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Luce zodiacale

… un nome che potrebbe essere il titolo di un best seller. In astronomia, invece, identifica un bagliore; un flebile bagliore. Quasi spettrale, ma di certo da non confondersi con la scia luminosa della nostra Via Lattea.

LuceZodiacale.png

In primavera (soprattutto), quando la luna non illumina le nostre notti (soprattutto), quando le luci del tramonto sono definitivamente scomparse e quelle dell’alba non hanno ancora preso il suo posto (soprattutto)… il cielo non è comunque buio e nero come ci aspetteremmo.

La luce del sole, anche se illumina l’altra metà del nostro globo, viene comunque riflessa dalle particelle di polvere presenti sui piani orbitali dei pianeti del sistema solare. Addirittura, in notti molto buie, la luce zodiacale descrive un cerchi completo attorno all’eclittica.

La quantità di polvere che c’è lassù e ovviamente molto bassa, ma quelle necessaria a realizzare tale bagliore lo è sorprendentemente molto di più. Particelle da 1 millimetro distanti 8000 metri con un bassissimo potere riflettente, se moltiplicate per la vastità del cosmo sono sufficienti a realizzare “l’aurea zodiacale”.

Inoltre nella flebile luce zodiacale c’è un punto, esattamente opposto alla posizione del sole che è debolmente più luminoso del resto; il Gegenschein… una specie di anti-sole delle notti più buie.

WU

PS. Se avete una seppur blanda curiosità sul nome: la luce zodiacale si chiama così poiché riempie la regione zodiacale che è quella fascia della volta celeste, di circa 9° sopra e sotto l’eclittica, entro la quale giace il percorso apparente del sole, della luna e dei pianeti. In soldoni la regione entro la quale abbiamo immaginato tutti i nostri segni zodiacali raggruppando le stelle in immaginifiche costellazioni.

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Su marte, al tramonto

Ci sono tramonti e tramonti. Alcuni suggestivi per i ricordi, la pace, il raccoglimento, che ci generano; altri magari suggestivi per i colori e/o per le ombre che creano; altri ancora per i luoghi in cui (non) li osserviamo.

Ora, a parte ricordarci (tanto per essere un po’ stucchevoli) che un tramonto è solo un’alba vista da un’altra prospettiva, una cosa che sicuramente rende un tramonto unico è … il pianeta dal quale lo si guarda.

TramontoMarte.png

Non abbiamo in questo grande fortuna ed anche i “migliori di noi” possono al più vantare un pallido e sterile (… solo per via della mancanza di atmosfera) tramonto lunare, ma che dire se potessimo vedere un tramonto marziano?!

Esatto… forse non possiamo vederlo fisicamente, ma siamo ormai in grado di “godercelo” anche a distanza. L’immagine sotto è un tramonto mozzafiato, inedito e 3D che ci ha “regalato” (beh… considerando i soldi investiti non userei questa parola a cuor leggero…) ExoMars; più precisamente il suo orbiter Tgo (Trace Gas Orbiter) che monta a bordo lo strumento CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imaging System)… dell’Agenzia Spaziale Italiana va detto.

Lo strumento ci sta offrendo la possibilità di vedere il 3% della superficie del pianeta rouge in 3D e le immagini effettivamente mozzafiato che invierà saranno presentate settimanalmente dalla nostra agenzia spaziale (si, un po’ di pubblicità agggratis). La capacità della vista stereoscopica dello strumento dipende soprattutto dalla sua capacità di ruotare la testa ottica e ciò, accoppiato con quattro filtri in diverse lunghezze d’onda, ci restituisce immagini di un dettaglio, accuratezza, naturalezza e piacevolezza finora inusitate per il nostro vicino d’orbita.

Lo strumento serve (oltre che per godere di tali panorami) anche a verificare in dettaglio i luoghi in cui si muoverà il rover che costituisce la seconda parte della missione ExoMars prevista per il 2020.

Personalmente la cosa che trovo più suggestiva di questo tramonto è che benché stiamo (con la mente e con occhi meccanici) sul pianeta rosso vediamo un tramonto blu.

WU

PS. Il motivo del colore bluastro della luce del tramonto è sostanzialmente legato alle particelle presenti nell’atmosfera marziana, che lasciano passa alcune lunghezze d’onda più facilmente di altre.

Comunque suggestivo

Non sarà di certo la foto più bella di un tramonto (ne mia ne di altri), ne la prima, ne l’ultima. Non ha assolutamente nulla di peculiare e non è neanche legata ad una giornata memorabile. Una bella giornata si, ma non una di quelle per cui sono venuto al mondo.
imageL’unica cosa che ha meritato che questa foto finisse qui è il pensiero che mi ha, prepotentemente, suscitato.

Quello che sto guardando non è un tramonto, ma è un’alba sotto una diversa prospettiva.

WU (zen in vacanza)