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Ricerche su internet

… una delle perculate più intelligenti che possano venire in mente a noi figli di internet così abituati ad essere imboccati anche anche la più stupida ricerca sembra che sia uno sforzo.

Abbandonati i pesanti faldoni delle enciclopedie (chi di voi ne ha aperto un volume negli ultimi 5 anni?), e bypassato il vecchio libro di scuola siamo approdati a messere Google che risponde a tutto ciò che ci può venire in mente (e se non ci viene ce lo fa venire in mente lui…).

Praticamente ora ogni chiacchiera da bar può contenere una cazzata (o, elegantemente, un’inesattezza) per non più di qualche minuto, tempo richiesto per “googlare” la questione e leggere le prime righe restituite dall’intelligentissimo, onnisciente, Google.

Benissimo (si fa per dire), ma ormai anche questa routine ci apre scomoda, dal sapore di altri tempi, come se digitare quelle poche lettere nella barra di ricerca di Google (home page della quale confesso di averne sempre apprezzato l’assoluta assenza di pubblicità che di certo deve aver avuto negli anni un impatto non trascurabile nel bilancio dell’azienda) sia il corrispettivo moderno del prendere il faldone dalla polverosa libreria, identificare la pagina contenente il “mistero”, sfogliarlo fino alla voce cercata e finalmente “cibrasi” della fonte. Certa e verificata… almeno in quei casi, ma lasciamo perdere.

Ora siamo così pigri che ci pesa anche digitare. E qui domande a caso, richieste a terzi di aiuto, assistenti vocali, ricerche vocali e bla bla bla.

Prendiamoci quindi un po’ sanamente per i fondelli spiegandoci/ricordandoci come si fa a cercare qualcosa su Google senza dire “puoi fare una ricerca?”.

For all those people who find it more convenient to bother you with their question rather than search it for themselves.

Let Me Google That for You lo fa in maniera più che egregia (nell’esempio sotto con tanto di spiegazione su come funziona internet ed i motori di ricerca…).

http://lmgtfy.com/?iie=1&q=postils

Miracolo!

WU

PS. Con tanto di versione “fucking” qui…

http://www.lmfgtfy.com/?q=postils

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Innovating Countries

Fra i vari modi che abbiamo di raffigurarci il mondo c’è anche un non meglio definito Bloomberg Innovation Index che:

scores economies using factors including research and development spending and the concentration of high-tech public companies

BlInIn.png

In base a come si pesano i vari fattori, a cosa si considera high-tech e a ciò che si dichiara parte di R&D mi immagino (non ci vuole poi molto) che si può dimostrare una cosa o il suo contrario abbastanza agilmente.

Ad ogni modo (ovvero seguendo le note in calce alla classifica), attenendoci all’indice scopriamo dove si innova di più, e dove di meno, nel mondo in questo 2017.

BlInIn_1.pngAllora, vediamo un po’:

  • se volete innovare davvero (parlo di brevetti e ricerca, non di carrozzoni che devono far muovere un po’ di soldi pubblici) allora il place to be è, esattamente come lo scorso anno, la Corea del Sud (… volevo vedere se era quella del Nord).

South Korea remained the big winner, topping the international charts in R&D intensity, value-added manufacturing and patent activity and with top-five rankings in high-tech density, higher education and researcher concentration. Scant progress in improving its productivity score — now No. 32 in the world — helps explain why South Korea’s lead narrowed in the past year.

  • I paesi del nord Europa si confermano (con un po’ di variazioni “fra loro”) l’incubatore di Europa: Svezia seconda (diciamocelo che è molto aiutata da una moneta debole che favorisce le esportazioni…), Germania terza, Finlandia quinta.

Silver medal winner Sweden owes most of its rise to improvement in the manufacturing value-added metric, while Nordic neighbor Finland jumped two spots in large part because of the rise of high-tech firms in the country. Norway held its No. 14 spot from last year. […] Fresh ideas tend to pay off big in Sweden, even as the current government is less business-friendly and has imposed labor taxes that could crimp business investment […]

  • Israele è l’unico paese mediorientale ad entrare nell top 10
  • Il Giappone, che conserva comunque una ragguardevole 7ma posizione, subisce un balzo indientro di ben tre posti rispetto al quarto posto dello scorso anno, ora detenuto da una Svizzera (stranamente) in crescita, che va a fare concorrenza ai vichinghi.
  • The biggest loser in this year’s Bloomberg Innovation Index was Russia, plunging 14 spots to No. 26, almost five times the size of the next-largest drop in the rankings. Battered by sanctions and the after-effects of a couple years of subdued energy prices, Russia’s solid scores last year in manufacturing and productivity were destroyed in this year’s tally.

L’ Italia, proprio perché dobbiamo dirlo, è una squadra di mezza classifica (onestamente pensavo peggio), addirittura con un +2 rispetto al 2016. Favorisca chi vuole riempirsi la bocca con la “ripresa”.

WU