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4.8 miliardi di km di viaggio, più di 3463 giorni nello spazio per passare in 30 minuti a 12500 km (certo, non pochi, ma finora nessun’altra sonda ha fatto di meglio) sopra la superficie di Plutone. I numeri di New Horizons.
Tipi di reazioni possibili:

  • tecnici: “wow, un fly-by storico”
  • scienziati: “…e muovetevi che voglio le foto”
  • politici: “tutto merito mio” (… anche Obama twitta…)
  • scettici: “è tutto girato in studio, come per le missioni Apollo”
  • greci: “machissene!”
  • cazzeggiatori di internet: “bah, o questo o Belen è uguale”
  • io: a bocca aperta, e non posso certo dire che non ero preparato

Finora era poco più di un puntino (… e ci credo, più di 39 volte più lontano della Terra dal Sole!) con una superficie tipo yin&yang tra poli ed equatore. A dirla tutta anche poco interessante (intendo rispetto agli altri pianeti) sia perchè parecchio lontano sia perchè non tanto grande. Per quelli un po più tecnici (io, uno a caso…) in realtà Plutone e la sua principale luna Caronte formano un interessantissimo sistema binario (qui in una foto di New Horizons a “soli” 2.5 milioni di km).

pluto2Quando nel Gennaio 2006 partì New Horizons, si trattava di una missione scientifica (NASA, neanche a dirlo) storica per l’esplorazione dell’ultimo pianeta del sistema solare (sia in termini di distanza che come cronologia delle esplorazioni). Scoperto soli 85 anni fa da Clyde William Tombaugh, Pluto (non quello di Pippo) fu subito dichiarato il nono pianeta del sistema solare, salvo poi essere declassato a pianeta nano quando New Horizons era già in viaggio (ed ovviamente ora si cavalca l’onda dell’entusiasmo chiedendo di riammetterlo a dignità di pianeta).

2371 km di diametro (circa 1/5 di quello terrestre, e comunque un po di più delle precedenti stime), lo rendono l’oggetto più grande della fascia di Kuiper (mi devo ricordare di dedicargli un post), battendo di poco il più lontano-scuro-freddo Eris (2336 km di diametro, ma più pesante del 27%). La particolarità di tali oggetti è che sono freddi e lontani e quindi potenziali candidati per aver conservato materiale quasi intatto della formazione del nostro sistema solare.

pluto1

Dalle prime immagini (qui una bella galleria), pare che il pianeta sia un po rosato, abbia parecchie zone chiare e scure, regioni polari di azoto e metano ghiacciato, una specie di macchia a forma di cuore (… se proprio vogliamo vedere un cuore…), quattro macchie scure equidistanziate, una tenue e rarefatta atmosfera.

Venendo al traguardo tecnologico vorrei solo far notare che stiamo parlando di un bussolo lasciato da terra ad oltre 58000 km (l’oggetto più veloce mai lanciato) di 470 kg, alimentato a plutonio, controllato a qualcosa dell’ordine di 6000000000 km di distanza con segnali che viaggiano con 4 ore di ritardo, che sfreccia a 49.600 km/h (rispetto a Plutone) e non ha abbastanza propellente a bordo per fermarsi, e che deve compiere la sua missione in perfetta solitudine e silenzio (sia perchè deve puntare l’antenna verso Plutone e non verso la terra e sia per risparmiare potenza per scattare le foto al “pianeta” non può parlare con noi). Mica male!

5 anni di progetto e sviluppo e circa 9.5 per raggiungere la meta viaggiando un po qui e li nel sistema solare (Marte, fascia degli asteroidi, Giove, Saturno, Urano e Nettuno; gli ultimi due visitati solo da New Horizons e Voyager 2), il che significa un ampio intervallo di accelerazioni, escursioni termiche, radiazioni, campi magnetici, vento solare e chi più ne ha più ne metta.

I trenta minuti di missione (in realtà anche una parte del viaggio ha fatto parte degli obiettivi scientifici) sono anche conditi con degna suspance per eventuali impatti con roba piccola: in condizioni così estreme basta un sassolino che non hai visto per far un gran casino (un piccolo bip comunicato dalla sonda dopo il sorvolo ha fatto tirare un respiro di sollievo). Ed ora le foto sono state scattate, ma con le distanze in gioco e le conseguenti velocità di trasmissione (nonostante un’antenna di circa 2 metri trasmette circa 1 kilobit/second meno di un modem a 56 k) ci tocca aspettare altri 16 mesi per averle qui a Terra. 30 min che valgono 10 anni, certo, quando si dice “o la va o la spacca”…

Ed ora? New Horizons continuerà oltre i limiti del nostro sistema solare a velocità sempre crescenti, se ci andrà bene scatterà qualche altra immagine di altri oggetti della fascia di Kuiper (anche se le condizioni di illuminazioni andranno sempre più scemando) e si lancerà all’inseguimento dei Pioneer e Voyager (gli oggetti artificiali più lontani che conosciamo) fino a raggiungere nel 2038 100 volte la distanza della Terra dal Sole.

Anche se ne parlano un po tutti, oggi proprio non potevo non parlarne.

WU

PS. E comunque non posso dire che gli americani non sanno vendersi: “I’m delighted at this latest accomplishment by NASA, another first that demonstrates once again how the United States leads the world in space” (qui). Altro che guerra fredda…

PPSS. @ 16.07.15. Scusate, ma ci ritorno.
Dopo ore ed ore di trepidazione (tutti svegli questa notte, eh?) ecco i primi dettagli della superficie di Plutone (NASA said).

plutosurf

Montagnelle di 3500 senza neanche un graffio?! Il che può voler dire (come dicono un po tutti) o che sono giovanotte, cioè meno di 100 milioni anni (ovviamente da paragonare a circa 4.56 miliardi del nostro sistema solare) o che qualcosa gli ha fatto un bel lifting rimuovendo ogni segno di craterizzazione (cioè, ci potrebbe essere qualche fenomeno erosivo, tipo vento e sabbia, su Plutone?!).

E poi non sarebbero fatte di metano ed azoto (che abbiamo capito abbondare sul pianeta) che anche congelati non paiono sufficientemente resistenti, bensì di un bedrock di ghiaccio (quindi, leggi acqua) che a -230 °C si comporta un po come roccia.

Ma comunque sia il risultato è lo stesso: Plutone è (o è stato di recente) geologicamente attivo. Benissimo, da dove prende l’energia? Non vi sono forze mareali significative (tipo quelle che ci sono sui satelliti di Giove che sono deformati dall’attrazione del pezzo grosso), per cui si fanno illazioni di un oceano sotto la superficie che si ghiaccia e si scongela periodicamente o di residui di materiale radioattivo che scaldano il pianeta dell’interna.
Visto che siamo in campo speculativo, ogni altra idea, compresi processi fisici non ancora noti, è la benvenuta

Un minuto di silenzio per chi non ha visto gli alieni che si aspettava.

PPSS. @ 17.07.15. Ancora meglio.

The Verge qui mi illumina dicendo che New Horizons ha viaggiato per quasi 5 miliardi di km coordinata dal processore MIPS R3000.  Lo stesso montato sulla prima versione della Play Station Sony. Quello che faceva girare Final Fantasy VII e Metal Gear Solid!

Ovviamente opportunamente adattato, soprattutto per un discorso di radiazioni, il processore ha egregiamente lavorato per 9.5 anni nello spazio, fatto funzionare motori, sensori, trasmissione a Terra e via dicendo.

Se lanciamo ora uno dei nostri smartphone potremmo fare molto meglio di missioni lunghe decenni. E non lo dico a caso…

PPSS. @ 23.07.15.

Tanto ormai Plutone lo conosciamo fin troppo bene (ah, si?!), ma se non altro per giustificare ulteriormente il viaggio di quasi 5 miliardi di km, New Horizons, visto che c’era, si è messa a guardare anche le lune di Plutone (5 in tutto, per quanto ne sappiamo).

Il mio collage di immagini prese in giro per la rete.
PluoMoons
Caronte è il pezzo grosso, con un diametro di circa 1205 km (più della metà di quello di Pluto) è come se la Terra avesse una luna 9 vole più grande! L’immagine (la prima a sinistra) è stata scattata da 466000 km di distanza il 13.07.15. Nella regione polare è evidente una chiazza scura che si dissolve, molto probabilmente un deposito di materiale (ovvero?). Superficie tuttosommato liscia (quindi “giovane”) e con molte fratture sulla crosta, molto probabilmente segno dei processi interni.

Nix ed Hydra (scoperte solo ne 2005) sono significativamente più piccole e d immortalate da 165000 km il 18.07.15 e 231000 km il 14.07.15 rispettivamente. Queste lune piccoline le vediamo per ora sfocate, ma diamo tempo al tempo che New Horizons ci manderà anche le foto in HD…

Nix (immagine nel centro) e Hydra (immagine a destra) paiono avere superfici significativamente craterizzate. Nix (una patata di 42×36 km) presenta una grande macchia rosa, forse un cratere (ma lassù è tutto rosaceo?).

Hydra (55×40 km) presenta addirittura due macchie, quindi (che ti viene in mente?)… due crateri. Dei quali uno particolarmente scuro, forse a causa di una differente composizione del suolo.

All’appello mancano le altre due lune nanette, Styx e Kerberos. le vedremo forse ad Ottobre…

PPSS. @ 01.10.15. Snakeskin Terrain & Glacial Lakes

Qualche mese a valle dell’incontro e dopo che i dati hanno viaggiato per miglia e miglia nello spazio iniziano ad arrivare i primi pacchetti di dati da Pluto.

Immagini a colori (in effetti ricostruite da dati spettroscopici) che non fanno altro che aumentare il mistero. Montagne di che si estendono per centinaia di km quasi a “rilievi lineari” come non sono state mia viste e che sembrano pelle di serpente (o la schiena di un drago per i più fantasiosi).

plutosnakeskin

Invece nella parte più ad est della regione a forma di cuore (denominata Tombaugh Regio) ecco spuntare delle formazioni inattese.

plutotobregionLa zona era stata dapprima considerata come pianeggiante e regolare, ma a guardare meglio c’è una parte con delle dune molto evidenti e localizzate. Pare siano zone in cui il ghiaccio (Pluto bedrock) sale in superficie, si solidifica ed evapora lasciando questa specie di bozzetti dietro di se.

plutosputnikplanum

Inoltre la regione pare presentare una abbondante disparità nella distribuzione del metano: abbondante nel cosiddetto Sputnik Planum e praticamente assente nella Cthulhu Regio (a parte alcune creste isolate e bordi di cratere).

More mysteries still to come…

PPSS. @ 02.10.15. E come sono le albe su Plutone?

Con un occhio bionico che ha viaggiato miliardi di km come unico testimone, il sole non si esime dal sorgere comunque, anche su Plutone.

L’atmosfera filtra i raggi di luce in base ai suoi costituenti (pertanto da questo genere di immagini si ottengono molte informazioni circa la composizione delle atmosfere dei vari pianeti senza dover andare li a respirare “l’aria”) e le montagne gettano le loro ombre allungate su brulle superfici.

A fare da contorno ai raggi che devono attraversare strati di azoto, monossido di carbonio, metano e simili vi sono sottili nebbie che donano al tutto un aspetto molto romantico, quasi familiare.

plutotwilight

Questa una immagine mozzafiato di una di queste albe (sopra l’immagine come vista dalla nostra collega New Horizons, sotto la stessa immagine deformata per ridurre l’orizzonte di Pluto ad una linea retta).

E quei raggi di luce diritti e ben distinti che si emanano verso l’interno del pianeta, ben oltre di dove la luce diffusa dovrebbe arrivare sono il chiaro segno di raggi di luce che illuminano un qualche particolato atmosferico (so called crepuscolar rays).

Il tutto ha un’aria inattesa, ma molto terrestre.

PPSS. @ 19.11.15. E Plutone psichedelico?

Plutopsichedelico

A me pare una di quelle palle da discoteca. In questa immagine NASA Plutone è stato processato mediante la “principal component analysis” per evidenziare in colori diversi le varie regioni della superficie. Si va da lisce pianure, a vulcani di ghiaccio, profondi canyon, montagne da visibilio e via dicendo. La varietà certo non manca e questa immagine ben lo evidenzia.

PPSS. @18.12.15.

L’immagine a più alta risoluzine scattata (da 15400 km) dalla sonda il 14.07.15 delle strane conformazioni gelologiche all’interno della regione a forma di cuore (Tombaugh  Regio) sulla superficie di Plutone.

PlutoPits

L’ipotesi al momento più accreditata è che i “pits” siano il risultato di concrezioni di ghiacci che si fratturano ed evaporano. Il che denoterebbe uno scambio di azoto con l’atmosfera del “pianeta”. Fascinating.