Perdersi

Ero piccolo e la sigla recitava: “solitario nella notte va, se lo incontri gran paura fa…” [cit. e mi rifiuto di scrivere di cosa].

Che poi è una reinterpretazione infantile (quindi alla mia portata) di una serie di cose più auliche che vanno dalla Divina Commedia ad “I lost myself in the summer rain“. Ad ogni modo, è una di quelle fra che se ti metti a passeggiare solo e riflettere si appropriano di te.

Ecco. Ora, in una specie di mare di nulla, senza mete e senza orizzonti, senza porti ne origini ti senti quantomeno in dubbio (più spesso completamente perso). Ti interroghi sulle tue scelte, quelle che hai fatto e quelle che non hai fatto (che qualcun altro o la vita ha fatto per te); cerchi di tirare un po’ le fila del tuo presente e di fare il punto sulle tue felicità e soddisfazioni. Di solito non ne trovi (almeno non a sufficienza) e quindi inizi a riepilogare sconfitte, insuccessi e tristezze; di solito più facile e più immediato.

Non ho nessuna ricetta per uscirne, ne voglio consigliare di non vivere questi momenti (solo un suggerimento: facciamo si che siano momenti e non sfocino nell’abitudine della commiserazione).

Pare (e questo Lloyd non fa altro che ricordarmelo) che faccia tutto parte del commino verso la felicità.

Lloyd170117.png

Ricominciamo a camminare.

WU

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