Personal Jesus

Ti esorto. Tocca con mano la fede. Fatti male e cerca di capire se c’è qualcuno a cui dedicare le tue preghiere. Se c’è qualcuno a cui importa di te.

Ti accorgerai che qualcuno qui c’è. No, non sei tutto solo, puoi parlarmi. Non devi affrontare da solo i tuoi fantasmi. Prendi la cornetta, ci sono. In fondo è un modo per renderti credente, in questo momento che ne hai bisogno.

Non devi dedicarmi un attimo distratto, ma il tuo secondo migliore. Ne vale la pena, mettimi alla prova. So che hai bisogno di parlare, qualcuno direbbe di confessarti. Sai che sono uno che perdona, tocca con mano la tua fede mettendomi alla prova.

Non so se esisto, non lo sai neanche tu, puoi solo fidarti. E’ comunque meglio che avere la certezza di esser solo.

Quasi inutile dire da dove ho partorito questa mia personalissima (e di certo non all’altezza) interpretazione.

Più che una canzone, è una specie di colonna sonora dei momenti di maggiore solitudine interiore. Io, il mio Personal Jesus lo sto ancora cercando. Oppure l’ho trovato nella ricerca dello stesso. Mi cambia poco.

WU

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