Erano le ore…

Una volta tanto riseco ad arrivare per tempo. Anzi, quasi in anticipo. E trattandosi fra l’altro di una notizia che riguarda proprio il tempo la cosa mi stampa un bel sorriso anche di lunedì mattina (si, mi basta poco, a volte anche meno).

bip bip biiip. Sono le ore…

SRC.png

Dai, non ditemi che non ve lo ricordate (prima del TG1 delle 20.00? Come se lo guardassi…). Anche se ora, con tutta la tecnologia che ci portiamo addosso, attorno, sopraesotto, l’ultimo problema è sapere che ore sono… Ma comunque il Segnale Orario Rai Codificato (SRC) ha accompagnato gran parte della storia della televisione italiana.

Ebbene, il trillo suonerà per l’ultima volta il 31.12.16, dopo 70 anni di onorato servizio. La prima generazione del SRC data 1945, mentre la collaborazione RAI nasce nel 1979. Ed addirittura l’attività di disseminazione di segnali di tempo campione, è iniziata nel 1942.

Il segnale orario era fornito dall’Istituto Nazionale di Ricerca Meteorologica (che con la sua pluriennale collaborazione con la RAI deve aver fatto proprio un bel contratto…) ed era (parlo già al passato…) il riferimento italiano per la misura del tempo (ovviamente oggi soppiantato da più precise comunicazioni digitali).

Il segnale era in realtà un codice che:

in corrispondenza del secondo 52, comunica ora, minuto, secondo, mese, giorno del mese, giorno della settimana ed anche se è in vigore l’ora solare o l’ora estiva. Dal 1994 il segnale è diventato ancora più ricco d’informazioni grazie all’aggiunta di una seconda porzione di codice che, a partire dal secondo 53, indica l’anno, avvisa se è prossimo il passaggio all’ora solare o all’ora estiva e segnala l’eventuale introduzione nell’anno in corso di un secondo intercalare.

e più in dettaglio

Il segnale è costituito da due segmenti di codice generati a partire dal secondo 52 e 53 di ogni minuto, la cui durata è rispettivamente di 960 e 480 millisecondi. Il codice prevede l’impiego di due toni in banda audio: un tono a 2 kHz ed uno a 2,5 kHz; ogni tono ha una durata di 30 millisecondi.[1][2] La serie di impulsi che segue è costituita da sei impulsi di riferimento della durata di 100 millisecondi, emessi ogni secondo partendo dal 54 e saltando quello che dovrebbe stare al secondo 59. Ciascun impulso è costituito da 100 cicli di una sinusoide alla frequenza di 1000 Hz.

Ora, almeno il pensiero che bisogna lasciare (ulteriore) spazio ad annunci pubblicitari non può non sfiorarmi.

WU

PS. Oggi il riferimento per la sincronizzazione con l’ora esatta è il servizio web Network Time Protocol (Ntp).

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