à la guerre comme à la guerre

La provenienza è ovvia e la traduzione (anch’essa effettivamente ovvia) recita qualcosa come: alla guerra come alla guerra.

La fonetica mi colpisce più del significato (che mi sa un po’ di resa, più che di guerra). Sostanzialmente è un invito ad accettare le situazioni ed accontentarsi delle risorse che si hanno a disposizione.

Non so se rimango un sognatore (o un qualunque attributo a piacere riguardo al mio rapporto con la realtà), ma almeno come luogo comune un po’ più di incitamento ce lo metterei. Certo, dipende dalle situazioni, ma se proprio siamo in guerra… allora lottiamo.

Profondere sforzi nel nulla non è di certo una buona idea, ma ci da quantomeno l’impressione di fare qualcosa per ottenere un risultato. Se poi siamo addirittura in grado di convogliare i nostri sforzi, sfruttando ciò che abbiamo a disposizione invece che struggerci per avere di più, allora la vittoria della guerra è solo un primo passo.

La sconfitta potrebbe essere vicina: à la guerre comme à la guerre.

WU

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