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Alla ricerca della Sfera

… e che vi devo dire. L’idea della Sfera di Dyson mi affascina, ed ogni volta che mi imbatto in qualche altra news extraterrestre (beh, magari un po’ bizzarra, lo ammetto), la ritrovo.

Vi ricordate il concetto di Sfera di Dyson? Allora, diciamo che siete una bella civiltà K2/K3 della scala di Kardashev ed avete quindi il problema di catturare gran parte (ma visto che ci siete perché non tutta?) l’energia emanata dalla vostra stella.

La soluzione è una possibile megastruttura con diametro pari all’orbita di un pianeta (ah, beh, allora…) attorno alla vostra sorgente. Una specie di guscio planetario che assorbe tutta l’energia (e vi da, quindi, la possibilità di scalare la vetta della succitata scala.
Ora, la cosa bella è che la Sfera fu proposta nei primi anni ’60 dal fisico Dyson come una specie di “esperimento mentale”, mentre ora guardiamo lassù e ci aspettiamo di trovarla davvero!

Forse è possibile, ma di certo il salto mi sembra abbastanza grande (un po’ come se la sera tornate a casa e vi aspettate di vedere il vostro gatto sospeso in uno stato ibrido fra la vita e la morte in onore del gatto di Schrödinger.

Ad ogni modo… chi ha i soldi le spende (giustissimo!) un po’ come vuole. E’ questo il caso del milionario Russo Yuri Milner (… uno degli investitori di Facebook tanto per capirci) che ha deciso di finanziare di tasca sua investigazioni più accurate di Tabby’s Star (stella scientificamente nota come KIC 8462852; circa 1480 anni luce da noi nella costellazione del Cigno). La stella in questione è particolarmente interessante per la sua luminosità ciclicamente variabile (fino al 20%!).

The paper shows shocking results: the star’s luminosity varied, sometimes dipping by 20% over the course of the study period. Even more perplexingly, its total luminosity, or flux, diminished by 4% overall over that time.

Il comportamento è decisamente bizzarro e ci vuole una spiegazione. Certo vi sono tante possibilità (tipo detriti di un ex-pianeta in orbita attorno ad essa? sciami di comete?)… inclusa una giga-sfera che ne blocca ciclicamente parte dell’energia. Vale la pena guardare meglio, soprattutto se puoi accedere alla rete SETI ed ad alcuni dei telescopi più sensibili al mondo.

Other instruments that could take a closer look are forthcoming, most notably NASA’s James Webb Space Telescope in 2018. But Breakthrough and Berkeley are starting now, with observations scheduled for eight hours per night for three nights over the next two months, starting tonight, October 26.

Certo, le speranze di trovare la mitica palla non sono tante, ma perché non starsene un po’ naso e sogni all’insù? Spero solo, e ne sono abbastanza confidente, che non sarà un eventuale esito negativo di questa ricerca a fermare questo genere di elucubrazioni.

WU

PS. Ma, tornando un attimo alla Sfera di Dyson, da dove pensiamo di prendere tutta l’energia che ci serve per partire?

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Scala di Kardašëv

Avete presente la super arma di starwarsiana memoria che prende l’energia dal nucleo di un pianeta per distruggere altra robaccia? Oppure il supercattivissimo padrone di Silver Sufer che non vede l’ora di degustare qualche pianetino? E si potrebbe andare avanti con esempi, più o meno a caso, presi da libri e film fantascientifici inside.

Arriviamo, quindi, ad un’altra cosa che non sapevo. Le civiltà (si, è il caso di usare il plurale anche se oltre la nostra non ne consociamo nessuna si stima che nella sola Via Lattea ci sarebbero ben 4.590 civiltà in grado di comunicare con noi…) del cosmo possono essere anche classificate in base al livello di energia di cui dispongono.

L’astronomo russo N. Kardašëv nel 1964, molto probabilmente prima di vedere qualunque filmetto apocalittico, propose nel suo “Transmission of Information by Extraterrestrial Civilizations” una scala esponenziale di catalogazione del livello tecnologico delle civiltà basata sulla quantità di energia di cui queste possono disporre. L’astronomo desunse la sua scala, che in origine prevedeva “solo” tre classi, notando che il livello del consumo energetico sulla Terra seguiva da secoli un aumento costante.

  • Tipo I: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia disponibile sul suo pianeta d’origine (più o meno… 4e12 Watt)
  • Tipo II: civiltà in grado di raccogliere tutta l’energia della stella del proprio sistema solare (più o meno… 4e26 watt)
  • Tipo III: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia della propria galassia (più o meno… 4e37 watt)

KardasevScale.png

E già fin qui la strada è lunga (oppure è nuovamente fantascienza in base ai punti di vista). Ma si può andare anche oltre arrivando a (i passaggi intermedi sono già da poveri essere mezzo evoluti…):

  • Tipo IX: divinità estremamente superiore capace di creare oggetti non-cosmici che utilizza come fonte primaria di energia
  • Tipo X: esseri che hanno raggiunto una capacità tecnologica tale d’aver abbandonato il mondo cosmico come lo conosciamo per continuare a vivere ed evolversi in “universi” non-cosmici creati da loro stessi, al di fuori delle nostre leggi fisiche e quantistiche, ipoteticamente parlando questi esseri possono essere realmente considerati degli Dei nel senso stretto della parola

E l’umanità? Livello 0, neanche a dirlo. Siamo in grado di usare solo una porzione dell’energia del nostro pianeta e già facciamo danni. Meglio se stessimo fermi. Invece si stima che saremo (saranno) una civiltà di tipo I intorno al 2200. Intorno al 5200 raggiungeremo il tipo II e solo nel 7800 il tipo III. Per ora siamo, secondo il “criterio Sagan” 0.7.

WU

PS. E la scala è intrinsecamente legata alla teoria di L. White che si propone di spiegare la storia dell’uomo sulla base degli sviluppi tecnologici. In pratica la teoria propone che:

P = E x T

P sta per progresso, E per energia consumata e T un coefficiente determinato in base all’efficacia delle tecniche che utilizzano questa energia.

PPSS. Vi sarebbe poi il problema di come raccogliere tale energia… Voi come fareste, ad esempio, a raccogliete interamente l’energia di una stella? Semplice, con una sfera di Dyson… una specie di pokeball planetaria.