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Paragoni volanti

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La cosa più accattivante di questo XKCD, prima di metterci a leggere una per una le varie righe, è per me quella di aver messo insieme tre cose che hanno in comune solo il fatto di saper volare.

Ovviamente, poi sono le righe a dare il meglio… andiamo dalla capacità di navigazione magnetica (che effettivamente sarebbe una feature interessante da implementare in una evoluzione di Superman) alla “occasional mid-air sex” (…che è di per se fantastica pensando ad un aereo).

La mia preferita è ovviamente la terzultima… pensare al “Grande Naturalista” che possa osservare il “mating behavior” di Superman mi solleva la giornata.

L’alt-text? Ovviamente ci ricorda che un “translucent film” è sufficiente a tener lontano birds and Superman, ma evidentemente non gli aerei 😀 .

WU

Quota 19200 m

E’ il numero magico, o meglio il numero mortale.

E’ la quota al di sopra della quale la pressione così bassa che i liquidi del corpo umano (se non protetto, ovviamente!) iniziano a bollire alla normale temperatura corporea. E’ la cosiddetta Linea di Armstrong, che deve il suo nome a Harry George Armstrong, che nel 1947 fondò il Department of Space Medicine dell’aviazione militare statunitense (no, Neil Armstrong era un’altro…).

In realtà è una quota ideale posta tra i 18900 ed i 19350 m di quota. Al di sopra dei 17500 m, infatti, si trova la cosi detta “zona spaziale equivalente” dove le condizioni di temperatura e pressione sono totalmente ostili alla vita umana. Alla linea di Armstrong, con solo 0.0168 atm di pressione (il 6% della pressione a livello del mare e 5.4 volte più bassa della pressione sulla cima dell’Everest), l’acqua bolle a circa 37 °C, che è la normale temperatura corporea.

Detto in due parole: bolli dall’interno. La saliva inizia a bollire in bocca, le lacrime negli occhi e via dicendo; ciò, oltre alla quasi assoluta mancanza di ossigeno, porterebbe alla morte in pochi minuti.

Per intenderci Baumgartner si è lanciato da 38969 m, Kittinger da 31333 m e le loro tute hanno retto bene (a parte un guasto al guanto di Kittinger che causò un rigonfiamento della sua mano), ma piccole crepe (e conseguenti depressurizzazioni ad alta quota) potrebbero essere state la causa della morte dei loro predecessori il russo Pyotr Dolgov (che si lanciò da 28640 m nel 1962) e l’americano Nick Piantanida (che fu espulso dalla capsula a 17000 m nel 1966).

Siamo progettati per vivere in un intervallo abbastanza ristretto di temperatura e pressione e la linea di Armstrong personalmente me la figuro come il limite oltre il quale passiamo dall’essere umani ad essere lattine di soda (per le quali, una volta aperte, la pressione rilasciata genera quelle bellissime bollicine che vanno verso l’alto…).

WU