Tag: chat

Chatbot

Do you know those virtual entities that take the role of human?! From Verbot to Siri? We are still far away from artificial intelligence, but this does not mean that huge step forward have been done and are now under our eyes for everyday use.

A computer program able to behave like a virtual e-mail correspondent that can reply to a wide variety of messages from our account is what is commonly referred (I would say the basic version) of a chatbot (or chatterbot).

Chat + (ro)bot is like talking with a human, although in reality you are doing just virtual conversation with lines of codes. In the most advanced versions you can even chat with a metallic voice.

The approach behind is to use the question of the user as keywords and put together an answer with the most relevant words related. An illusion of understanding is generated, even though the processing involved (i.e. the code) is pretty superficial.

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As here somehow shown here by Dilbert, the true difference between a pure replying-machine and a chatbot is the ability of this latter to provide answers that are sufficiently generic to seem enough smart and applicable to different situations.

In the end, what is the meaning of intelligence?

WU

PS. We are close to implement (successfully?) the Tuning (spider) Test…

Il ragno di Turing

Grottesca rivisitazione dell’era digital-social del test di Turing quella di XKCD (decisamente uno dei miei siti preferiti). image Incubato da Cartesio e partorito da Turning (figura in questi giorni più che mai attuale più per le sue inclinazioni sessuali che per le sue idee e scoperte) il test è in effetti un criterio per stabilire chi hai davanti senza potersi basare su alcun indizio. Il test originale presuppone di poter identificare l’interlocutore, sia esso macchina o uomo, solo in base alle risposte date ad una serie di domande. Interessante notare che ad oggi (to the best of my knowledge) il test non è mai stato superato da alcuna macchina (immaginate di chiedere di fare un conto numerico, la macchina, per sembrare un uomo, dovrebbe sapere se rispondere o considerarla troppo difficile per la mente umana media ed eventualmente decidere anche in che tempi dare la risposta…) e che nella sua versione più estrema il test prevede che “il solo modo per cui si potrebbe essere sicuri che una macchina pensa è quello di essere la macchina stessa e sentire se si stesse pensando”… Nella versione di XKCD il test è trasportato su un piano più social nel quale (IMHO) viene sottolineata l’importanza che potrebbe avere tale test nel capire con chi si sta parlando in base a quei pochi dettagli percepibili dalla maldestra e frettolosa digitazione (o più che altro smashing) su non-sempre-fisiche tastiere. Benissimo (si fa per dire), a questo punto viene più o meno immediata la domanda: ma quante volte abbiamo chattato con dei surrogati umani (anche sinonimo di gente fintamente interessata) e non ce lo siamo (io no di sicuro e scusate l’arroganza…) neanche chiesto? Non sono un complottista (anche se ho una sana propensione allo scetticismo), per cui assumo che non vi siano hangar segreti con automi dediti a carpire i nostri dati personali mediante chat ben congegniate (leggerei però di certo n libro con questa trama…). La vignetta mi è tuttavia servita almeno per essere un po più critico sulle piccole sfumature carpibili da (per me) ancora impersonali comunicazioni dig7itali.

WU

PS. in realtà sono solo un millepiedi che passeggia sulla tastiera 4rtfghb509iuj. Il che per esclusione da un altro pezzetto di informazione su di me (sono un comune scettico umanoide, giuro!)