La lista della spesa

Il latte. Quello c’era sempre. Tant’è che a volte gli facevano tutta una serie di cancellature addosso, ma il latte lo lasciavano. Poi il pane era un’altra di quelle parole ricorrenti. Se la ricordava a memoria ed avrebbe potuto ricalcare la traccia delle vecchie scritte. Poi il resto era più o meno monotono tra generiche diciture tipo frutta e verdura e cose molto inutilmente specifiche tipo piadine fresche senza strutto (tanto lo sapevano già che avrebbero preso quelle…).

Si era adeguata negli anni, ne aveva viste tante e sapeva il suo destino praticamente di ogni settimana, almeno di ogni settimana: il cestino che si trovava sul marciapiedi dinanzi al supermercato. Una volta era riuscita addirittura a tornare a casa, sicuramente per errore ed infatti era stata appallottolata e rigettata al primo incontro.

E pensare che quando la prendevano e la stilavano sembrava la cosa più importante del mondo. Per qualche giorno veniva addirittura custodita ben piegata in un portafoglio, ma quando iniziavano le cancellature con quella penna allora già intuiva che la fine era vicina.

Triste sapere così tanto in anticipo il proprio destino.

Ma il suo essere non era in questo o in quel foglio, non soffriva poi tanto, fisicamente si intende, ad esser gettata via; lei era. Era il fatto stesso che la pensassero che gli dava vita. Quando la mettevano nero su bianco semplicemente le davano una forma, con tratti più o meno frettolosi, più o meno incerti, ma poco cambiava.

Lei era perchè la cercavano. L’unica cosa è che non sarebbe potuta esistere indipendentemente, era legata alla necessità di terzi. Poco appagante, ma di eterna vita.

Ora la chiamavano nuovamente, era solo per una aggiunta: sardine in vasetto, di marca mi raccomando!

WU

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Per chi ci crede

Vittime sempre più frequenti di discutibili (almeno riconoscete che sono polite nelle mie espressioni) test di valutazione dobbiamo (e ripeto dobbiamo, nel senso che siamo proprio obbligati) ad apprendere dai nostri errori ed armarci per tener testa ad i luminari della psicologia/sociologia/altreminghilogiaapiacere.

Almeno questo fa ridere. (cerca di non leggere subito le risposte (che pertanto scrivo in diverso formato).

domanda #1: come fai a mettere una giraffa in frigo?
apro il frigo, metto dentro la giraffa, chiudo. Qui si valuta se tendi a complicarti le cose semplici.

domanda #2: come fai a mettere un elefante in frigo?
non dire che apri il frigo, metti dentro l’elefante e chiudi. Nel frigo c’è la giraffa! Allora apri il frigo, togli la giraffa, metti l’elefante e chiudi. Qui si valuta se sai valutare la successione delle tue azioni e quindi organizzarti.

domanda #3: il re leone sta tenendo una conferenza alla quale sono presenti tutti gli animali tranne uno. Quale?
l’elefante, ovviamente! E’ in frigo… E qui si valuta se hai buona memoria anche in situazioni diverse.

domanda #4: devi attraversare un fiume pieno di coccodrilli, come fai?
beh, semplice: a nuoto. Tanto i coccodrilli sono tutti alla conferenza del re leone… E qui si valuta se impari rapidamante dai tuoi errori.

Secondo l’Andersen Consulting Worldwide, circa il 90% dei professionisti ha dato tutte le risposte sbagliate. Molti bambini, spesso in età prescolare, hanno dato diverse risposte esatte.
Ora si può dire che molti professionisti hanno un cervello limitato oppure che questo (e tanti simili) sono test del**##*o. Capisco che confondere con il gioco la mente umana abbia più effetto su “noti professionisti”, ma siamo davvero certi che da questo e simili test si riesca a valutare qualcosa?

Io sono certo, che non è così.

WU

PS. E visto che l’appetito vien mangiando alcune domane.

  • Chi l’ha detto che il frigo era vuoto?
  • chi l’ha detto che il frigo era chiuso?
  • Chi ha detto che il frigo lo devo chiudere?
  • Chi l’ha detto che l’elefante non può uscire da solo dal frigo?
  • Tecnicamente all’assemblea manca anche il leone perchè sta presentando
  • Chi mi dice che l’assemblea non la stanno facendo nel fiume e quindi ci sono i coccodrilli?
  • Anche se fosse privo di coccodrilli il fiume potrebbe non essere attraversabile a nuoto

Beh, se dobbiamo armarci mi sto attrezzando…

Imbarazzo da bagno

Sempre perchè rimango affascinato dalla mente umana, scopro che c’è qualcuno che si è messo a fare il seguente studio. Ovviamente serio, scientifico e statistico.

Prendiamo quatto gruppi di persone: Donne eterosessuali, Donne omosessuali, Uomini eterosessuali ed Uomini omosessuali e vediamo qual’è il grado di disagio nel produrre movimenti intestinali flatulenti e rumorosi in bagni che non sono quelli di casa propria. Ovvero, vi sono delle “cavie” che si sono offerte per studiare il loro disagio quando erano in una serie di bagni a svolgere le loro normali funzioni intestinali.

Cioè, cerco di capire meglio: vado in un bagno non mio sapendo che fuori c’è una data persona, faccio dei rumori e produco degli effluvi (sicuramente poco gradevoli, ma naturali), esco e trovo uno “studioso” li davanti che mi chiede “da 1 a 3 quanto sei a disagio?”.

Io questa gente la proporrei per guidare i nostri centri di ricerca nazionali.

Quindi i nostri studiosi hanno stilato la tabella qui sotto (la tabella è da qui ma non ho trovato alcuna referenza, per cui si potrebbe trattare anche di numeri inventati, cosa comunque probabile dato il contesto).

DisagiIntestinali

Con un po di rimaneggiamenti per graficarla in maniera da per far percepire in forma grafica dove si sbilancia il disagio in base al genere, ho fatto i “radar” sotto.

DisagiIntestinaliPlot

Alcune cose che mi balzano all’occhio:

  • donne etero in presenza di una persona da cui sono attratte: 2.41, massimo disagio di tutti i gruppi e di tutte le situazioni
  • uomo etero in presenza di un buon amico: 0.21, minimo disagio di tutte le situazioni (non mi sorprende particolarmente)
  • in presenza di un perfetto sconosciuto (uomo o donna) sono gli uomini omo ad essere più a disagio: 1.47
  • nel caso di una relazione importante sono le donne etero ad essere più a disagio (0.88), ma se da relazione diventa sposa/partner allora sono gli uomini omo (0.53)
  • gli uomini omo hanno lo stesso grado di disagio sia che si tratti di una relazione importante che di una donna sconosciuta: 0.83 (?!?!)
  • mediamente con la sposa/partner il livello di disagio cala al minimo per tutti e quattro i gruppi (non mi sorprende particolarmente)
  • gli uomini omo sono più a disagio con una donna che conoscono bene (1.74) che con un uomo che conoscono bene (1.53). Per le donne omo è il contrario (??)
  • in media, fra tutte le situazioni la classifica del disagio dei vari gruppi è: uomini omo (1.38), donne etero (1.27), donna omo (1.08), uomo etero (0.97)

Certo che l’essere umano non prende pace neanche in bagno…

WU

PS. Mi rendo conto che la dicitura “non-heterosexual” sia più corretta, ed ho utilizzato “etero” sono per motivi di compattezza, spero le classi interessate non me ne vogliano.

PPSS. I più scaltri sono anche avvezzi a tirare lo sciacquone per coprire molesti rumori ed i cinesi, che sono avanti, hanno anche sviluppato un apposito gadget per simulare  “the sound of flushing” senza sprecare acqua inutilmente.

C’è chi è vittima del suo disagio e chi invece ne trae vantaggio.

Enceladus sheltered ocean

Just in case it is not yet clear for everybody: in the other planets and moons of our solar system (and even in exoplanets) there is water. So far, nothing new.The true discover would be to find liquid water somewhere that shall allow life (as we know it, but it has been proven that it might be another think and we neither know what we are looking for, see here) to exist.

It is almost 10 years NASA Cassini spacecraft is orbiting Saturn and its moons. And Enceladus, in particular, is one of the targets reserving astonishing surprises (next fly-by foreseen for 28.10.15).

In first place plumes erupting from the surface were discovered in 2005. The first explanation given proposed the presence of some underground lakes feeding those geyser whilst the rest of the surface was supposed to be made of frozen solid. Are we already talking about water, liquid lakes?

An anomalous moon rotation was also detected and a lot of models and speculations have been presented in these years. Cassini images showed a subtle wobble, detected by observing that some surface features just change their positions from one (high-res) picture to another (after more than seven years imaging). And, even more intriguing, such a wobble is completely independent from the rotation of the moon core below.

Results: the most logical answer to the questions posed by those observations is that Enceladus icy crust floats on top of an ocean likely encircling the entire globe. Ehi, we are definitely talking of liquid water! A lot of liquid water, although not on the surface, but life for sure might have developed the cleverest mechanism to survive…

Here below the model proposed by the Cornell university.

Enceladus

And there is also the other fundamental ingredient, energy. Likely such an ocean is warmed by the Saturn tidal force, thus energy for life-sustaining mechanisms is there!

All in all such an intriguing scenario seems to have all chances to host life, and it is not the only one “nearby”. Very similar conditions seems to exist on Europa (and not in Europa, where the meaning of word life should be revisited), Jupiter moon.

WU

PS. I would call such ocean “Encean”.

Pogo

Ma secondo voi che fa e che pensa un opossum antropomorfo che vive nelle paludi della Georgia? Beh, ovviamente a fare satira sull’umanità, sulla politica e sulla trasposizione animalesca del tessuto sociale. Quello degli anni 1948-1975.

Walt Kelly con questa idea (che oggi suonerebbe quanto meno destinata al fallimento) ha coniato uno dei classici del fumetto americano.

Pogo nasce come personaggio secondario (dell’alligatore Albert) per poi avere un fumetto tutto suo (una daily strip) dapprima sul New York Star e successivamente sul Post-Hall Syndicate (spesso anche attaccata o censurata perchè troppo “irriverente”). Tra le varie curiosità di Pogo (ad esempio la barchetta per salutare amici e simili) è rimasto nella storia il motto “Go Pogo” con il quale si accompagnavano le candidature dell’opossum alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Oggi del fumetto si conserva solo qualche traccia (grazie Mr. internet, anche se vedo che anche tu non ne sei proprio saturo). Eppure non mi pare più vintage (eufemismo oggi molto in voga per dire desueto) di tanti altri fumetti ancora sulla cresta dell’onda.

WU

PS ecco due notevoli strisce (vintage, appunto) del genere di satira di Pogo datate 1965.
Pogo
Certo che se anche un pesce e coniglietta (credo) ci devono dire che non siamo in grado di stare in società qualche domanda dovremo (o meglio, avremmo dovuto) farcela…

PPSS. Del compagniuccio di Pogo, il gufo Howland Owl (pseudo-scenziato impanatanato nel limbo fra leggende e realtà) ne avevo già detto qualcosa qui.

To MacGyver

It should be clear that I’m definitely fascinated by word origin and lexicon in general. It is not that common to hear a verb wich takes origin from a ’80 tv series.

I’m sure all of you know Mac Gyver, well… now it is a verb of the Oxford dictionary! MacGyver: to make or repair something in an improvised or inventive way, making use of whatever items are at hand.

It was not like other shows: a “hero” able to escape from the most hazardous situations by means of improvised engineering/chemical/physical skills and a lot of genius.Indeed a serious (at least in the intentions) pool showed that in the event of disaster, americans would have by their side Mr. Mac Gyver, the hero to save them! And we have a wiki page detailing all problems he was able to solve (including the rare unsuccessful MacGyverisms)!

The series influenced so deeply the popular imagination, indeed:

Probably the word is a new paradigm of our society where we are getting skilled and skilled in repairing or repurposing objects in an inventive way. Thanks, Angus.

WU

PS. In italiano sarebbe qualcosa tipo: “ho appena mcgayverato la macchinetta del caffè con la gruccia per abiti” 😀

Higgs approssimativo

Gironzolavo con la mente in cerca della spiegazione più approssimativa e di basso livello che ero in grado di dare del bosone di Higgs (la rete è piena di cose semi-serie, ma wiki è sempre wiki).

Esiste un modello,il modello standard, che serve per spiegare tutte le particelle elementari, tipo elettrone, neutrone, etc., e le forze fondamentali, tipo gravita’, elettromagnetismo, etc.. Ed il modello include, ovviamente, la massa come caratteristica di tali particelle.

Ora, esistono due tipi di massa, quella inerziale, che e’ quella che si oppone ad una forza in base alla seconda legge di Newton, e la massa gravitazionale, quella che subisce la forza di gravita.Noi (Einstein) assumiamo che queste due masse coincidono (in realtà abbiamo passato secoli, Eotvos un nome per tutti, a capire come mai queste coincidano e su questa “coincidenza” Einstein ha basato la sua teoria della relatività nella quale non è possibile distingue tra un sistema di riferimento in moto uniformemente accelerato, ove conta la massa inerziale, ed uno soggetto alla forza di gravità, ove conta la massa gravitazionale). Inoltre (sempre Einstein) la relatività speciale ci dice che massa ed energia sono sinonimi.

Un corpo fermo ha una massa a riposo, quindi un’energia a riposo, poi, muovendosi, acquisisce una massa (energia) sempre maggiore quanto più si avvicina alla velocità della luce. Ma la domanda e’, se sappiamo che la massa e data dal movimento, allora cosa genera la massa a riposo?

E qui entra in gioco il bosone di Higgs. Le equazioni della relatività ci dicono che le cose, tipo fotone,neutrino, etc., che viaggiano alla velocità della luce hanno una massa nulla da ferme e vice versa le cose con massa nulla non possono stare ferme ma si muovono sempre alla velocità della luce.

L’idea di Higgs e’ che esiste un campo di forza, il campo di Higgs, (una forza che riempie tutto lo spazio) che serve proprio per dare massa alle particelle che vanno più piano della luce. Questo campo di forza e’ rappresentato fisicamente da una particella (un’eccitazione elementare del campo), il bosone di Higgs, che riempe tutto lo spazio.

L’idea e’ quindi che tutte le particelle fondamentali nascano con massa nulla e si muovono alla velocità della luce, ma muovendosi impattano con l bosone di Higgs, rallentano, e trasformano la loro energia cinetica in massa a riposo. Non tutte le particelle interagiscono allo stesso modo, quelle che collidono più spesso hanno più massa, quelle che non collidono per niente restano senza massa e con la velocità della luce.

Un po come succede per noi uomini (il solito scivolone sociologico 🙂 ). Nasciamo tutti totipotenti e con grandi possibilità, in base agli impatti/incontri che facciamo, per merito o per fortuna, nel corso della nostra vita arriviamo a vivere una vita piena di luce o diventiamo dei lenti pachidermi.E non si può tornare indietro.

E’ tutta una questione di massa. io sto cercando di dribblare tutti i bosoni che incontro.

WU