Tag: Rorschach

Pareidolia

L’uomo ha una specie di tendenza innata a voler mettere ordine nel caos. Come se le cose disordinate non potessero esistere (… e non avete mai visto i miei cassetti) oppure fossero un errore della natura.

E’ una tendenza istintiva, sicuramente dettata da qualche meccanismo evolutivo (tipo il cacciatore che con la coda dell’occhio coglie pochi segni di una qualche figura ed automaticamente interpola i dati mancanti per figurarsi un grosso predatore da cui scappare… se non era così poco male, è di certo la soluzione più cautelativa).

Esempi classici ce ne sono a bizzeffe: costellazioni, volti umani (e la faccia di Marte?), la faccia delle Luna, le nuvole, gli animali, i test di Rorschach, le emoticons (parentesi e puntini potrebbero essere errori tipografici?) e, dulcis in fundo, fantasmi.

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Lo stesso fenomeno si manifesta, oltre che con la vista anche con l’udito. Quando pensiamo di aver sentito questo o quello (cioè mi volete dire che le canzoni dei Beatles sentite al contrario non vogliono dir nulla?!) ci troviamo spesso preda di questo fenomeno.

Preda di noi stessi. La Pareidolia (che è poi un caso particolare, non proprio patologico, di Apofenia) non fa altro che mettere a nudo le nostre paure ed il nostro bisogno di capire ogni aspetto della realtà, anche quando i dati in nostro possesso sono troppo lacunosi.

Un falso positivo del nostro meccanismo innato di ordine e regolarità.

WU

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Zeuzera pyrina

Ebbene si, una vera falena leopardo macro-immortalata con la mia giappo-reflex a manovella (ma comunque un oggetto con prestazioni ben oltre le mie capacità e talenti fotografici…).

falenabianca
Nulla di particolarmente raro a quanto pare, ma comunque mi ha ricordato una sorta di Rorschach di un universo “Watchanimal”. A tal proposito, chissà se eredita le stesse qualità sociopatiche, violente e solitarie (queste ultime direi di si) dell’equivalente di Moore…
Inoltre questo improvvisato reportage fotografico (svoltosi tra un caffè ed un cornetto di una pigra mattina di sole in campagna) ed un po di sano googling (odio i barbarismi ed un giorno ne parlerò) mi hanno anche portato a dedurre il sesso del lepidottero in questione.
A quanto wiki-imparo le antenne di questi insetti sono marcatamente bipettinate, con l’eccezione degli articoli terminali nei maschi (che sono anche un po più piccoli, ma comunque non avevo una femmina in zona per fare un paragone).
Breve excursus entomologico costruito su casuali passaggi web-fotografici. Voli pindarici con i quali mi piace esplorare in maniera non-antologica nuovi settori che altrimenti sarebbero confinati fuori dal cancelletto di “ciò che conosco” o, meglio, “ciò che ho sentito dire” (e cosi sapete anche che non sono un entomologo professionista).

WU

PS. tranquillizzo tutti gli animalisti (o qualunque altra forma di preoccupazione biocentrica): è bastata la luce del giorno a rendere la falena pressoché immobile. Poi agito gli stessi sottolineando che la wiki-voce di interesse verte in gran parte sui metodi di “controllo” del lepidottero…