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Sangue di pappagallo

Questo per la serie: alla faccia di chi dice che scienza ed arte (no, “scienza e fede” è un’altro capitolo) non possono andare d’accordo. A volte anche le cose noiose (e “difficili”, ma solo per i profani) possono nascondere un aspetto artistico, o quanto meno potenzialmente bello.

Personalmente credo molto in questa bellezza intrinseca della scienza (abbracciando con questa parola un po’ tutto: costruzioni, esperimenti, simulazioni numeriche, animali, e via dicendo).

Beh, ogni anno la competizione Wellcome Image Awards celebra la migliore foto scientifica. Qui trovate una bella carrellata dei finalisti e sotto quella che io inutilmente eleggo come la foto vincitriceper me 🙂

WIA.png

Blood vessels of the African grey parrot, by Scott Birch and Scott Echols.

This image shows a 3D reconstruction of an African grey parrot, post euthanasia. The 3D model details the highly intricate system of blood vessels in the head and neck of the bird and was made possible through the use of a new research contrast agent called BriteVu (invented by Scott Echols). This contrast agent allows researchers to study a subject’s vascular system in incredible detail, right down to the capillary level.

Ah, al vincitore, quello vero che sarà eletto il 15.03, spettano ben 5000 sterline. Ed in più le immagini di tutti i finalisti faranno il giro del mondo in un’esibizione che non toccherà musei bensì università ed accademie. Un modo come un’altro per farci piacere un po’ di più lo studio (i.e. la “sofferenza” che c’è dietro queste immagini). Soddisfazioni su più fronti.

WU

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Neuralterapia

Sulla falsa riga delle “leggi” della biologia (qui il mio sproloquio) è recentemente tornata alla ribalta anche un’altra genialata, la neuralterapia. Anch’essa di origine tedesca (e ora la casualità mi lascia un po’ dubbioso)

la neuralterapia è riscoperta dalla medicina moderna come una soluzione efficace per combattere i dolori, e non solo.

E già tendo ad irretirmi ed alzare un muro di diffidenza, come di solito mi accade con dichiarazioni così generali ed onnicomprensive.

Correva l’anno 1925 ed i fratelli Huneke per curare l’emicrania della sorella iniziarono (e mi chiedo se la madre lo sapesse) a somministrarle procaina per via endovenosa (una cosa sicurissima evidentemente).

Il passatempo dei fratelli sembrava avere poteri miracolosi (altra parola che mi mette sulle difensive): l’emicrania scomparve seduta stante. Ovviamente l’euforia fu dilagante e continuarono le “sperimentazioni”; incluse iniezioni direttamente su ematomi e cicatrici che “magicamente” facevano scomparire ogni forma di dolore.

Quindi c’erano tutte le basi per definire i Principi della Neuralterapia:

stati di dolore cronico e diverse condizioni mediche sarebbero causate da anomalie elettrofisiologiche chiamate campi di disturbo (Störfelder). La neuralterapia si può effettuare in tre forme
1) come terapia segmentale, in forma di trattamento locale o sul segmento individuato;
2) come diagnostica di uno o più campi di disturbo e conseguente terapia di regolazione;
3) come terapia su gangli o sulla catena laterale del Sistema Nervoso Simpatico.

Sti campi di disturbo sarebbero causati da cicatrici o traumi e causerebbero a loro volta dei corto circuiti neurali che generano quindi il dolore anche in punti distanti dal trauma stesso. Capiamo meglio (da qui):

Neural Therapy is designed to repair and restore normal function to the Autonomic Nervous System (ANS), that part of the nervous system responsible for the “automatic” functions of the body such as immune function, circulation, and the production of hormones. As early as 1905, researchers noted that illness and dysfunction are almost always preceded by a dysfunction of the ANS. Neural Therapy, when correctly done, repairs ANS dysfunction, restoring the body’s healing capacity, allowing Prolotherapy, if still needed, to work more effectively.

Se non avete già smesso di leggere (io lo avrei fatto) vi dico anche il ruolo della procaina, in tutto questo film, è quello di ripolarizzare le cellule stabilizzando il campo e quindi ripristinando il corretto funzionamento del sistema neurale.

In sostanza una specie di spiegazione medica, con farmaco associato, della pratica dell’agopuntura. Quindi con un po’ di palpazione e massaggi identifichi l’anomalia che piò essere ovunque e con un po’ di procaina (è un anestetico locale sviluppato per curare i reumatismi) curi qualunque cosa. Facciamo un esempio: soffro di un male incurabile (ed innominabile), ma ho anche preso una brutta storta alla caviglia; benissimo, basta una piccola iniezione alla caviglia e sono salvo!

Prove di tutto questo modello non ce ne sono. Gli esperimenti sono stati condotti quantomeno in maniera da lasciare qualche dubbio. Le basi scientifiche sono pura fantasia. I seguaci abbondano.

Il motivo, secondo me, è che è l’ennesimo caso di un metodo diagnostico, ancor prima che curativo. che garantisce risultati veloci e sicuri, anche per sindromi acute, dolorose ed incomprensibili. Tutti vogliamo credere e stiamo male ancora di più.

WU

 

 

 

 

Le 5 “leggi” della biologia ?!

Poniamoci una domanda: “Cosa è la malattia?”. Mi sono immaginato molte risposte, prima di decidere di approfondire quanto sotto (e quanto spesso tristemente risentito)…

Prima legge: Il trauma è il detonatore
La “malattia” inizia a partire da uno shock biologico, la DHS (Sindrome di Dirk Hamer), che attiva all’istante nel nostro organismo un programma speciale, biologico e sensato (SBS). A seconda del tipo di “sentito biologico” o “contenuto conflittuale” che una persona percepisce nell’istante della DHS, si attiva unprogramma speciale che è adeguato a far fronte al tipo di evento inaspettato vissuto dalla persona e che si manifesta sia nell’area cerebrale corrispondente, sia nell’organo innervato da questa area.

“Sentito biologico”???? Ma per favore!!

Seconda legge: niente esiste senza il suo contrario
Questo programma speciale, una volta iniziato, ci mette sensatamente in uno stato di allerta, il conflitto è attivo (fase simpaticotonica) e termina solo con la soluzione del conflitto. Segue quindi la fase vagotonica di riparazione. Per questo il programma speciale viene definito bifasico (a patto che si arrivi a soluzione del conflitto).

“Il conflitto termina solo con la soluzione del conflitto”… non lo avrei mai detto…

Terza legge: Il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie equivalenti
A seconda di quale area cerebrale si sia attivata, avremo quindi a livello organico due modalità di comportamento completamente diverse. Se l’area attivata (Focolaio di Hamer) si trova nel paleoencefalo(tronco cerebrale e cervelletto) avremo crescita cellulare nella fase di conflitto attivo. Al contrario se l’area attivata si trova nel neoencefalo (midollo cerebrale e corteccia) avremo crescita cellulare unicamente nella fase di soluzione.

Mi pare di capire che la “crescita cellulare” sia inevitabile… Direi che qui un balletto ci sta benissimo

Quarta legge: I microbi sono al servizio del cervello
I microbi non sono la causa delle “malattie”, bensì i nostri aiutanti, guidati dal cervello e simbionti per ogni singolo tessuto.

“guidati?” Ovviamente inconsciamente…

Quinta legge: della quintessenza
Tutti questi processi sono stati inseriti in milioni e milioni di anni durante la nostra evoluzione e sono quindi assolutamente sensati. In effetti, non c’è più nulla che accade nel corpo che possa ancora essere considerato “maligno” o “benigno”, ma si tratta unicamente di processi utili per la sopravvivenza dell’individuo e della specie.

Se poi sopravvivenza=morte è un dettaglio che può essere facilmente superato da funanbolismi verbali

Le LEGGI sopra sono le 5 leggi della biologia così come SCOPERTE dal dr. Hamer. Servono, OVVIAMENTE, per valutare PRECISAMENTE quanto sta accadendo alle nostre emozioni ed al nostro organismo.

In breve: Le malattie sono sempre causate da shock biologici (Dirk-Hamer-Syndrome, DHS) e l’unica via di guarigione è la risoluzione del conflitto.

… con tanto di PRESUNTO attestato di conferma delle leggi

Ora, se crediamo perché dobbiamo/vogliamo/possiamo io sono il primo, ma se vogliamo attenerci ad un (discutibile? certo, ma non più di queste leggi) metodo scientifico, allora queste leggi non sono state mai provate, verificate e quindi accettate dalla “medicina tradizionale”.

Ah, personalmente trovo anche qualche contraddizione logica in questi asserti…

WU

PS. Un breve cenno bibliografico mi ha aiutato ad inquadrare la faccenda.
Il dott. med. Ryke Geer Hamer è nato in Germania nel 1935. Nel ’72 conseguì la specializzazione in medicina interna e iniziò ad occuparsi, come primario in ginecologia, di malati di cancro. Parallelamente inventò e brevettò molti utensili in uso ancor oggi nel campo della chirurgia plastica. Nel 1976 il dott. Hamer, con la moglie ed i suoi quattro figli, volle ritirarsi in Italia, per curare gratuitamente i malati nei quartieri più poveri. Il 18 agosto 1978, il principe Vittorio Emanuele di Savoia, impazzito (??), sparò al figlio del dottore. Per più di tre mesi il ragazzo lottò tra la vita e la morte. La sua morte cambiò la vita del dott. Hamer che poco dopo la morte di suo figlio infatti si ammalò di cancro ai testicoli. Il dottore assegnò la causa della sua malattia allo choc della morte di suo figlio. Quindi non era “colpa” di qualche cellula impazzita, ma dovesse essere in relazione al cervello. Chiese ai suoi pazienti se anch’essi avessero vissuto un avvenimento terribile e scoprì che tutti (??) avevano subito un evento traumatico prima di ammalarsi.

Nell’ottobre 1981, volendo pubblicizzare i risultati della sua ricerca, fu messo davanti un out-out: o rinnegare i risultati della sua ricerca o lasciare la clinica. Scelse, ovviamente, per il continuare per la sua strada, ma i decani dell’università a cui erano stati presentati i risultati respinsero le sue teorie sulla correlazione tra cancro e psiche
Il dottore continuò nonostante tutto (opposizioni, condanne, arresti e cose del genere) la sua ricerca verificando (??) l’esatta corrispondenza e fondatezza delle sue scoperte.

Il tutto condito da asserzioni antisemite ed autoproclama della Nuova Medicina Germanica. Direi che gli estremi per (NON) credere ci sono tutti, eppure c’è chi le segue.

Ejiao

2500 anni fa già esisteva la medicina cinese, e con essa tutti i medicamenti del caso. Tra questi:

In Chinese medicine, this herb [Ejiao] has developed a reputation as an effective gynecological medicine thanks to its amazing performance on nourishing yin and supplementing blood, miscarriage prevention, emmeniopathy treatment, and so on.

… solo che non si tratta di una vera e propria erba…

Bensì di una gelatina solida, la Donkey-Hide Gelatin. Si, l’origine è tutt’altro che vegetale e molto più cruenta.

Prendi un asino, squoialo (si, la sto facendo un po’ melodrammatica), bolline la pelle, e facci delle tavolette. Il risultato è più che stupefacente dato che avrai un medicamento da usare come unguento o come tonico per gli utilizzi più disparati, dal curare la tosse all’alleviare l’ansia, dal depurare il sangue a farti passare il mal di stomaco, e via dicendo.

Si tratta di delle tavolette untuose ed appiccicaticce dal colore nero-marrone, rigide e fragili con le tipiche fratture lucenti, dal sapore dolciastro (pare) con le quali ci puoi fare un po’ tutto.

ejiao.png

Ottima, quasi miracolosa, per gli umani… molto meno per gli asini. Data infatti l’altissima richiesta in Cina la popolazione di asini è stata praticamente decimata (e sottratta a più umili, ma meno cruente, mansioni).

E quindi? Facile, basta importarli! Dall’Africa, per esempio, dopo la popolazione delle povere bestie gode ancora di ottima salute. Ma la cosa ha creato altro genere di problemi.

Il Niger ha avuto un incremento nell’export asinale di circa il 200% ed il Burkina Faso di oltre il 1800%! Praticamente in queste zone dell’Africa sorgono mattatoi di asini (inutile dire che le povere bestie sono spesso tenute in miserrime condizioni) solo per soddisfare il mercato cinese (che tanto a pagare paga…).

Ma non è tutto… Si va, infatti, dal Niger in cui il prezzo di un asino è aumentato da 34 a 147 dollari (rendendolo di fatto un bene di lusso e privando molti agricoltori e mercanti di forza lavoro fondamentale) al Sudafrica ove l’aumento della domanda di asini ha causato un pauroso incremento di furti e crudeltà inflitte a questi poveri quadrupedi.

In molti stati africani, pertanto, si è dovuti giungere a vietare l’export di asini in Cina (con conseguente green light, sorrisoni ed occhiolini al contrabbando ed al mercato nero). Praticamente una specie di mannaia su mercati “emergenti” di certo non pronti e non attrezzati per soddisfare, ne per vie lecite ne illecite, tale domanda.

La potenza della richiesta, per quanto assurda possa sembrare, nel libero mercato.

WU

PS. Ed ancora più assurdo è che in passato gli asini erano “quasi al sicuro”, infatti:

However, you may not know that initially E’jiao was not made of donkey hide only but cowhide and other many other animal skins. It wasn’t until the Tang Dynasty others weren’t used anymore because people came to realize that the efficacy of donkey hide was the best.

Meet Graham

E possiamo introdurre il “delitto stradale”, l’autovelox, il tutor, la cintura e pure la macchina che ti tira a cazzotti se ti viene un colpo di sonno, ma la verità ultima è che la tecnologia che abbiamo sviluppato si è evoluta più velocemente di noi.

Così come siamo fatti, semplicemente, non siamo progettati per sopravvivere ad urti importanti, tipo quelli derivanti da incidenti stradali. Siamo troppo fragili, non possiamo non riportare danni indipendentemente dal sistema di prevenzione e dalla precauzioni adottate.

Ma potremmo evolverci. Se l’evoluzione naturale continuasse a fare il suo dovere (e magari riducesse i suoi tempi a qualche decina di anni invece che migliaia…) allora il corpo umano si potrebbe adattare alle necessità che derivano da questo ambiente nel quale oggi si trova a vivere e che lui stesso ha plasmato.

Non credo succederà domani, ma facciamo uno sforzo di fantasia. O meglio è ciò che ha fatto l’artista australiana iperrealista Patricia Piccinini nell’ambito della campagna di prevenzione “Toward Zero” (Safe roads, safe speed, safe vehicles and safe people).

Meet Graham è il progetto che ha dato vita all’omino (bruttino a dire il vero) che vediamo in qualche immagine qua sotto e che possiamo esplorare andando sul sito del progetto.

meetgraham.png

Affascinante ed aberrante… una specie di Frankenstein da crash test.

Teschi dilatato, gabbia toracica ammortizzata, pelle ultra spessa, gambe e piedi più flessibili per saltare fuori dal veicolo in situazioni di pericolo e via dicendo per il nostro Prometeo da battaglia.

Personalmente trovo questo genere di iniziative molto più utili, con basi scientifiche molto più solide e più d’impatto che le “pubblicità progresso” allarmiste e tristi.

Siamo fragili, un pensiero un po triste, ma affrontato in maniera artistica, scientifica e costruttiva. Questa si che mi pare arte a servizio della società.

WU

Sunshine pills

Sai quanto pensi di aver visto tutto (ed io di certo non lo penso e forse lo penserò mai, quindi non so come ci si sente)? Eppure…

Ora ditemi voi se avevate mai pensato che potessero esistere pillole… di Sole.

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Arriva l’inverno? Astinenza da Sole? Nessun problema: prendi la pillola con il tipo di sole che preferisci. Puoi scegliere fra varie isole tropicali. Basta chiedere al tuo farmacista (per pura curiosità ci devo provare, almeno per sentire cosa mi risponde, o come mi ingiuria)!

Moodiness, flaccid skin, looking dull, tendency to depression! You are obviously in lack of sunshine. Our range of supplements Kelvin Lumen restores the vitality you need. Sunset Laboratories offers a wide range of solar radiation, Borabora, the Maldives, Haiti and the Bahamas, ask your pharmacist.

E stiamo attenti che si tratta pur sempre di seguire le normali precauzioni di un medicinale; infatti:

Read the instructions carefully. Do not exceed the recommended daily dose. This additional Solar should not totally replace natural exposure. Avoid abusive use.

Totally replace? Cioè c’è chi assumendo queste pillole va a vivere in caverna? Abusare del sole? E quale sarebbe la mia dose giornaliera? Boh, non capisco. Preferivo la pianta luminosa

WU

PS. Tranquilli è un esempio di puro “marketing and art”. Trattasi, infatti, di lampada a forma di pillole by Quentin Vaulot and Goliath Dyèvre of French design duo.

Assolutamente inutile, ma almeno non la devo ingerire… 😉

Appiccicoso come una Cozza

Sapete quando si dice “appiccicoso come una cozza”? Beh, ancora una volta la saggezza popolare non mente…

Le cozze hanno già di per se diverse interessantissime proprietà gastronomiche:
– fanno senso, ma sono (personalmente) ottime
– contengono proteine nobili ed antiossidanti
– hanno proprietà antinfiammatorie
– sono afrodisiache (non posso confermare…)

A queste proprietà la ricerca “Mussel adhesion is dictated by time-regulated secretion and molecular conformation of mussel adhesive proteins” aggiunge i superpoteri della sua bava. La ricerca del Cnr di Rende e dal Nanyang Technological University di Singapore (in in collaborazione con i ricercatori dell’Università della Calabria) mi ha colpito poiché ha le caratteristiche che preferisco: assolutamente assurda a prima vista, con ricadute commerciali potenzialmente illimitate e già il fatto di essersela fatta finanziare è un risultato assolutamente positivo.

L’appiccicosità della cozza, infatti, è dovuta ad una proteina (in realtà una sequenza di proteine prodotte in giusta sequenza) che rimuove le molecole d’acqua dalla superficie di contatto garantendo una adesione… da cozza. Dapprima una proteina asciuga le molecole d’acqua e successivamente si lega fortemente al substrato. A questo punto c’è un primo strato superficiale di proteine sul quale viene costruito un ulteriore tessuto proteico con specifici compiti per ogni proteina: protezione dall’ambiente esterno, resistenza alle sollecitazioni meccaniche, ecc. Per i più curiosi rimando al paper e metto sotto l’estratto che più mi ha colpito (per quel poco che ho capito):

This study further unveils critical time-dependant and molecular-scale mechanisms of mussel adhesive proteins, using the Asian green mussel as a model system. On triggering the process of byssus formation, Pvfp-5 is consistently the first protein to be secreted, followed by Pvfp-3, and ultimately Pvfp-6. These findings are distinct from those observed for Mytilus16, in which Dopa-rich mfp-3 is initially detected from the mussel foot, followed by mfp-6. A plausible explanation for the non-detection of the other plaque protein mfp-5 is perhaps related to the high laser power needed to desorb it from the plaque footprint by MALDI-ToF MS.

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Inutile dire che anche le moderne colle hanno qualche problemino in presenza di superfici bagnate, ancor più se completamente immerse in acqua, per cui “esportare” la bava della cozza a processi industriali potrebbe risolvere molti problemi tecnologici aprendo la strada ad adesivi sintetici biomimetici, biocompatibili e biodegradabili (un esempio per tutti: incollare ossa danneggiate!). Colle subacquee a base di Perna viridis (cozza verde asiatica star della ricerca, oltre che del Arikkadukka)!

Un caso eclatante in cui c’è molto da imparare dalla natura; d’altronde è un laboratorio che lavora ininterrottamente da millenni (e non chiede alcun finanziamento…).

WU

PS. Non posso fare a meno di notare le 70 referenze della pubblicazione!