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Come scegliere un film

E’ un po’ che mancavo da Truth Facts, ed è stato effettivamente difficile scegliere su cosa concentrare la mia (poca) attenzione. Gli spunti di riflessione, e di profondi sorrisi (dell’anima, mi raccomando) sono tanti. Questo mi è piaciuto particolarmente.

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Prima (… e come mi sento vecchio…) si entrava in un Blockbuster, si faceva un giro fra gli scaffali, e si sceglieva il film con la copertina che più ci attraeva. Banale ed efficiente e poi dava anche un senso a ciò che ci portavamo a casa. Un po’ come tenere in mano un libro ed un e-book.

Oggi si spippola su questo o quel sito, si paragona, si controllano opinioni di gente sconosciuta, si scarica per il piacere di scaricare ancora prima che di guardare (welcome, millenals). Abbiamo tera e tera di film (tanto per rimanere generico) che forse non guarderemo mai fino in fondo… 10 min, tanto per avere un idea, assolutamente in linea con l’approccio mordi e fuggi che contraddistingue i nostri tempi.

Non sono contro il progresso, certo un po’ mi spiace per “le sofferenza del mondo reale”, ma soprattutto in questo caso credo che l’esito fosse abbastanza inevitabile ed in fondo è uno dei rami in cui questa “digitalizzazione” ha più senso. Sono onestamente più preoccupato di quando dovrò scegliere con questo criterio la melanzana da mangiare…

Solo una domanda: ma oggi le “copertine” servono ancora?

WU

PS. E che tristezza entrare oggi in un negozio di noleggio film. Sembrano usciti da un’altra epoca. Sembrano dei dinosauri che sopravvivono cibandosi dei propri resti. Diciamo che la cosa si percepisce a partire dalle facce dietro al bancone.

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Bland

– “Nonno, nonno, oggi a sQuola ho preso un Bravo”
– “Bravissimo, nipotino mio!”
– (Certo potevi sprecarti anche un po’ di più. Si vede che non ti va di impegnarti troppo, proprio come mamma/papà). Solo nella mente dell’uomo, ovviamente; con malcelata dissimulazione

Non sono nonno. Sono stato nipote.

Mi sono sempre chiesto, come tutti, cosa gli altri si potessero aspettare di più da me. Diciamo che in generale mi sono sempre chiesto cosa pensassero in realtà gli adulti (con i coetanei avevamo meglio da fare e da pensare, forse) quando gli dicevamo che avevamo fatto a scuola o che voto avessimo preso (o semplicemente quando raccontavo la mia giornata/vacanza/estate/uscita/etc.).

Se fossi io, oggi a dover trattare con il me stesso di una ventina di anni fa lo farei più che altro con una scettica sufficienza.

Ed effettivamente qui TruthFacts me ne da una sapida conferma.

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E visto che tanto sto delirando, come si traspone la cosa alla mia attuale età e fase della vita? Sarei uomo da C (il vero Italiano è quello che sta nel mezzo, sempre); credo che sia i più anziani che i più giovani mi dovrebbero trovare insipido e noioso (bland).

Non credo sia pessimismo, quanto la molla per passare “ai voti alti”, salvo poi essere giustamente trattato da “secchione” (e qui si potrebbero usare molti altri epiteti da digital age) avulso dalla realtà.

Sempre per il ciclo, come la fai la fai la sbagli.

WU

Amanti e bottoni

… il genere di correlazioni assurde (tanto meglio se suffragate da dati sperimentali o modelli che dovrebbero dare spessore scientifico alla cosa ) che mi fa veramente impazzire.

Passerei ore a mettere insieme cose che non c’entrano nulla e vedere che legame potrebbero avere in comune . A volte lo faccio (e di certo non mi pagano), molti altri lo fanno (spesso sono anche pagati) con egregi risultati.

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TruthFacts qui si esibisce in una discutibile legge.

Discutibile (IMHO) non tanto per le due variabili che mette assieme, ne per la correlazione lineare che stima, ma solo per il fatto che parta da 0. Giorni incravattati e derive psicopatiche a parte trovo decisamente impossibile serrarmi nella camicia (di forza, come dovrebbe effettivamente essere) da cima a fondo.

Quindi ora devo solo scoprire chi è la mia amante…

WU

PS. Effettivamente anche il fatto che una camicia ha bottoni limitati potrebbe essere una sorta di limite superiore … per qualcuno.