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Verso Psiche ed oltre

17 Marzo 1852. Annibale de Gasparis guardava il cielo, naso all’insù dall’Osservatorio di Capodimonte. Un puntino si muoveva. Un puntino finora non giustificabile. Un nuovo asteroide. Annibale non ne conosceva ancora il “mistero”…

16 Psiche è uno dei boss della fascia principale degli asteroidi. 250 km di diametro per un sasso spaziale di circa 1.7e19 kg, mica poco…

Psyche.png

Ma il mistero (… parola magica cattura-attenzione) che avvolge Psiche deriva dalla analisi del suo spettro elettromagnetico: praticamente ferro e nichel allo stato puro (M type asteorid, in gergo)! Una specie di miniera a cielo aperto (e qui posso capire perfettamente quando si parla di asteroid mining…).

Tuttavia ora le domande (… e già la magia del mistero si affievolisce) sono due: come si è formata una palla di ferro? Quanto è denso un asteroide fatto di ferro-nichel?

Per quanto riguarda la prima, l’ipotesi più accreditata è che l’asteroide che vediamo oggi sia ciò che resta del nucleo di un pianetino che, bersagliato da molteplici impatti, è stato privato di tutta la sua parte rocciosa mettendo a nudo il suo nucleo “inscalfibile”.

Per la seconda, invece, abbiamo la fortuna che Psiche, essendo abbastanza grande, esercita un’influsso gravitazionale sugli altri oggetti della fascia principale misurabile e quindi da ciò è possibile determinare abbastanza accuratamente la sua densità che è… bassissima!
20000 kg/m3, ovvero il doppio dell’acqua! Ma non stavamo parlando di ferro-nichel? Beh, l’unica spiegazione ragionevole sembra essere che il masso non è una roba solida, ma piuttosto un aggregato di polveri e particolati molto poroso.

Aggiungiamo (… e qui arriva a leggere solo chi non ha di meglio da fare) che: un masso di ferro-nichel dovrebbe eavere un campo magnetico fortissimo e che “the only metallic core-like body that has been discovered in the Solar System”. Ma tutte/molte delle meteoriti metalliche che ci sfiorano provengono da impatti con Psiche? Ma Psiche è il risultato di una fusione di materiale o un aggregamento di polveri?

Ovviamente il masso ci guarda e tace e noi abbiamo ancora l’ambizione di voler confermare le nostre speculazioni per cui gli estremi per una asteroid mission ci sono tutti.

This mission would be a journey back in time to one of the earliest periods of planetary accretion, when the first bodies were not only differentiating, but were being pulverized, shredded, and accreted by collisions. It is also an exploration, by proxy, of the interiors of terrestrial planets and satellites today: we cannot visit a metallic core any other way. […] For all of these reasons, coupled with the relative accessibility to low-cost rendezvous and orbit, Psyche is a superb target for a Discovery-class mission that would characterize its geology, shape, elemental composition, magnetic field , and mass distribution.

Per il momento la missione proposta (Psyche senza troppa fantasia) ha passato la prima selezione (2015, assieme alla missione Lucy per l’esplorazione dei Trojani) ed ha ricevuto un finanziamento di 3M$ per un ulteriore anno di studio (principalmente volto a dettagliare il piano di missione e mitigare i rischi) e, se dovesse passare fra i finalisti del programma Discovery riceverebbe 450 M$ (minus the cost of a launch vehicle and mission operations) per portare avanti il programma.

Lancio previsto 2020, continuiamo a speculare che c’è tempo, e mistero.

WU

Luxembourg in space

I consider this as a clear clue of long-term outlook.

the Luxembourg Government becomes a key shareholder of Planetary Resources, Inc., the U.S.-based asteroid mining company

[…]

The Luxembourg Government, the public-law banking institution “Société Nationale de Crédit et d’Investissement” (SNCI) and U.S.-based space technology company Planetary Resources have signed a 25 million euro investment and cooperation agreement within the framework of Luxembourg’s SpaceResources.lu initiative which aims at the exploration and the commercial utilization of resources from Near Earth Objects (NEOs), such as asteroids.

We are not talking about new, high risk-taker, small, almost unknown, startups that try to make money from nothing and just selling a dream. The communication is signed by the Ministry of Economy of the Government of the Grand Duchy of Luxembourg.

And… there is a date, i.e. a deadline. Ok, probably challenging and that will never be met, but at least a point in time is given. Again, it seems a mark of concreteness to me.

Within this agreement, the Luxembourg Government invests direct capital in Planetary Resources, Inc. and the Ministry of Economy is providing funding through different types of R&D grants. The funding will accelerate the company’s technical advancements with the aim of launching the first commercial asteroid prospecting mission by 2020.

And of course there is an immediate economic return for the Grand Duchy of Luxembourg…

In May 2016, Planetary Resources, Inc. established a wholly-owned Luxembourg based subsidiary named Planetary Resources Luxembourg.

[…]

Planetary Resources, for its part, is strengthening the local space industry by developing several key activities exclusively in Luxembourg focused on propulsion development, spacecraft launch integration, deep space communications, asteroid science systems, Earth observation product development and mission operations.

Ah, and it is not the first time in history…

The Grand Duchy has a renowned history in public-private partnerships. In
1985, Luxembourg became one of the founding shareholders of SES, a landmark for satellite telecommunications and now a world leader in this sector.”

Do we want to argue that those kind of stuffs can be done only by small, rich states (… and tax heavens)? Maybe, but at least they believe concretely in this future.

WU

PS. Well, SES is already one of the biggest satellite services providers wordwide and Planetary Resources is going to have the exclusive access (Ehm… monopoly?) to asteroid mining…

C/2014 S3

Non è il nuovo droide di Star Wars (ahimè…). Bensì una specie di macchina del tempo. Con un’unica destinazione: 4 miliardi di anni fa.

Trattasi, infatti, di PanStarr, una cometa formatasi (pare) praticamente in concomitanza con la nostra Terra, ma a differenza di quest’ultima, rifugiatasi nei bui e freddi anfratti agli angoli più remoti del nostro sistema solare.

La sua distanza dal Sole la rende una cometa molto anomala. Effettivamente più simile ad un asteroide, è un nucleo di roccia e ghiaccio privo della classica (nel mio immaginario infantile) coda di polveri e gas che la dovrebbe identificare appunto come cometa.

La cometa senza coda, ibernatasi circa 4 miliardi di anni fa, si è formata vicino a noi e poi per una fortunata/sfortunata serie di eventi è stata ricacciata ai margini del sistema solare (più precisamente nella nube di Oort a circa 3.2 anni luce dal sole). La cometa, inoltre, detiene anche un’altro record: è il primo oggetto roccioso della nume di Oort ad esser stato scoperto!

La cometa ha oggi un periodo stimato di 860 anni ed il suo punto più vicino al sole (perielio) è nelle prossimità della Terra, dandoci quindi la possibilità di studiarla relativamente da vicino (circa 3.6 milioni di km…).

Lo studio di questo oggetto (scoperto da una collaborazione fra l’European Southern Observatory’s Very Large Telescope ed il Canada France Hawaii Telescope) potrebbe essere il modo migliore per ripercorrere la storia del nostro pianeta in quanto le tracce della sua (e nostra) formazione non hanno subito tutte quelle modifiche derivanti da gravità, impatti, riscaldamento ed evoluzione. E’ uno dei pochissimi oggetti “non cucinati” dalla nostra stella e che quindi mantiene tracce di quello che era il nostro sistema solare all’epoca della formazione del mondo da cui osserviamo la nostra storia.

WU

PS. E si può illazionare ancora oltre. L’orbita della cometa è molto simile a quella della cometa 252P/LINEAR. Simile, ma così simile da fa ritenere che le due comete si possano esser originate dalla scissione del nucleo di una unica cometa.

Manicouagan

Confesso, è il nome semi-impronunciabile ad aver attirato la mia attenzione. E d’altronde con un nome così a voi non verrebbe almeno la voglia di chiedere a Mr. Internet?

Lago del Quebec a forma di occhio; una sottile striscia di acqua di forma circolare con una bella isolona (isola René-Levasseur, seconda isola lacustre più grande al mondo) quasi circolare al centro.

L’occhio del Quebec è ben visibile dallo spazio ed è anche da esso che trae origine. Il quinto più grande cratere da impatto sulla terra generatosi 214 milioni di anni fa dall’impatto di asteroide di (soli) 5 km causò un cratere di circa 100 km di diametro, oggi ridottisi a circa 72 a causa dei fenomeni erosivi (principalmente quelli causati da ghiacciai). Velocità stimata dell’impatto: 17 km/s!!

Il lago ha una struttura concentrica tipica degli impatti, tipo gli anelli che si formano gettando un sasso in uno specchio d’acqua. In questo caso, però c’è un piccolo aiuto umano poiché l’isola è tecnicamente un’isola artificiale che si è creata dopo aver allargato il lago Manicouagan creando i due serbatoi a mezzaluna che oggi circondano l’isola (e che la rendono un paradiso di biodiversità).

Nelle immagini sotto il mio personale collage di immagini del cratere dallo spazio. In senso orario dall’angolo in alto a sinistra partiamo da una foto scattata dallo shuttle nel 1983, proseguiamo con l’immagine del 2001 ripresa dal satellite Landsat, passiamo quindi al 2014 con una foto scattata dalla ISS ed arriviamo ad una immagine di quest’anno (Novembre 2015) ripresa dal satellite Sentinel-1A.

Manicouagan

Non ci sono ancora mai stato e già ne subisco il fascino, in particolare immaginandomi di quanto possa sembrare un “normale lago” visto da vicino senza percepirne ne la particolare forma ne il tumultuoso passato.

WU

Icarosteroide

So che mi sto scoprendo (eh?), ma non potevo non parlarne (e se ne parlo io che sono come la madre di Zerocalcare…). Ieri alle 17.39 (ora italiana) siamo stati “sfiorati” dal solito sasso vagante… (la rete pullula di news ed articoli sicuramente più validi di questo post per cui non inserisco citazioni specifiche). In realtà è ripassato 1566 Icaro a “soli” 8 milioni di km dalla Terra (un bel chissene starebbe bene).

21 volte la distanza Terra-Luna (quindi per favore niente allarmismi, appunto) per un sasso da circa 1.0 km di diametro che si avvicina alquanto di rado a noi, l’ultima volta nel 1996 (da cui il suo interesse ha più che altro motivi storici).  Scoperto da Baade, padre di ben 10 asteroidi, nel 1949 è stato a lungo considerato l’asteroide che più si avvicinava al Sole. Icaro deve infatti il suo nome proprio alla sua orbita che si avvicina pericolosamente al Sole (30 milioni di km! ma comunque meno dell’orbita di Mercurio) mettendo a rischio la propria cera proprio come le ali del personaggio mitologico (asteroide cattivo che non obbedisce a suo padre, ma alle leggi della gravità!). La sua orbita che interseca quella della Terra e che si avvicina al Sole più della Terra stessa lo rende parte della famiglia degli asteroidi Apollo, quelle potenzialmente catastrofici, per intenderci. La sua orbita ha comunque una risonanza (parolaccia con cui si intende che il rapporto tra i periodi delle due orbite ) con quella della Terra che causa approcci ravvicinati con il nostro pianeta, ma mai abbastanza da poter esser causato una minaccia, sempre nel mese di Giugno ogni 9, 19 e 28 anni.

Il suo passaggio più ravvicinato, 6.5 milioni di km, registrato finora è stato nel 1968. L’evento suscitò cosi tanto clamore che nel 1967 il MIT diede il via al progetto Icarus volto a studiare un metodo per deflettere o distruggere l’asteroide nel caso di rotta di collisione con la Terra. Come leggo qui senza troppa fantasia (oggi vi sono molte proposte piu raffinate, ma questa è un’altra storia) ipotesi di esplosioni nucleari e bombe ad idrogeno si sprecano. “[…] essentially to send  six Saturn V’s armed with hydrogen bombs with the intention of destroying the asteroid and deflecting it from its collision course.”. Le basi per qualche disaster movie già visto e rivisto (Meteor il primo science fiction film basato sul report del progetto Icarus).

Nell’immagine (ovviamente solo lo zoom è mio, mentre l’immagine professionale da qui) di questo passaggio in cui l’asteroide è il puntino ben nitido nel centro (per la cronaca queste immagini sono fatte tracciando il punto di interesse con il telescopio per cui le stelle fisse sembrano mosse, mentre il target appare fermo).

icarus

WU

PS. Prossimo passaggio? 2043 ad 8.7 milioni di km e nel 2090 a 6.5 milioni di km, armiamoci!