalla rete di stazioni di ricarica conosciute e ci riporta verso i punti di ricarica più vicini. Il Trip Planner, invece, è una specie di navigatore che non solo calcola autonomamente il percorso più efficiente e veloce, ma tiene anche conto della posizione delle stazioni di ricarica.

Ah, tanto per informazione le stazioni di ricarica in Europa coprono già dalla Lapponia ai Pirenei (e solo 3 in Italia, ovviamente nel nord)… non facciamo quindi troppe storie sulla famigerata “infrastruttura” che sarebbe uno dei limiti delle auto elettriche!

Il passo successivo, ovviamente, è la completa autonomia del mezzo (leggi auto elettrica che si guida da sola) che sarà, sempre secondo l’imprenditore, raggiungibile entro tre anni.

Come sempre il piano di sviluppo è chiaro, preciso ed ambizioso. I soldi forniscono la base di credibilità ed il suo bel faccione completa la campagna di marketing (e questo post ne è un non-pagato contributo).

WU

PS. Intanto, come paragone il piano di marketing della Fiat prevede la Panda (base) ad 8.000 euri, solo però per auto in pronta consegna e a fronte dell’adesione al finanziamento specifico di FCA Bank… Cioè? Uso l’esempio da qui: “Es. fin.: Anticipo Zero, 72 rate mensili di € 157,00, Importo Totale del Credito € 9.253,50 (inclusa Marchiatura SavaDna € 200 e Polizza Pneumatici € 29,75, Prestito Protetto facoltativo € 708, spese pratica € 300, Bolli € 16,00). Interessi € 1.799. Importo Totale Dovuto € 11.325”.

Ovvero la Panda ti costa 11.325 euri (Se ne hai 8.000 in contanti da dare non puoi!) dei quali circa 1800 euri guadagnati da una finanziaria che non fa nulla! Ottimo!

PPSS. @ 02.10.2015. “far more there than is really necessary to sell the car”

Ecco il disclaimer di Mr. Musk quando presenta il nuovo SUV. Ed effettivamente (qui qualche dettaglio in più)…

3.2 secondi da 0 a 100 km/h (cioè come la Porche 911 turbo). Porte ad ali di gabbiano per i posti posteriori. Vetro anteriore che si fonde con il tettuccio panoramico creando quello che è “the largest piece of glass in a car ever”. Ed il biodefense mode? Un filtro per l’aria nell’abitacolo che la depura fino quasi a livelli da camera operatoria. Il tutto in un crossover (modello tanto amato in US, ma forse non solo) non propriamente di fascia economica…

Ma come dice lo stesso Musk non pretendiamo di salvare il pianeta con questa macchina. Piuttosto il trucco è che questo tipo di auto, risultato del reparto R&D, è finanziato dalle auto “di tutti i giorni” che la casa produce.