Century Camp

Facciamo un po’ di complottismo. Ma poi neanche più di tanto; dato il periodo storico in cui viviamo le notizie che seguono non mi sorprendono più di tanto… almeno finché non si inizia a parlare di alieni.

Correva l’anno 1959, piana Guerra Fredda, e mentre gli URSS avevano Cuba per poter lanciare missili balistici nucleari sul territorio americano, gli Americani non avevano nulla. E come sappiamo la cosa non va assolutamente a genio ai nostri compari d’oltreoceano.

Allora c’era la Groenlandia, sufficientemente vicina al territorio russo e sufficientemente deserta da non destare troppe domande. Il fatto che non era territorio americano poteva essere un problema secondario.

2000 m sul livello del mare, nel nord ovest dell’isola, gli USA si decisero ad istallare la loro nuovissima e segretissima base militare con lo scopo ufficiale di

to test various construction techniques under Arctic conditions, explore practical problems with a semi-mobile nuclear reactor, as well as supporting scientific experiments on the icecap.

Il risultato? 3 km di tunnel sotto il ghiaccio, 200 “abitanti” (in realtà il termine è molot appropriato dato che nella base c’erano anche ospedali, negozi, teatri, etc. etc.). Ed ovviamente un reattore nucleare.

Testate nucleari, pare, mai. Il motivo fu che dopo un paio d’anni di ricerche gli americani si accorsero che il movimento del ghiaccio era molto più veloce di quanto si aspettassero ed i tunnel della base erano a rischi crollo. Il progetto terminò nel 1966 con l’evacuazione degli abitanti e la rimozione del generatore nucleare.

CenturyCamp.png

E questa è la storia. Ma la storia continua anche senza l’uomo ad abitare quei tunnel. Nel 1966 la base era coperta da 35 m di ghiaccio e tutti (gli Americani) erano confidenti (o si fecero convincere in virtù di motivazioni economiche che posso facilmente immaginare) che il ghiaccio avrebbe sepolto e nascosto tutto ciò che rimaneva della base. E ciò include, a parte il segreto militare, anche le scorie radioattive, gasolio, acque di scarico ed amenità varie. Beh, c’è da dire che “riscaldamento globale” non era neanche un termine sensato alla fine degli anni ’60.

Bene, oggi i metri di ghiaccio che celano il tutto si sono ridotti da 35 ad 8 e se il trend del riscaldamento climatico globale resta quello attuale, entro il 2090 avremo tutto alla luce del sole. Soprattutto considerando che oggi le abbondanti nevicate riescono a ricomporre un po’ dello strato di ghiaccio, ma la cosa è destinata a non continuare oltre questo secolo.

Retroscena militari a parte la questione sicurezza dell’impianto dismesso è tutt’altro che chiusa. Seppellire il passato, invece che risolverlo, è difficilmente una buona idea. Ed il fatto che i cambiamenti climatici/ambientali generati da una generazione possano essere il problema di un’altra è la cosa che mi inquieta di più.

WU

PS. Ed a completare l’alea di mistero della base e tutti gli occultamenti che sono stati fatti (a scapito dell’ambiente):

Details of the missile base project were secret for decades, but first came to light in January 1995 during an enquiry by the Danish Foreign Policy Institute (DUPI) into the history of the use and storage of nuclear weapons in Greenland.

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