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Unlisted life

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…tanto per esserci ci sono comunque. Se li listiamo, elenchiamo, cataloghiamo,

tabuliamo o meno può darsi che ci convinciamo siano di più facile soluzione, ma di certo non abbiamo fatto ancora nulla per risolverli. Aggiungiamo anche che se ce ne lamentiamo (con il “Doctor” di turno) di certo non siamo più vicini alla meta… e neanche alla metà della soluzione.

Una “unlisted life” (… e se gooooglate con queste due parole viene fuori un inaspettato mondo, spesso e volentieri non inerente a questo concetto il che rende queste l’accoppiata di queste due parole ancora più affascinate) di certo aiuta.

E’ un po’ un’ode alla disorganizzazione. E’ forse uno degli errori della civiltà moderna quello di voler sempre tutto sotto controllo, tutto elencabile in una qualche forma che ne consenta una facile (e soprattutto veloce) consultazione.

Mi viene in mente la possibilità di avere una unlisted life semplicemente abbassando un po’ la soglia tecnologica quotidiana, rivedendo molte delle PPProcedure ormai consolidate nel tram tram lavorativo e riscoprendo un po’ di sano “porca miseria, me ne sono completamente scordato”. Ho l’impressione che mettano un po’ di sale sulla coda e ci spingano a risolvere i problemi più che organizzarli.

Sproloqui da un mercoledì giustamente non scevro da problemi quotidiani. Lungi dal lamentarmene (… in fondo mi ricorda che sono vivo e sono troppo razionale per trarne giovamento), ho cercato supporto in questo Charlie Brown.

WU

PS. Che un po’ mi ricorda questo post… come organizzare i problemi in excel 🙂

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Higgs Boson Blues

Nulla, non ricordo nulla. Non ci riesco. Alberi in fiamme costeggiano la strada e mi accompagnano lungo il mio viaggio. Sto andando a Ginevra, guidando la mia auto. Vado a Ginevra, piccola. Stavo seduto nel mio seminterrato, al fresco. Fuori faceva caldo, le rose erano tutte in fiore e le ragazze passano. Un giorno qualunque, un giorno come tanti, in cui a nessuno importa del futuro. Ed io me ne vado a Ginevra.

La stra era lunga, era nera. La notte era calda. Ho guidato e guidato. Ad un bivio ho visto Robert Johnson. Aveva la sua chitarra da 10 dollari legata alla schiena e cercava una tomba. Immancabile arriva Lucifero, con la sua legge: un centinaio di bambini si fiondavano fra le sue mascelle. Genocide. Robert Johnson ed il Diavolo, non so chi riuscirà a fregare chi. Guido, continuo a guidare la mia auto fra alberi infuocati. E canto il mio blues mentre guido.

Ad un tratto ecco che mi sento stanco, cerco un posto dove andare. Non c’è più un orologio che funzioni. A Memphis, nel Lorraine Motel fa caldo. Troppo caldo. Ma mi devo riposare, prenderò una stanzetta con vista. Da li riesco ad ascoltare una predica in una lingua che mi suona completamente nuova. In questo dormitorio mi sento come sanguinare, le donne delle pulizie si lamentano nei loro stracci ed un fattorino salta e salta ancora. Un colpo risuona in un solco spirituale.

Se muoio stanotte seppelliscimi senza scarpe di vernice. Così come sono solo con un gatto mummificato ed un cappello a cono imposto agli Ebrei dal califfato. Riesci ancora a sentire il battito del mio cuore?

Il mio delirio continua. Hannah Montana fa la savana africana, come inizia la stagione delle piogge, simulate anche quelle, maledice la fila allo Zulus. Passa all’Amazzonia e piange con i delfini. Il perché lo trova da se. Mau Mau mangiò il pigmeo che a sua volta mangiò la scimmia che ha (aveva) un dono per te. Arriva, immancabile, il missionario, con il suo carico di influenza e vaiolo. Li sta salvando, questi selvaggi. Devo riprendere a guidare, vado a Ginevra.

Oh, basta. Lascia che il dannato giorno si rompa. I giorni di pioggia mi rendono triste, sempre. Vediamo poi Miley Cyrus galleggiare in una piscina nel lago Toluca. Non posso non dirti che tu sei la migliore ragazza che io abbia mai avuto. Ma nonostante tutto non riesco a ricordare nulla

WU

PS. Come da tradizione liberi sproloqui partendo dal testo di questa canzone (una di quelle che mi prende dentro e mi fa assentare per qualche minuto dal mondo… è un po’ lunga ma ne suggerisco un attento ascolto).

PPSS. La divagazione è pesante, e non solo per colpa (anzi, merito in questo caso) mio. Questo pezzo meriterebbe un’analisi del testo a livello di qualche girone dell’Inferno di Dante. Sconclusionato in apparenza, mi pare (IMHO) affronti temi molto profondi.

La decadenza della nostra società (egregiamente espressa dai personaggi citati…) in un mondo che ha voltato le spalle a Dio? La ricerca di se stesso lungo un viaggio in luoghi e posti diversi?

Si parla di Memphis, dove un tempo il musicisti si recavano per imparare qualcosa, e lo si affianca a Ginevra, oggi simbolo della ricerca; il luogo dove oggi si può imparare qualcosa di importante.

Si affronta il tema del genocidio e dei missionari. Almeno in un caso (il secondo) il vaiolo o l’influenza sono una specie di costo per imparare qualcosa; a meno che non ci fermiamo alla nostra società (ripeto; Miley Cirus aka Hannah Montana è un fulgido emblema) alla nostra superficiale società.

In breve; mi pare che il viaggio affronti un cammino fra la nostra società e la sua evoluzione; la nostra predisposizione ad imparare e fermarci ad un certo punto e l’instabilità (non riesco a ricordare nulla) che tutto ciò ingenera in noi… solo il legame fra noi esseri umani (u sei la migliore ragazza che abbia mai avuto) ci da un po’ di stabilità e rimane la regia dietro tutti questi deliri.

Ah, ed il parallelismo fra Robert Johnson (musicista blues che ha venduto la sua anima al diavolo in cambio della capacità di saper suonare) e la scoperta del Bosone di Higgs? chi dìfrega chi? Non è certo una scoperta che avrà impatto zero. Abbiamo compromesso qualcosa nella nostra società (alberi in fiamme)?

Have you ever heard about the Higgs Boson Blues?

PPPSSS. Sicuramente il testo contiene molti più riferimenti di quanti io sia in grado di coglierne e richiede una cultura decisamente profonda sulla storia, l’attualità, la fisica, la religione, etc. Sarebbero questi i testi che oggi andrebbero suggeriti ai ragazzi nelle nostre classi.

Tempo (in)efficiente

Ricollegandomi al modo di gestire il tempo… ci siamo lasciati venerdì, qui, con ingiusti sproloqui a riguardo ed è rimasto comunque il filo conduttore di tutto il mio finesettimana.

Una regola aurea, da ricordare e considerare come vera sia se applicata a noi stessi che ad altri, è che dato un tempo X a disposizione per fare una qualunque cosa tenderemo a riempirlo tutto (se non superarlo).

In altri termini, l’essere umano difficilmente tende a svolgere un compito in un tempo minore del previsto. Si potrebbe aprire un ulteriore capitolo sulla bontà e veridicità delle previsioni, sulla volontà di fare qualcosa prima del tempo per farsi notare, sul mordente diverso che ci spingere a completare dei compiti se ci interessano o meno direttamente e via dicendo, ma facciamo che mi fermo qui.

In questa fase di tempo-da-occupare-per-il-compito-assegnatoci, rientra anche il nostro processo decisionale su come affrontare la questione. Molto, molto, ma dico molto (lo dico io ed XKCD qui lo conferma sapientemente) del nostro tempo viene speso sull’analisi di potenziali strategie.

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Non dico che sia sbagliato, dico solo che è una (la?) causa di tante inefficienze. Se il tempo per un compito viene ridotto all’estremo (non meno…) siamo portati a saltare tutta questa fase decisionale e ci lanciamo solo in scenari che più o meno conosciamo. Altrimenti diamo (e ripeto, non dico sia un errore) in analisi strategiche… spesso e volentieri anche improponibili.

Mettiamola così: mi piace fantasticare per cui non disdegno analisi strategiche alla Star Trek, ma se volete che sia io sia efficiente non datemi tempo di pensare.

WU

Time Management

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Non posso dire, ed un po’ me ne vergogno, di non essermene mai occupato. Il modo di gestire il proprio tempo in fondo non è tema trascurabile.

Tralasciando i pigri, i cinici ed i codardi (parole non casuali) per tutti noi mortali vi sono giorni/periodi/fasi della vita in cui le 24 ore sembrano non bastare. Ci stanchiamo, certo, e questo in un certo senso ci porta alla resa.

Questo è il dato di fatto. L’interpretazione, tutta umana, è che qualcuno ci deve dire come gestire il nostro tempo. E qui si spreca più tempo di quanto se ne possa mai pensare di risparmiare e/o guadagnare e/o non vanificare ulteriormente.

Ad ogni modo, fuori dalla mia giurisdizione e dalla mia comprensione (ma, purtroppo, non dal mio passato) c’è qualcuno che ha deciso che sa dirci come gestire il nostro tempo. Fai prima questo e poi quello. Lascia spazio per una crescita a lungo termine. Il primo impegno che arriva è il primo da processare o l’ultimo che arriva è il primo da evadere (sono personalmente un fan dell’approccio LIFO)? Ritaglia tempo per riflettere? Non trascurare di parlare con le persone?

Ovviamente servirebbe tempo per tutto. Ovviamente servirebbe saper gestire il proprio tempo. Ovviamente è la classica cosa che si può imparare solo con l’esperienza e gli errori.

Si, concordo, con questo Dilbert: il libro più utile sul time management può essere solo quello bianco; almeno non ti fa perdere altro tempo.

WU

Credere

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Credere, credere ancora.

Magari ne fossimo tutti capaci. E non è solo una questione di fede (forse è anche questo), ma è soprattutto una questione di infantilità. Non farsi troppo corazzare dalla vita è una abilità, quasi una dote.

Vuoi o non vuoi quella naturalezza e spontaneità infantile tendiamo a perderla. E con essa la nostra (parte?) capacità di credere. Credere alle sciocchezze, alle assurdità, ai sogni, ai progetti, nelle persone e via dicendo.

Ci possiamo esercitare. Al momento non mi vengono in mente altre brillanti soluzioni. Ecco tutto. Possiamo lasciare andare il nostro (quello di linus è sicuramente meglio) palloncino e sperare che ritorni (chissà, un colpo di vento – e tale ipotesi denota già la difficoltà che faccio io stesso a credere – ci può aiutare), possiamo coltivare un sogno a vita o possiamo provare a metterlo in pratica.

Credere è ciò che fa la differenza.

La fede è ciò che viene dopo, il coronamento della nostra capacità di credere. Non è una di quelle cose che possiamo imporci, non le possiamo imparare dagli altri (anche se osservare i bambini ci aiuta). Possiamo solo esercitarci. Anzi, forse possiamo almeno cercare di non fare perdere la capacità di credere a chi da noi in qualche modo dipende.

Penso ad un genitore che deve (?) dire ad un figlio che non riuscirà in qualcosa oppure ad un allenatore che ferma un ragazzo scoraggiandolo nella sua impresa. Il fatto che sia ardua oppure palesemente contro qualche regola naturale o sociale è solo qualcosa che sappiamo noi, noi che abbiamo difficoltà a credere.

Mi alleno. Credo. Oggi stesso, almeno a stare zitto.

WU

PS. … credo in questa data che è il trionfo dell’otto.

Pausa

Facciamo anche quest’anno quest’esercizio: lasciamo che il tempo si depositi un po’ su questo blog.

Lasciamo decantare le idee, i propositi, gli sproloqui, le promesse, le paure, ed un po’ tutto il vomito che abbiamo lasciato su queste pagine durante quest’anno.

Neanche mi allontanassi per anni, ma si sa, la Palta fa presto a depositarsi ed è maledettamente difficile da rimuovere. Soprattutto come “attrito di primo distacco”.

Ci sarà (a breve, ripeto, non temete… caso mai qualcuno temesse) un momento in cui misurerò lo strato di polvere da dover rimuovere ed avrò poca voglia di farlo. Con qualche pizzicotto sulla pancia dopo le prime righe verosimilmente e sperabilmente avrò anche un ghigno di soddisfazione sul volto.

Ma non anticipiamo i tempi; fermiamoci un attimo.

In questa pausa estiva tutta italiana che mi fa un po’ di tristezza per l’attesa che si porta dietro (immancabile), ma che tutto sommato è un po’ lo scopo di questi giorni.

Pausa

WU

PS. Giustamente immeritata per gran parte di noi.

Che caldo fa, ovviamente

Come ogni anno, immancabile. Come fosse Babbo Natale o il compleanno arriva il caldo estivo. E fin qui si potrebbe anche non obiettare nulla, se non fosse che con il caldo arrivano le solite, noiose, ovvie elucubrazioni umane (forse per proteggersi dalla canicola?).

Avevamo già notato qui come il caldo ci porta ad argute riflessioni: non uscire nelle ore calde, evitare cibi pesanti, bere parecchio, consumare frutta, e cose che non ci saremmo mai aspettati.

Ribadisco l’inutilità di tali studi/notizie/allarmismi/etc. , ma non posso non notare la loro assoluta persistenza. Rispuntano ad ogni estate e se ne tornano a dormire ai primi freschi autunnali. Ma sono sempre le stesse arguzie o ogni anno c’è la speranza di sentire qualcosa di meglio (… no, le acque funzionali che sto sentendo quest’anno per me rientrano nella categoria cazzate allo stato puro… anzi, liquido)?

Che so, mi aspetterei quanto meno qualche news di anno in anno. Il suggerimento per un centrifugato di semi? L’invito a passeggiate notturne? Qualche azienda che ha eletto la canotta come divisa estiva?

Ad ogni modo credo che non saremo così fortunati ed anche quest’anno di parlerà solo di caldo, umidità, temperatura percepita e via dicendo.

Ovviamente il concetto non è particolarmente nuovo e può essere espresso in parecchi modi differenti, compresi quelli fatti bene di XKCD qui.

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WU

PS. Ma solo a me guardare (per quel poco che lo faccio) le previsioni del tempo mi fa venire ancora più caldo?