Beviamo tanto che fa caldo

Da sganasciarsi di risate per l’ovvietà e la ripetitività del tutto. Tipo quando al TG ti devono dire che in estate “non bisogna uscire nelle ore calde, bisogna bere molta acqua e consumare molta frutta e verdura”. Perché tanto ce lo dicono ogni anno, e non a Mezzogiorno in Famiglia, ma a quella farsa dell’informazione seria, imparziale, concisa e fondamentale che è il telegiornale.

Come se qualcuno di media razionalità, senza alcun istinto di sopravvivenza si mettesse a fare lo sciopero della sete mentre fa la maratona a mezzogiorno di un giorno di Agosto, magari fra il traffico delle strade di Roma. Si, so che potrei essere smentito, ma diciamo che la mia fiducia nella razza umana non deve per forza esser corrisposta.

Ad ogni modo, tornando a noi. E’ estate ed anticicloni da nomi improbabili si alternano a notizie di incendi, siccità o “bombe d’acqua” anomale. Ed ovviamente (e meno male!) anche il nostro modo di cibarsi cambia. Personalmente non disdegno un bel piatto corposo con annesso vinello strutturato anche con 30 gradi all’ombra, ma diciamo che è più una tantum che una prassi.

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Ok, se la smetto di divagare… Allora, anche la nostra dieta cambia ed in particolare ciò che beviamo. Tralasciamo per un attimo ciò che mangiamo e ciò che ci spalmiamo addosso.

Vincono a man basse le birre. Bionde e poco alcoliche, piacevolmente fresche e frizzanti che quasi ti fanno dimenticare che sono alcoliche. E dato che siamo anche un popolo di sperimentatori (questa frase la vorrei tanto leggere in altri contesti…) cresce anche rispetto allo scorso anno il consumo di birre analcoliche.

Acqua, ovviamente. Non gassata, chissà perché. E rigorosamente quella delle famigerate bottiglie di plastica abbandonate in piazzali assolati. E poi il tè. Personalmente quello in bottiglia super dolce e per nulla dissetante mi fa accapponare la pelle, ma vedo di essere (strano…) una sparuta minoranza.

Due numeri per condire tutto il beveraggio: 156,1 milioni di euro per birrini, 2,3 milioni per la variante analcolica, 145,3 milioni per l’acqua, 43,9 milioni per (bevande a base di) tè freddo. Quindi abbiamo un totale di 347,6 milioni di liquidi (non nel senso di denaro circolante 🙂 ) circolanti nel Giugno di questo anno.

Ed ora un conto che non ha senso: se assumiamo di essere circa 60 milioni di teste (fra pensanti e non) in Italia, abbiamo una spesa procapite di meno di 6 euri a testa. Il conto non ha senso sia perché è una divisione brutale di pazzi adulti e bambini, sia perché l’acqua in effetti ha un peso non trascurabile sul totale del litraggio ed un costo relativamente basso, sia perché non sono inclusi eventuali alcolici diciamo dal vino in su, sia perché non è considerato il consumo in litri delle varie bevande, sia perché vi sono tanti altri liquidi che non sono considerati, sia perché… volevo fare la divisione e basta.

Beoni si, ma tutto sommato moderatamente.

WU

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