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Dedicato alle giraffe

Questo per la serie: tanto c’è un giorno dedicato ad ogni cosa che vi viene in mente anche se non è celebrato dai doodle di Google.

Si, ebbene si, anche per i nostri amati (beh, devo dirlo, personalmente non più di tanto) giganti gentili dal lungo collo abbiamo un giorno. Che sono oggi qui a celebrare con un solo (…e dai non è poi così male) di ritardo. Ieri, 21.06, come il 21.06 di ogni anno si celebra il Word Giraffe Day.

La notte più lunga o più corta dell’anno (in base all’emisfero che attualmente ospita i vostri resti mortali) è dedicata al mammifero dal lungo collo. E’ definito come exciting event… avrei qualcosina da ridire. Ad ogni modo, come spesso e volentieri accade la celebrazione è in realtà un modo per tirar su quattrini, in questo caso per aiutare “giraffe in the wild”.

Solite dichiarazioni allarmistiche che, ahimè, sono troppo frequenti e diffuse per destare ancora attenzione/preoccupazione per poi arrivare al sodo:

Giraffe have recently been listed as Vulnerable to extinction on the IUCN Red List of Threatened Species. Giraffe numbers in Africa have plummeted by a staggering 40% over the last 30 years. We estimate today that there are only less than 100,000 giraffe remaining in all of Africa.

Ok, non sono un esperto e non so quanto è allarmante (intendo paragonato con tutti gli altri casi di “Vulnerabile” che vi sono al mondo) il dato, ma se siamo qui (beh… eravamo) a celebrare il WGD allora devo considerarlo come la cosa peggiore al mondo.

Si può contribuire in una serie di modi e con una serie di importi (in pieno stile kickstarter) alla salvaguardia di ciò che resta dei simpatici (o per lo meno peculiari… con o senza cravatta) mammiferi:

  • US$15 could pay for notebooks and pens to record giraffe observations in the wild
  • US$25 could pay for batteries for GPS units to monitor giraffe, their threats and movements in the wild
  • US$50 could cover all field costs and salary of a ranger who is actively involved in saving giraffe in East Africa for one day
  • US$100 could pay for a GPS unit to monitor giraffe, their threats and movements in the wild
  • US$250 could pay for digital camera with GPS
  • US$500 could pay for a camera trap including batteries and SD cards to monitor giraffe and their movements in the wild
  • US$1,000 could pay all field costs and salary of a ranger who is actively involved in saving giraffe in East Africa for one month
  • US$2,500 could pay for one GPS satellite collar to monitor giraffe movements remotely (incl. download time)

Non credo di dare il mio contributo, almeno per quest’anno ma non posso, cinicamente, pensare a come sarebbe la mia vita a fare il ranger che salva giraffe sulle coste africane per 1000 $ al mese.

WU

PS. volete sapere (so che morite dalla voglia) come mi ci sono imbattuto? Beh, ero certo che il 21.06 fosse dedicato a qualcuno/qualcosa e partendo con domande tipo “word celebrating 21 june” in quattro e quattr’otto Google oracle legge le viscere del mondo.

Atmosfere

Sempre per il ricorrente tema che è “un fatto di clima e non di voglia” [cit., ma lo devo scrivere?] ciclicamente all’approcciarmi delle festività (soprattutto nei giorni più tranquilli lontano dal chiasso delle ricorrenze) mi arrovello su cosa rende alcuni giorni di festa e cosa li rende “soltanto” di ferie.

Mi interrogo su quel clima che ti avvolge la mattina, su quel clima che costruisci e che tenti di goderti. Mi interrogo, ed a volte dimentico di goderne.

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Atmosfere, non solo Natalizie, da costruire si, ma anche da saper apprezzare.

Non che mi servisse chi me lo ricorda, ma questo Lloyd mi spinge a fare un gesto per me inusitato (a maggior ragione nella ricerca del clima di festa): l’abbraccio.

WU

Dai che è Natale!

Sapete quella storia secondo cui i nostri interessi ed i nostri bisogni sono guidati da pure e becere azioni di marketing?

Ne parlo, come mi si confà, a bassissimo livello. No, no, non mi riferisco al fatto che abbiamo tutti uno smartphone solo perché “qualcuno” è riuscito a produrre (con indubbia lungimiranza) il primo. Non mi riferisco a bisogni etero-indotti dei quali i nostri nonni non sentivano alcuna necessità (Ehm… social media?).

Mi riferisco al solito ritornello da bar (ottimamente usato anche per rompere il ghiaccio di situazioni non esplosive) secondo cui la sequenza festiva è ininterrotta. Dopo pasqua viene l’estate, dopo l’estate viene Halloween, dopo Halloween viene Natale, dopo Natale viene Carnevale ed il ciclo si ripete (e non me ne vogliate se ho saltato quella che per voi è LA festa dell’anno).

Non avete ancora trovato addobbi natalizi nei negozi? Eh, eh, una volta tanto ho fatto prima! Ma Sally, addirittura prima di me

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… rushing the season… E-greetings a tutti! 😀

WU

PS. Certo, anche il Giorno della Marmotta sarebbe da festeggiare, ma se diamo a questa festa, come a tutte, troppa dignità finiamo che ci troviamo anche la bottega sotto casa con originali involtini del povero mammifero dormiente… Macabro, ma potenzialmente veritiero.

La Befana vien di notte…

In realtà ero partito dal presupposto di non parlare delle ricorrenze di questi giorni. Ma oggi voglio fare un’eccezione. Principalmente come tributo alla festa odierna che sin da quando ero bambino ho vissuto come una “festa di serie B” (… e pensare che prima dell’arrivo del tipo corpulento vestito di rosso ere proprio oggi il giorno che i bambini aspettavano di più…). Sarà che mi aspettavo sempre carbone, sarà che il pensiero è ormai rivolto alle feste finite, sarà che arriva ultima in ordine di tempo.

Non ne so il motivo, ma so che anche oggi ha a tutti gli effetti una sua valenza di “giorno speciale”. 12 giorni dopo Natale (festa di precetto per i più credenti) ha una ritualità che si perde nella notte dei tempi:

i “Basilidiani” amavano celebrare la Natività di Gesù Cristo, e con essa anche l’Epifania come la “manifestazione del Signore al mondo”, il 15º giorno del mese di Tybi dell’antico calendario alessandrino; che corrisponderebbe al nostro 6 gennaio. Per le chiese ortodosse, con un calendario sfasato di 13 giorni, il 7 gennaio si celebra la nascita di Gesù Cristo e conseguentemente l’Epifania il 19 gennaio.

In origine il temine pare fosse associato a tre segni rivelatori di Gesù Cristo,: l’adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù adulto nel fiume Giordano, ed il primo miracolo di Gesù avvenuto a Cana. Con il passare degli anni (secoli) i tre segni si divisero in rispettive ricorrenze e l’epifania rimase associata solo alla prima rivelazione di Gesù Cristo che si rivela ai magi in adorazione (Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, secondo Isaia).

Come vuole la tradizione la via fu loro indicata dalla stella cometa. Benché sono i testi a dirci che fu un astro a guidare i magi, la “cometa” ha origini che paiono invece datare almeno 1301 anni dopo la nascita di Gesù Cristo, infatti la cometa venne introdotta da Giotto nel suo dipinto “L’adorazione dei Magi” nella Cappella degli Scrovegni nel quale inserì la cometa Halley che passava in quel periodo molto luminosa sopra le nostre (loro) teste.

Nel folklore il compito di sensibilizzarci circa la rivelazione dei Gesù Cristo è stato affidato ad una vecchia  “befana” che volando su una scopa riempie di dolciumi proporzionati alla bontà dei bambini calze appositamente lasciate in attesa. Per i più cattivi: cenere e carbone (cattivi ovviamente secondo il giudizio inoppugnabile della vecchia), che storicamente dovevano rappresentare una specie di memento al rinnovamento.

Anche qui le origini storiche sono abbastanza pagane: i romani, infatti, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, celebravano la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura. Ed in occasione di tale ricorrenza si credeva che vi fossero figure femminili che volassero sui campi coltivati, per propiziare i futuri raccolti; non ci siamo inventati nulla.

Qual che siano le origni ed i significati: Buona Befana a tutti!

WU

PS. E sapete che cosa vuol dire? Da epifànio: mi rendo manifesto; dal sostantivo epifàneia: manifestazione apparizione. In realtà il termine potrebbe essere usato anche in altri contesti, ma storicamente è stato associato alla natività di Gesù Cristo ed in questo contesto ce lo teniamo…

Noi (io) chiamiamo familiarmente la festa e la vecchietta “Befana” che non è altro che una storpiatura popolare di Epifania.