Il giorno del sovra-sfruttamento

Per fortuna non accade, ma l’assunto per il verificarsi di questa condizione fa venire i brividi: tutti gli esseri umani sul globo dovrebbero avere le stesse abitudini di vita di noi europei.

Ovviamente la cosa non accade, ma mi fa decisamente specie pensare che noi siamo una specie di “termine di paragone”… in negativo, ovviamente. Mi fa specie pensare che possiamo vivere la nostra quotidianità “scialacquando” risorse naturale come tanti altri popoli (beh, ovviamente con le dovute eccezioni…) non possono fare.

Comunque, se ci immaginiamo che il mondo sia una specie di casetta, in meno di cinque mesi (ovvero, da gennaio a maggio) i sui abitanti, consumando come noi europei, avrebbero abilmente svuotato completamente la dispensa… e no, non c’è un negozietto in zona dove andare a fare la spesa…

Il 10 Maggio di quest’anno (beh, diciamo pure che negli ultimi anni questo giorno si avvicina sempre più al primo Gennaio…) è Overshoot Day: il giorno del sovrasfruttamento. Dal 10 Maggio fino a fine anno (quindi, già tecnicamente oggi…) viviamo (vivremmo) dilapidando le risorse del pianeta quindi, di fatto, impoverendolo. Ah, “basterebbero” 2.8 pianeti come il nostro per risolvere il problema (… si, certo, oppure rivedere pesantemente le nostre abitudini di vita, ma questo oltre ad essere più difficilmente quantificabile è anche più difficile da mettere in pratica…).

L’Overshoot day della sola Europa è il 10 Maggio, quello della Terra intera attorno al primo di Agosto; magra consolazione. La data anticipa sempre di più e rimangono comunque diversi mesi prima di arrivare a fine anno ed “idealmente” riempire la dispensa.

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Il bilancio si basa sulla quantità di anidride carbonica immessa nell’atmosfera, lo sfruttamento di risorse naturali, il cibo consumato e cose simili. Se vivessimo in un mondo che fosse 2.8 volte il nostro potremmo permettercelo, viceversa siamo in debito (un altro modo per vedere la cosa…). Magra consolazione il fatto che a livello globale “servirebbero” 1.7 terre.

Per i prossimi mesi, dato che non cambieremo -ahimè- il nostro modo di vivere, emetteremo più emissioni di CO2 di quelle che l’intero ecosistema può assorbire, consumeremo più biomassa di quella che possano rigenerare, impoveriremo i mari a ritmi insostenibili, consumeremo più biodiversità di quella che riusciremmo a preservare e via dicendo.

Spostare questa data il più avanti possibile nell’anno dovrebbe essere il vero obiettivo se vogliamo ancora salvarci. Sono certo che eventualmente si trattasse veramente di casa nostra staremmo più attenti; la cosa (cambiamento climatico è solo un aspetto della medaglia) ci tocca ancora troppo indirettamente per farci percepire il pericolo. Ed aggiungo anche tutti i vari slogan ed iniziative, benché assolutamente puri nelle intenzioni, corrono il forte rischio di farci percepire il problema ancora più edulcorato di quel che ci vogliamo illudere esso sia.

Un raro caso in cui “prima è, meglio è” non si applica affatto.

WU

PS. Mi viene in mente “la cicala e la fornica”… ed indovinate in quale dei due mi ritrovo? Aggiungo anche che giocando un po’ qui con la mia impronta ecologica sono messo anche peggio della media… il mio personale overshoot day è il 04 Marzo, con la bellezza di 5.9 Terre necessarie. Compito per il prossimo anon (Assumendo che ci sia tempo): spostare tale data in avanti di almeno un mese

Oggi è Santa Lucia

Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia. No. Cioè, più o meno. Cioè, una volta era cosi. Cioè…

Allora, oggi 13 Dicembre ricorre Santa Lucia. Non che sia troppo accorto al santo del giorno ne tanto meno la mia devozione alla santa in questione è così forte da ricordarmi la ricorrenza. Santa Lucia è tuttavia una ricorrenza abbastanza particolare… per il fatto che esiste un numero sterminato (più di ottanta mi è stato detto?!) di detti circa questo giorno.

Detti popolari che parlano del tempo odierno, del freddo odierno o della durata delle ore di luce di oggi (e sicuramente di un sacco di altre cose). Soffermiamoci un attimo sul fatto che oggi è considerato il giorno più corto (o equivalentemente la notte più lunga… che costituisce un ulteriore detto “Santa Lucia la notte più lunga che ci sia).

Per definizione il solstizio d’inverno è il giorno in cui le ore di luce sono minime in tutto l’anno. La data del solstizio d’inverno cambia di anno in anno, ma è grossomodo (e quest’anno esattamente) attorno al 21 Dicembre. Ben otto giorni da oggi, la domanda dunque nasce spontanea (vero?): da dove deriva la convinzione che oggi si ail giorno più corto dell’anno?

D’accordo che il giorno del solstizio varia di anno in anno, ma evidentemente un detto popolare non può derivare da un episodio che si verifica una volta ogni secolo. Semplicemente, in passato il giorno di Santa Lucia era molto più vicino al solstizio d’inverno. Ma come, abbiamo spostato la data della santa? Abbiamo spostato il solstizio?

Nessuna delle due: abbiamo cambiato calendario. Fino al 1852 era in utilizzo il calendario giuliano invece di quello gregoriano che usiamo ancora oggi (beh… più o meno). Il calendario giuliano aveva portato ad un progressivo sfasamento nel calcolo dei giorni rispetto alle stagioni, soprattutto (ma non solo) a causa del problema degli anni bisestili. Problema brillantemente risolto dal calendario gregoriano che però entrò in vigore “stile ruspa” (oggi tanto di moda).

Il 5 Ottobre 1582 (secondo il calendario giuliano) divenne improvvisamente il 15 Ottobre 1582 (secondo il calendario gregoriano). Il risultato fu che il 1582 fu un anno estremamente corto (e non parlo di secondi), ma di una decina di giorni in meno. Il tutto fu fatto per riallineare il calcolo dei giorni del calendario con l’anno solare, ma portò con se un terremoto circa la correlazione fra i detti popolari e le condizioni astronomiche.

Il solstizio d’inverno si era progressivamente avvicinato (anche a causa degli sfasamenti accumulatisi con il calendario giuliano) al 13 Dicembre, il giorno di Santa Lucia, appunto. Ma con l’avvento di Gregorio il detto rimase, il solstizio invece “tornò al suo posto”. È addirittura probabile che fosse stata proprio la Chiesa ad incentivare l’associazione tra il 13 Dicembre e il solstizio d’inverno (complice il vecchio calendario) per sostituire le feste popolari e pagane legate alla ricorrenza del giorno più corto con una santo “ufficiale”. D’altra parte gran parte dei riti cristiani derivano da precedenti usanze popolari…

Morale della storia (se proprio dobbiamo trovarla): oggi è il giorno più corto che ci sia e se non lo è secondo gli allineamenti astronomici lo è secondo le credenze popolari. Nessuno si accorgerà che nei prossimi giorni il buio durerà qualche minuto in più; tutti ricorderanno Santa Lucia (anche) per il buio. La potenza di secoli di tradizione popolare.

WU

Di metonico in callippico

Tra le varie considerazioni assolutamente inutili e superficiali nelle sulle quali mi attardo (tipicamente guidando vi è la costatazione che dati due numeri si possono trovare infiniti modi di metterli in relazione. Più o meno utili, più o meno matematici, più o meno affascinanti. Cosa intendo?

Prendiamo il ciclo lunare: 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 3 secondi. Ovvero quasi 29 anni. Si da il caso che ben 235 mesi lunari corrispondono (quasi) a 19 anni solari. 6940 giorni (arrotondati per eccesso) di coincidenza astronomica che hanno gettato le basi per il ciclo metonico (a sua volta alla base del calendario babilonese, di quello ebraico e di quello arabo).

Il tutto si basa sull’osservazione che dopo un tempo preciso la luna ed il sole si trovano nella stessa posizione relativa. E la cosa stuzzica molto la fantasia per costruire calendari che si spera possano essere super accurati. Sono questi i calendari lunisolari aritmetici che cercano di rimanere sincroni sia con il sole che con la luna (e.g. la data della Pasqua è calcolata anno per anno con questo metodo).

Per farci un calendario, quindi, la durata del ciclo metonico doveva essere arrotondata a un numero intero di giorni (6940) e la durata media dell’anno risultava la bellezza di 6940/19 = 365,2631 = 365 giorni, 6 ore, 18 minuti e 56 secondi. Circa mezz’ora in più dell’anno tropico. Per risolvere la discrepanza è necessario alternare opportunamente anni da 365 e 366 giorni (ahimè il numero di giorni del calendario deve essere sempre intero).

Pertanto il ciclo metonico di 235 mesi lunari lo si compone di 12 anni di 12 mesi e 7 anni di 13 mesi; eh si, ogni due/tre anni occorre aggiungere un mese, il mese embolismico, per far tornare i conti… Ecco il ciclo metonico nel quale viviamo.

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E le cose si possono complicare a piacere. Quattro cicli metonici, la bellezza di 76 anni solari, costituiscono un ciclo callippico. Quasi, ovviamente.

L’introduzione dell’anno bisestile (introduzione forse stimolata proprio dalla scoperta del ciclo metonico) ha semplificato un po le relazioni fra questi cicli. Infatti se un ciclo metonico inizia l’anno successivo ad un anno bisestile esso conterrà al suo interno 4 altri anni bisestili; in caso contrario ne conterrà 5. In quattro successivi cicli metonici, ovvero all’interno di un ciclo callippico, accadrà che vi saranno 3 cicli metonici lunghi ed un breve. Magia delle magie: 6940*3+6939 = 27759 giorni, ovvero esattamente un ciclo callippico.

WU

PS. Il solstizio estivo del 330 era considerato l’epoca (convenzionale) d’inizio dei cicli callippici. Oggi, quindi, saremmo nel 30° ciclo callippico con il prossimo destinato ad iniziare nel 2025. Sarà tutto diverso.