Grima

Il gesso graffia la lavagna ed un brivido ci corre sulla schiena. Il coltello graffia il piatto ed un tremore ci scuote (oltre a riprendere il commensale in maniera più o meno garbata). Le unghia graffiano ardesia (si, si sempre una lavagna o simili) e saltiamo dalla sedia.

Non è disgusto, non è ribrezzo, è grima. Esattamente la definizione di una nuova emozione. E la cosa, oltre che la parola, mi affascina.

L’origine del termine è spagnola; lo “studio” iberico-tedesco. La grima riassume e descrive tutte quelle reazioni cerebrali, uditive e cutanee che conseguono l’ascolto di un rumore (si tratta in realtà di un range ben definito di frequenze irritanti)… grimico. La cosa che mi affascina di più è che per distinguere la grima dal disgusto è evidente che le sensazioni del disgusto sono già “catalogate” e possiamo quindi dire che la grima è una nuova emozione.

E la notizia nella notizia è che mentre il disgusto è qualcosa di irrefrenabile, la grima può in qualche modo essere controllata con il pensiero. La grima è un’emozione; ribrezzo e disgusto sono reazioni riflesse.

WU

PS. Oggi 3/14 (ovvero 3.14, in notazione anglosassone)… Buon Pi Day a tutti!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...