Tag: religione

Anacoreta

Sentite come suona bene.

Ora, tutti coloro che sanno esattamente di cosa si parla, si fermino qui.

Tutti coloro che ne hanno una vaga idea, si fermino qui.

 

 

Ora che mi sono sincerato di essere l’unico ad essere arrivato a leggere fin qui. Posso sproloquiare in tranquillità. Oltre ad avere una fonetica decisamente adorabile, il termine si riferisce ad uno stato (tipicamente di un religioso, nel vero senso del termine, ovvero indipendente dal particolare credo) di ritiro ascetico.

Praticamente di abbandono della vita sociale per dedicarsi, con diversi gradi di isolamento, alla preghiera ed alla contemplazione. L’occupazione dell’anacoreta è quindi quella della preghiera e del lavoro per garantire il proprio sostentamento. “Padri del deserto” per il loro ritirarsi, ovviamente nei secoli che furono, nei deserti egiziani.

E, dato che piove sempre sul bagnato, da wiki:

L’arte bizantina è solita raffigurare gli anacoreti nei sottarchi che sorreggono gli edifici sacri in posizione orante a indicare che con la loro ascesi reggono il peso della Chiesa.

Coloro che percorrono la via dell’hésychia, ovvero della pace interiore per elevarsi a Dio
Una soluzione un po’ troppo semplice, IMHO, per la nostra società.

WU

PS. Pillola sulla genesi del termine nella mia mente: “Manoscritto trovato a Saragozza”, di J. Potocki. In lettura, da parte mia e del mio neurone solitario; Per il momento… nulla di eccezionale.

Annunci

Personal Jesus

Ti esorto. Tocca con mano la fede. Fatti male e cerca di capire se c’è qualcuno a cui dedicare le tue preghiere. Se c’è qualcuno a cui importa di te.

Ti accorgerai che qualcuno qui c’è. No, non sei tutto solo, puoi parlarmi. Non devi affrontare da solo i tuoi fantasmi. Prendi la cornetta, ci sono. In fondo è un modo per renderti credente, in questo momento che ne hai bisogno.

Non devi dedicarmi un attimo distratto, ma il tuo secondo migliore. Ne vale la pena, mettimi alla prova. So che hai bisogno di parlare, qualcuno direbbe di confessarti. Sai che sono uno che perdona, tocca con mano la tua fede mettendomi alla prova.

Non so se esisto, non lo sai neanche tu, puoi solo fidarti. E’ comunque meglio che avere la certezza di esser solo.

Quasi inutile dire da dove ho partorito questa mia personalissima (e di certo non all’altezza) interpretazione.

Più che una canzone, è una specie di colonna sonora dei momenti di maggiore solitudine interiore. Io, il mio Personal Jesus lo sto ancora cercando. Oppure l’ho trovato nella ricerca dello stesso. Mi cambia poco.

WU

Monologue about religion

– [myself] May I ask if you believe in God?

– [unaware wiseman] I don’t believe in God but I’m very interested in her.

– [myself] My limited mind and faith knows that “God made man in His own image”, why “her”?

– [unaware wiseman] The rash assertion that ‘God made man in His own image’ is ticking like a time bomb at the foundation of many faiths, and as the hierarchy of the universe is disclosed to us, we may have to recognize this chilling truth: if there are any gods whose chief concern is man, they cannot be very important gods.

– [myself] I’ll try to understand (hopefully in this life). But coming back to my question: why don’t you believe and are interested in?

– [unaware wiseman] The hypothesis you refer to as God, though not disprovable by logic alone, is unnecessary for the following reason. If you assume that the universe can be quote explained unquote as the creation of an entity known as God, he must obviously be of a higher degree of organization than his product. Thus you have more than doubled the size of the original problem, and have taken the first step on a diverging infinite regress. William of Ockham pointed out as recently as your fourteenth century that entities should not be multiplied unnecessarily. I cannot therefore understand why this debate continues.

– [myself] And how would you explain our existence? I would assume you are a strong supporter of evolutionism. Can the evolutionism can be another clue of God existence?

– [unaware wiseman] I have encountered a few “creationists” and because they were usually nice, intelligent people, I have been unable to decide whether they were really mad, or only pretending to be mad. If I was a religious person, I would consider creationism nothing less than blasphemy. Do its adherents imagine that God is a cosmic hoaxer who has created the whole vast fossil record for the sole purpose of misleading humankind? And, although I do not necessarily agree with the paleontologist Teilhard de Chardin’s advocacy of evolution as a major proof of the glory of God, de Chardin’s attitude is both logical and inspiring. A creator who laid the foundations for the entire future at the beginning of time is far more awesome than a clumsy tinkerer who constantly modifies his creations and throws away entire species in the process.

[myself]: Impressed. Wordless.

My absolutely useless and arbitrary divagation about religion while trying to build up a my opinion (again…) understanding the point of view of unaware wiseman, by adapting their quotes to my silly and basic questions.

WU

PS. A special thank to Sir. A. C. Clarke (and wiki here) for his “participation”.

Centootto

  • 108: numero di cuciture della palla da baseball. Eredità dei segni impressi dalle dita di Manitù, Grande Spirito dei Pellerossa, su una sfera di argilla modellata per far divertire i piccoli della tribù.
  • 108: numero atomico dell’Hassio. Precedentemente noto come unniloctio e poi battezzato Hassio in onore dell’Assia, regione dove è situato l’istituto di ricerca che lo ha sintetizzato per la prima volta nel 1984
  • 108: numero parte della successione Tetranacci, ovvero la sequenza illimitata di interi in cui ogni termine è uguale alla somma dei quattro termini precedenti (Fibonacci solo dei due precedenti…): 0, 1, 1, 2, 4, 8, 15, 29, 56, 108, …
  • 108: numero iperfattoriale di 3 (numero perfetto): 1^1 * 2^2 * 3^3 = 108. E’ anche un numero potente, ovvero può essere espresso come il prodotto di un quadrato per un cubo
  • 108: numero di Harshad, ovvero divisibile per la somma delle proprie cifre
  • 108: primo numero della terne pitagorica 108, 144, 180
  • 108: ampiezza di ogni angolo interno di un pentagono regolare nella geometria euclidea
  • 108: numero sacro di Iduismo, Buddhismo, Sikhismo e Giainismo
  • 108: numero di grani del Mala
  • 108: numero di grani del Juzu, del Mala e del Aksamala
  • 108: numero di nomi delle divinità induiste
  • 108: numero di sentieri che conducono a Dio e numero di linee di linee di energia che convergono al chakra del cuore
  • 108: numero di respiri giornalieri da fare per praticare la meditazione pranayamaed arrivare all’illuminazione.
  • 108: diametro massimo di Stonehenge in metri
    108: numero di Gopi (pastorelle) danzanti con Krishna nello Srimad Bhàgavatam
  • 108: numero di krana (mosse) della danza cosmica di Shiva Nataraja nello Shivaismo
  • 108: numero dei peccati nel Buddhismo tibetano
  • 108: numero di minuti della primo volo spaziale del primo cosmonauta della storia, Yuri Gagarin, attorno alla Terra
  • 108: numero delle stelle sacre nell’astrologia cinese
  • 108: nome dell’asteroide 108 Ecuba. Asteroide della Fascia principale orbitante all’interno della famiglia di asteroidi Igea
  • 108: rapporto fra la distanza tra la Terra e Sole ed il diametro del sole
  • 108: rapporto fra il diametro del Sole ed il diametro della Terra
  • 108: rapporto fra la distanza tra la Terra e la Luna ed il diametro della Luna
  • 108: numero di rintocchi della campana che festeggia il nuovo anno in Giappone
  • 108: numero delle tentazioni terrene mortali, delle bugie umane e dei deliri cui una persona deve resistere per raggiungere il Nirvana
  • 108: numero del più corto tra i Sura del Corano, Al-Kawthar (L’Abbondanza): “In verità ti abbiamo dato l’abbondanza; Esegui l’orazione per il tuo Signore e sacrifica!; In verità sarà colui che ti odia a non avere seguito”
  • 108: numero dei pretendenti di Penelope, moglie di Ulisse, nell’Odissea
  • 108: la tempistica di alcuni cicli dell’ordine segreto cristiano Rosacroce
  • 108: prodotto delle cifre dei giorni di un anno bisestile: 3 * 6 * 6 = 108
  • 108: numero che indossava il ciclista Wouter Weylandt durante la terza tappa del Giro d’Italia 2011. Il ciclista perse la vita in tale occasione e la direzione ritirò il numero

WU

PS. Come mi ci sono imbattuto? Oggi è il 12 Settembre. Chi non farebbe subito, poco prima del caffè tipicamente, 12*9?

Siano benedetti i suoi sacri zoccoli

Amen. Ramen. Quello che vi pare.

Tanto il concetto ultimo di religione è … credere.
Facciamo un esempio (non a caso): mettiamo che io voglia credere (I want to believe stile X Files) in uno splendido, onnipotente, perfetto e via dicendo … invisibile unicorno rosa.

Avreste da ridire? Si, è invisibile e rosa allo stesso tempo. Un po come uno e trino, no?!

La storia dell’invisibile unicorno rosa è una religione volutamente satirica che nasce con il preciso scopo di sottolineare i molti paradossi insiti nelle varie fedi. In origine nasce, online neanche a dirlo, come critica alle classiche religioni teistiche sui forum dedicati all’ateismo, ma ha presto una espansione popolare.

I primi avvistamenti del colorato quadrupede sono tra il 1990 ed il 1992 tra i gruppi di discussione del forum alt.atheism ma è nel 1994-1995 che un gruppo di studenti universitari (sempre rigorosamente on-line) pubblica un vero manifesto della religione:

Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Questo lo sappiamo perché sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, il Credo negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Crediamo per fede che siano rosa; per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli.

invunicrosa

Ah, proprio come nei grandi classici, al bene si contraddice sempre il male. All’invisibile pink-corno c’è la fantomatica Ostrica Viola: il diavolo in persona per avere “tentato di convincere i seguaci che l’Unicorno preferisce la pizza con funghi e salame piccante all’ananas e prosciutto”.

Un modo come un altro per sottolineare le contraddizioni tra alcune delle proprietà attribuite divine e/o le difficoltà nel rifiutarci dicredere nei fenomeni fuori della portata della percezione umana. Questa fede (come in fondo tutte quelle “più comuni”) si basano intrinsecamente sull’idea che l’assenza di prove sia essa stessa prova.

Mentre ciò da un lato ci da la possibilità di credere (e quindi in qualche modo aiutarci ad andare avanti), dall’altro offre il fianco molle ad assurde esasperazioni. Beh, tra logica e fede non avrei dubbi su cosa preferire.

WU

PS.

Lo scopo di questa scemenza è stimolare i teisti a ricordare che quanto vanno predicando ha verosimilmente, per gli atei, la stessa credibilità e serietà di quanto predicato [dagli atei] a proposito dell’Invisibile Unicorno Rosa.

Ed intanto il pastafarianesimo ha assunto il ruolo di religione ufficiale… Ma questa è un’altra storia.

Psicopompo

psyche (anima) + pompós (colui che manda). Parola quantomeno curiosa…

Dicesi di quella figura (mitologica) che accompagna le anime dei morti nell’oltretomba. Si tratta di solito (non che ne abbia conosciuti molti, ma è una figura frequente in molte religione monoteiste e non) di una divinità. Anche se non nel senso stretto del termine dato che si limita a traghettare le anime e non giudicarle.

Ciononostante è una figura di spicco nel vari Pantheon religiosi data l’importanza (obbligata) che la nostra parte mortale da alla morte (intesa come passaggio dell’anima dal mondo sensibile a quello ultraterreno).

Alcuni psicopompo famosi (oltre, ovviamente, il Caronte di dantesca memoria):

  • Ermes (greci)
  • Osidire (egiziani)
  • Charun (etruschi)
  • Lúg (celti)
  • Odino (germani)

Tanto per ribadire: è bello sapere che c’è qualcuno che ci aspetta per accompagnarci nell’ignoto. Ovviamente figure di questo genere non sono che archetipi delle paure umane. Un accompagnatore per un importante passaggio è ciò che tutti vorremmo (e non solo da morti). Che di rado vi sia (nel mondo terreno) è di secondaria importanza; infatti, è solo nell’importante passaggio vita-morte che si scomodano figure del genere.

E non parlo (per chi ci crede) di medium o intermediari, ma piùttosto di guide ed accompagnatori.

WU

PS. Ma scusate, la domanda mi viene spontanea: perché non dovremmo essere in grado di andare da soli verso la meta? Di risposte in giro se ne trovano a bizzeffe: a causa di situazioni familiari particolari, morti traumatiche, vivi che non accettando la morte della persona amatala trattengono nel proprio mondo.

Meno male che basta uno psicopompo a risolvere tutti questi problemi.

I 10 comandamenti vanno in pensione (?)

Su due cose proprio non mi piace scherzare: le malattie e la religione (la politica no, ne parlo poco solo perché la reputo una barzelletta già di per se…). Tuttavia (come mi era già capitato qui per le malattie) a volte devo fare eccezione.

Un corso di aggiornamento per le confessioni proprio non può lasciarmi indifferente.

Allora, siccome ormai tutti abbiamo internet e tutti (con le debite eccezioni) un qualche account su un qualche social network, non è possibile che la chiesa resti indietro. Mi immagino nel confessionale “Padre, ho aperto un profilo fake, quante ave maria?”. Ma dico, stiamo scherzando?!?

No. Presso Teramo, nell’anno del signore 2016, nel mese di Febbraio i confessori faranno un corso di aggiornamento per formarsi circa i nuovi peccati informatici.

Certo, i peccati gravi (per la morale cristiana) rimangono (… e meno male…), ma l’idea è quella di mettere i nuovi sacerdoti al passo con i tempi (chissà se è vietato per loro chattare e fare un qualche uso improprio dei profili social e chi, eventualmente, controlla) per non trovarsi impreparati dinanzi a questi nuovi peccati (e che proprio li vogliamo definire tali…).

Cioè, facciamo questo corso di formazione perché tutti abbiamo accesso ad uno strumento il cui uso improprio crea nuovi peccati. Non ho capito, allora prima non erano peccati? Cioè se prima ti calunniavo a voce il parroco sapeva gia come “farmi espiare” se invece ti inquino il profilo Facebook, allora è tutta un’altra cosa? Se prima ti adescavo in qualche modo per avere un ritorno economico (e non voglio pensare ad alro) allora si sapeva che fare, se ti mando qualche mail da un finto indirizzo allora è un’altra cosa?!

E poi dove finisce il limite di ciò che la morale cristiana considera peccato nell’era di internet? Tanto vale che gli diamo la passowrd del router e vedono su che siti navighiamo! “Figliolo, 80 connessioni a youporn questa settimana?! Allora sono 10 padrenostri”. “Padre, solo una domanda. Se compravo un giornaletto porno (ammesso che esistano ancora) sono meno?”. Ma cose tipo “non rubare” e simili non coprono già il gesto indipendentemente dal mezzo?

Scusate, ma le mie reazioni vanno tra lo sgomento, il patetico, l’incredulo ed il deluso. Non sono ateo (…e non ho detto che sono un fervente cristiano), ma credevo che la chiesa si ponesse un po’ al di sopra rispetto a queste cose che automaticamente assumono più valore se sono oggetto di corsi di formazione e possono essere misurate in base all’espiazione che richiedono. Vorrei proprio vedere il “peccato informatico mortale” e mi aspetto anche futuri metodi di purificazione telematica (paypal?).

Cosa darei per essere a Teramo, o per hackerare il sito del corso.

WU