Categoria: malattie

Encefalofono

Non capisco una cippa di una serie di cose fra cui le neuroscienze. Tuttavia se leggo che ora siamo in grado di suonare uno strumento con la sola forza del pensiero senza muovere neanche un muscolo mi ci devo soffermare. La musica della mente.

E non certo per pigrizia fisica, bensì per le relativamente facili associazioni mentali che vanno a toccare tutti coloro che non possono più farlo, anche volendo. La potenza della musica.

Dunque, ora grazie all’Encefalofono è possibile trasformare i segnali nervosi del cervello (sia quelli associati alla vista, ovvero aprendo e chiudendo gli occhi, che quelli che si generano quando si immagina di eseguire un movimento… wow) in note e queste, mediante un sintetizzatore, in musica. La tecnica nella musica.

Fantastico. In generale e non solo come supporto a chi non può più o come strumento riabilitativo. Fantastico per la magia che trasmette e per le frontiere delle neuroscienze che fa percepire ai non addetti ai lavori. Mi immagino che non sia sostanzialmente diverso dal comandare qualche arto artificiale grazie ai segnali nervosi del cervello, ma volte mettere la magia che trasmette la musica? La magia della musica.

E’ una di quelle applicazioni, sicuramente ai limiti delle nostre competenze tecniche/mediche (…anche se è dagli anni ’40 che ci stiamo lavorando…), ma con applicazioni ludico/quotidiane che la rendono ancora più d’impatto nella mia immaginazione perché la portano ad un livello più umano. La forza della mente.

Ovviamente la cosa è ancora una specie di prototipo ed è materiale per qualche pubblicazione, ma la speranza (non solo ovviamente per soddisfare la mia immaginazione) è quella di farne un oggetto commerciale e fruibile dai più, bisognosi o sperimentatori che siano. La democrazia della musica e della tecnica.

WU

Pareidolia

L’uomo ha una specie di tendenza innata a voler mettere ordine nel caos. Come se le cose disordinate non potessero esistere (… e non avete mai visto i miei cassetti) oppure fossero un errore della natura.

E’ una tendenza istintiva, sicuramente dettata da qualche meccanismo evolutivo (tipo il cacciatore che con la coda dell’occhio coglie pochi segni di una qualche figura ed automaticamente interpola i dati mancanti per figurarsi un grosso predatore da cui scappare… se non era così poco male, è di certo la soluzione più cautelativa).

Esempi classici ce ne sono a bizzeffe: costellazioni, volti umani (e la faccia di Marte?), la faccia delle Luna, le nuvole, gli animali, i test di Rorschach, le emoticons (parentesi e puntini potrebbero essere errori tipografici?) e, dulcis in fundo, fantasmi.

Pareidolia.png

Lo stesso fenomeno si manifesta, oltre che con la vista anche con l’udito. Quando pensiamo di aver sentito questo o quello (cioè mi volete dire che le canzoni dei Beatles sentite al contrario non vogliono dir nulla?!) ci troviamo spesso preda di questo fenomeno.

Preda di noi stessi. La Pareidolia (che è poi un caso particolare, non proprio patologico, di Apofenia) non fa altro che mettere a nudo le nostre paure ed il nostro bisogno di capire ogni aspetto della realtà, anche quando i dati in nostro possesso sono troppo lacunosi.

Un falso positivo del nostro meccanismo innato di ordine e regolarità.

WU

Progetto umano

Certo che se ci pensi un momento fa quasi impressione. Ed effettivamente è meglio che ci pensi Randall qui che qualunque mio sproloquio…

XKCD250517.png

Siamo fatti di così tante parti, così complesse, tutte fondamentali, tutte fra loro interdipendenti, che se una sola dovesse avere una defiance non avremmo molto futuro (a meno di non affidarci a sapienti meccanici). Ed effettivamente in molti casi è cosi, ma dato che non ci siamo (ancora) estinti direi che il progetto può dichiararsi funzionante. Molto più di tanti altri frutto della mano umana…

Fluidi in pressione, connessioni elettriche, articolazioni meccaniche, sistemi di pompaggio e ricircolo, e via dicendo sarebbero facilmente catalogati come pezzi usurabili in qualunque sistema elettromeccanico. Il che darebbe via a tutto il mercato di parti di ricambio (obsolescenza programmata qui ci sta bene), revisioni, manutenzioni, tagliandi, e … tanto-se-inizi-a-mettere-mano-ti-conviene-cambiare…

Beh, per il corpo umano, nella grande maggioranza dei casi per fortuna, il progetto è abbastanza robusto (anche se non lo direi semplicemente guardandolo) e le varie componenti abbastanza ben progettate da macinare ore ed ore ed ore ed ore di funzionamento senza dover essere sostituite.

Ovviamente il tutto dipende anche da come lo si usa questo bel progetto… “può essere un progetto a prova di idiota, ma non di maledetto idiota” [cit.]. Non mi metto a fare il salutista-moralista, ma un po’ di buon senso credo (i.e. qualche abuso, ma di tanto in tanto) sia spesso sufficiente per sentirsi dire “yeah, yu’re fine”; non male come progetto.

WU

Efelidi

Non solo un’isola tropicale (anche se, ora che ci penso a sentire gli Squallor potrebbero esserlo…). Ovviamente è la stata la parola (unita alla mia ignoranza) ad attrarmi.

Quei piccoli puntini, rotondeggianti, piatti che avete da qualche parte sulla vostra pelle sono efelidi. Si, anche io avrei detto che sono lentiggini. Ed anche io, da buon ignorante, avrei sbagliato.

Le efelidi sono sostanzialmente zone in cui vi è un’abbondanza do melanina, pigmento prodotto localmente in abbondanza, spesso a causa dei raggi UV del sole. Quando di estate fate tipo aragosta ben cotta avrete di certo notato un accentuarsi delle vostre efelidi (no, non sono lentiggini anche se io le avrei chiamate così) che si affievoliscono invece d’inverno.

Le lentiggini (finalmente) assomigliano molto, ma sono di origine ben diversa. Sono infatti causate da un aumento di melanociti negli stati bassi della cute in cellule ben concentrate. Si tratta sempre di melanina in abbondanza, ma negli strati bassi della cute ed anche di un aumento di cellule pigmentate. Sono pertanto abbastanza costanti indipendentemente dalla esposizione della pelle al sole ed hanno forma leggermente irregolare. Ovviamente essendo anche esse legate ad una sovrapproduzione di melanina esposizioni solari prolungate ne possono produrre di nuove, ma… una lentiggine non scompare (o si affievolisce) in inverno.

Ok, a parte lo spiegone (semi-inutile, tanto mi aspetto che le continueremo a chiamare tutte indistintamente lentiggini), la fonetica della parola ed il fatto di aver imparato, seppur in un passaggio estemporaneo, un nuovo termine mi donano un sorriso infantile.

WU

PS. E quindi…

Neuralterapia

Sulla falsa riga delle “leggi” della biologia (qui il mio sproloquio) è recentemente tornata alla ribalta anche un’altra genialata, la neuralterapia. Anch’essa di origine tedesca (e ora la casualità mi lascia un po’ dubbioso)

la neuralterapia è riscoperta dalla medicina moderna come una soluzione efficace per combattere i dolori, e non solo.

E già tendo ad irretirmi ed alzare un muro di diffidenza, come di solito mi accade con dichiarazioni così generali ed onnicomprensive.

Correva l’anno 1925 ed i fratelli Huneke per curare l’emicrania della sorella iniziarono (e mi chiedo se la madre lo sapesse) a somministrarle procaina per via endovenosa (una cosa sicurissima evidentemente).

Il passatempo dei fratelli sembrava avere poteri miracolosi (altra parola che mi mette sulle difensive): l’emicrania scomparve seduta stante. Ovviamente l’euforia fu dilagante e continuarono le “sperimentazioni”; incluse iniezioni direttamente su ematomi e cicatrici che “magicamente” facevano scomparire ogni forma di dolore.

Quindi c’erano tutte le basi per definire i Principi della Neuralterapia:

stati di dolore cronico e diverse condizioni mediche sarebbero causate da anomalie elettrofisiologiche chiamate campi di disturbo (Störfelder). La neuralterapia si può effettuare in tre forme
1) come terapia segmentale, in forma di trattamento locale o sul segmento individuato;
2) come diagnostica di uno o più campi di disturbo e conseguente terapia di regolazione;
3) come terapia su gangli o sulla catena laterale del Sistema Nervoso Simpatico.

Sti campi di disturbo sarebbero causati da cicatrici o traumi e causerebbero a loro volta dei corto circuiti neurali che generano quindi il dolore anche in punti distanti dal trauma stesso. Capiamo meglio (da qui):

Neural Therapy is designed to repair and restore normal function to the Autonomic Nervous System (ANS), that part of the nervous system responsible for the “automatic” functions of the body such as immune function, circulation, and the production of hormones. As early as 1905, researchers noted that illness and dysfunction are almost always preceded by a dysfunction of the ANS. Neural Therapy, when correctly done, repairs ANS dysfunction, restoring the body’s healing capacity, allowing Prolotherapy, if still needed, to work more effectively.

Se non avete già smesso di leggere (io lo avrei fatto) vi dico anche il ruolo della procaina, in tutto questo film, è quello di ripolarizzare le cellule stabilizzando il campo e quindi ripristinando il corretto funzionamento del sistema neurale.

In sostanza una specie di spiegazione medica, con farmaco associato, della pratica dell’agopuntura. Quindi con un po’ di palpazione e massaggi identifichi l’anomalia che piò essere ovunque e con un po’ di procaina (è un anestetico locale sviluppato per curare i reumatismi) curi qualunque cosa. Facciamo un esempio: soffro di un male incurabile (ed innominabile), ma ho anche preso una brutta storta alla caviglia; benissimo, basta una piccola iniezione alla caviglia e sono salvo!

Prove di tutto questo modello non ce ne sono. Gli esperimenti sono stati condotti quantomeno in maniera da lasciare qualche dubbio. Le basi scientifiche sono pura fantasia. I seguaci abbondano.

Il motivo, secondo me, è che è l’ennesimo caso di un metodo diagnostico, ancor prima che curativo. che garantisce risultati veloci e sicuri, anche per sindromi acute, dolorose ed incomprensibili. Tutti vogliamo credere e stiamo male ancora di più.

WU

 

 

 

 

Le 5 “leggi” della biologia ?!

Poniamoci una domanda: “Cosa è la malattia?”. Mi sono immaginato molte risposte, prima di decidere di approfondire quanto sotto (e quanto spesso tristemente risentito)…

Prima legge: Il trauma è il detonatore
La “malattia” inizia a partire da uno shock biologico, la DHS (Sindrome di Dirk Hamer), che attiva all’istante nel nostro organismo un programma speciale, biologico e sensato (SBS). A seconda del tipo di “sentito biologico” o “contenuto conflittuale” che una persona percepisce nell’istante della DHS, si attiva unprogramma speciale che è adeguato a far fronte al tipo di evento inaspettato vissuto dalla persona e che si manifesta sia nell’area cerebrale corrispondente, sia nell’organo innervato da questa area.

“Sentito biologico”???? Ma per favore!!

Seconda legge: niente esiste senza il suo contrario
Questo programma speciale, una volta iniziato, ci mette sensatamente in uno stato di allerta, il conflitto è attivo (fase simpaticotonica) e termina solo con la soluzione del conflitto. Segue quindi la fase vagotonica di riparazione. Per questo il programma speciale viene definito bifasico (a patto che si arrivi a soluzione del conflitto).

“Il conflitto termina solo con la soluzione del conflitto”… non lo avrei mai detto…

Terza legge: Il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie equivalenti
A seconda di quale area cerebrale si sia attivata, avremo quindi a livello organico due modalità di comportamento completamente diverse. Se l’area attivata (Focolaio di Hamer) si trova nel paleoencefalo(tronco cerebrale e cervelletto) avremo crescita cellulare nella fase di conflitto attivo. Al contrario se l’area attivata si trova nel neoencefalo (midollo cerebrale e corteccia) avremo crescita cellulare unicamente nella fase di soluzione.

Mi pare di capire che la “crescita cellulare” sia inevitabile… Direi che qui un balletto ci sta benissimo

Quarta legge: I microbi sono al servizio del cervello
I microbi non sono la causa delle “malattie”, bensì i nostri aiutanti, guidati dal cervello e simbionti per ogni singolo tessuto.

“guidati?” Ovviamente inconsciamente…

Quinta legge: della quintessenza
Tutti questi processi sono stati inseriti in milioni e milioni di anni durante la nostra evoluzione e sono quindi assolutamente sensati. In effetti, non c’è più nulla che accade nel corpo che possa ancora essere considerato “maligno” o “benigno”, ma si tratta unicamente di processi utili per la sopravvivenza dell’individuo e della specie.

Se poi sopravvivenza=morte è un dettaglio che può essere facilmente superato da funanbolismi verbali

Le LEGGI sopra sono le 5 leggi della biologia così come SCOPERTE dal dr. Hamer. Servono, OVVIAMENTE, per valutare PRECISAMENTE quanto sta accadendo alle nostre emozioni ed al nostro organismo.

In breve: Le malattie sono sempre causate da shock biologici (Dirk-Hamer-Syndrome, DHS) e l’unica via di guarigione è la risoluzione del conflitto.

… con tanto di PRESUNTO attestato di conferma delle leggi

Ora, se crediamo perché dobbiamo/vogliamo/possiamo io sono il primo, ma se vogliamo attenerci ad un (discutibile? certo, ma non più di queste leggi) metodo scientifico, allora queste leggi non sono state mai provate, verificate e quindi accettate dalla “medicina tradizionale”.

Ah, personalmente trovo anche qualche contraddizione logica in questi asserti…

WU

PS. Un breve cenno bibliografico mi ha aiutato ad inquadrare la faccenda.
Il dott. med. Ryke Geer Hamer è nato in Germania nel 1935. Nel ’72 conseguì la specializzazione in medicina interna e iniziò ad occuparsi, come primario in ginecologia, di malati di cancro. Parallelamente inventò e brevettò molti utensili in uso ancor oggi nel campo della chirurgia plastica. Nel 1976 il dott. Hamer, con la moglie ed i suoi quattro figli, volle ritirarsi in Italia, per curare gratuitamente i malati nei quartieri più poveri. Il 18 agosto 1978, il principe Vittorio Emanuele di Savoia, impazzito (??), sparò al figlio del dottore. Per più di tre mesi il ragazzo lottò tra la vita e la morte. La sua morte cambiò la vita del dott. Hamer che poco dopo la morte di suo figlio infatti si ammalò di cancro ai testicoli. Il dottore assegnò la causa della sua malattia allo choc della morte di suo figlio. Quindi non era “colpa” di qualche cellula impazzita, ma dovesse essere in relazione al cervello. Chiese ai suoi pazienti se anch’essi avessero vissuto un avvenimento terribile e scoprì che tutti (??) avevano subito un evento traumatico prima di ammalarsi.

Nell’ottobre 1981, volendo pubblicizzare i risultati della sua ricerca, fu messo davanti un out-out: o rinnegare i risultati della sua ricerca o lasciare la clinica. Scelse, ovviamente, per il continuare per la sua strada, ma i decani dell’università a cui erano stati presentati i risultati respinsero le sue teorie sulla correlazione tra cancro e psiche
Il dottore continuò nonostante tutto (opposizioni, condanne, arresti e cose del genere) la sua ricerca verificando (??) l’esatta corrispondenza e fondatezza delle sue scoperte.

Il tutto condito da asserzioni antisemite ed autoproclama della Nuova Medicina Germanica. Direi che gli estremi per (NON) credere ci sono tutti, eppure c’è chi le segue.

Overall I think vaccines are safe

… e va bene, parliamone anche qui.

NON esiste una correlazione oggettiva fra vaccini ed autismo (o in generale malattie rare o strane patologie). E’ un’altro di quei casi in cui le “ricerche scientifiche” significano tutto fuorché ricerca e scienza. Ad ogni modo, questo è un fatto che dovrebbe essere ormai parte della cultura di massa, ma…

Dei ricercatori, sufficientemente non convinti del fatto che “tutti lo sanno”, si sono presi la briga di condurre una statistica su ben 66000 persone e 67 nazioni (per quanto pensi personalmente che le statistiche non significhino nulla, almeno questi sono numeri che ci danno la confidenza che stiamo facendo una vera statistica). Il risultato è agghiacciante.

I dati aggregati presentano infatti una mappa del mondo che vede la Francia, guidare una pletora di nazioni scettiche. Soprattutto nel “mondo civilizzato”.

Ben il 41% dei nostri cugini d’oltralpe, infatti, non considera i vaccini sicuri. In generale, pare, non solo per l’autismo (ah, beh, allora si…). E l’Europa vanta altre sei nazioni, nella top 10, a seguito in quanto a scetticismo: Bosnia & Herzegovina, Russia, Ukraine, Greece, Armenia e Slovenia.

Vaccine Skepticism.png

Public trust in immunization is an increasingly important global health issue. Losses in confidence in vaccines and immunization programs can lead to vaccine reluctance and refusal, risking disease outbreaks and challenging immunization goals in high- and low-income settings.

Il sudest Asiatico, invece, crede molto nella faccenda con il Bangladesh in testa ove solo 1% della popolazione considera i vaccini non sicuri. Da queste parti, però, mi pare che la contraddizione della pratica con il credo religioso sia uno dei motivi di astensione…

Evidentemente i tempi per la questione erano più maturi all’epoca di Pasteur che oggi. Risultato del benessere acquisito da pratiche che ora aborriamo? E non credo sia l’unico caso.

WU

PS. Ovviamente lo spunto di tale divagazione è stata la notizia di qualche giorno fa circa la proiezione, e “pronta” cancellazione”, del docufilm Vaxxed. Ah, è diretto da A. Wakefield, radiato dall’ordine dei medici inglese per la sua ricerca circa la correlazione fra vaccini ed autismo.

Probabilmente/Sperabilmente B. Pepe (il senatore proponente l’iniziativa) è uno “studioso” così avanti da essere in grado di avere una visione obiettiva, che trascende la pura informazione accademica; direi praticamente a 360 gradi (anche) di questa questione. Fossimo tutti cosi.