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Trucchi per far carriera

M&Lorigin

Personalissima rivisitazione schematica (proprio da ing!) delle origini della non-meritocrazia che ci circonda e nella quale sguazziamo, a vari livelli e con varie convinzioni di “a me non riguarda” un po tutti. E non venitemela a raccontare!

Le Putt’s law arbitrariamente riadattate fanno da base per i principi di Peter e Dilbert; Secondo me due capisaldi per affrontare la quotidianità più che due principi i quali, benché in contrapposizione, portano in fondo allo stesso risultato: più sali e peggio sei (qual che sia la motivazione). Disimparare per far carriera, e stai attento a chi ne sa meno, molto meno, di te! When you are competent even a dummy can see your output: assolutamente da evitare (e la cosa perfettamente descrive anche le migliaia di incomprensibili mail/teleconf/riunioni (si è capito che le odio, vero?) che mi trovo a fare più o meno quotidianamente.

Stavo cercando di collocarmi nel flusso, sicuramente bloccato da qualche parte nel mezzo ben privo sia di competenze che di leadership/management capabilities, ma in fondo preferisco pensarmi come errante tra i due blocchi “capisco perfettamente ciò che non devo gestire” ed appena mi viene data la possibilità di gestirlo (cosa non sempre vera, non sempre facile, che richiede sforzo, sudore e gastroprotettori) magicamente divento quello che “gestisce cose che non capisce”.

Il tutto andrebbe anche condito con qualche principio in salsa Gamesmanship: “Pushing the rules to the limit without getting caught, using whatever dubious methods possible to achieve the desired end”. Ovviamente da cucinare in chiave manageriale; se non sei manager/responsible/head of… allora chi sei?

WU

PS. Bellissimo che qui si dica che il principio di Peter è practically inevitable. Ora sono piu tranquillo! Anche se poi trovo qui che in fondo qualcosa si può fare (e mi piace anche l’idea “scontro diretto per promozione”).

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