Tag: macro

Orchidea Phalaenopsis

Come già sappiamo questo blog non ha alcuna aspirazione (e già qui dovrei mettere un punto), ne di natura fotografica, ne di natura botanica, ne di natura didascalica. Ed ogni buon “esperto” in uno dei suddetti campi avrebbe di che bastonarmi.

Sono uno dei tanti che si prende un po’ di cura ” a spizzichi e bocconi” anche di qualche pianta e qualche fiore domestico. Mi alterno fra il “mi rilassa” a “non ho tempo” passando per il “se vuole vivere vivrà”.

Non ai livelli del detective Wolf, ma le orchidee sono fra le piante che mi danno più soddisfazione. Vederle li per mesi con quattro (in molti casi questo numero non è tirato a caso) foglie basse ed uno/due/tre spogli gambi che svettano cercando di raggiungere gli altrettanto spogli e sterili bastoncini di (ipotetico) supporto.

Nel caso specifico mi sono dilettato con quella che scopro ora essere una Orchidea Falena. Beh, effettivamente, non sono proprio sicuro della classificazione botanica, ma l’idea di una farfalla me la da (… o voglio che me la dia). Poi il fatto che non sia particolarmente rara e che si aggiri su prezzi contenuti suffraga ulteriormente la mia idea.

E, dulcis in fundo, tronfio di questa ennesima fioritura mi sono anche cimentato in una macro del prodotto.

DSC_0017.JPG

WU

Annunci

Sangue di pappagallo

Questo per la serie: alla faccia di chi dice che scienza ed arte (no, “scienza e fede” è un’altro capitolo) non possono andare d’accordo. A volte anche le cose noiose (e “difficili”, ma solo per i profani) possono nascondere un aspetto artistico, o quanto meno potenzialmente bello.

Personalmente credo molto in questa bellezza intrinseca della scienza (abbracciando con questa parola un po’ tutto: costruzioni, esperimenti, simulazioni numeriche, animali, e via dicendo).

Beh, ogni anno la competizione Wellcome Image Awards celebra la migliore foto scientifica. Qui trovate una bella carrellata dei finalisti e sotto quella che io inutilmente eleggo come la foto vincitriceper me 🙂

WIA.png

Blood vessels of the African grey parrot, by Scott Birch and Scott Echols.

This image shows a 3D reconstruction of an African grey parrot, post euthanasia. The 3D model details the highly intricate system of blood vessels in the head and neck of the bird and was made possible through the use of a new research contrast agent called BriteVu (invented by Scott Echols). This contrast agent allows researchers to study a subject’s vascular system in incredible detail, right down to the capillary level.

Ah, al vincitore, quello vero che sarà eletto il 15.03, spettano ben 5000 sterline. Ed in più le immagini di tutti i finalisti faranno il giro del mondo in un’esibizione che non toccherà musei bensì università ed accademie. Un modo come un’altro per farci piacere un po’ di più lo studio (i.e. la “sofferenza” che c’è dietro queste immagini). Soddisfazioni su più fronti.

WU

Zeuzera pyrina

Ebbene si, una vera falena leopardo macro-immortalata con la mia giappo-reflex a manovella (ma comunque un oggetto con prestazioni ben oltre le mie capacità e talenti fotografici…).

falenabianca
Nulla di particolarmente raro a quanto pare, ma comunque mi ha ricordato una sorta di Rorschach di un universo “Watchanimal”. A tal proposito, chissà se eredita le stesse qualità sociopatiche, violente e solitarie (queste ultime direi di si) dell’equivalente di Moore…
Inoltre questo improvvisato reportage fotografico (svoltosi tra un caffè ed un cornetto di una pigra mattina di sole in campagna) ed un po di sano googling (odio i barbarismi ed un giorno ne parlerò) mi hanno anche portato a dedurre il sesso del lepidottero in questione.
A quanto wiki-imparo le antenne di questi insetti sono marcatamente bipettinate, con l’eccezione degli articoli terminali nei maschi (che sono anche un po più piccoli, ma comunque non avevo una femmina in zona per fare un paragone).
Breve excursus entomologico costruito su casuali passaggi web-fotografici. Voli pindarici con i quali mi piace esplorare in maniera non-antologica nuovi settori che altrimenti sarebbero confinati fuori dal cancelletto di “ciò che conosco” o, meglio, “ciò che ho sentito dire” (e cosi sapete anche che non sono un entomologo professionista).

WU

PS. tranquillizzo tutti gli animalisti (o qualunque altra forma di preoccupazione biocentrica): è bastata la luce del giorno a rendere la falena pressoché immobile. Poi agito gli stessi sottolineando che la wiki-voce di interesse verte in gran parte sui metodi di “controllo” del lepidottero…