Bland

– “Nonno, nonno, oggi a sQuola ho preso un Bravo”
– “Bravissimo, nipotino mio!”
– (Certo potevi sprecarti anche un po’ di più. Si vede che non ti va di impegnarti troppo, proprio come mamma/papà). Solo nella mente dell’uomo, ovviamente; con malcelata dissimulazione

Non sono nonno. Sono stato nipote.

Mi sono sempre chiesto, come tutti, cosa gli altri si potessero aspettare di più da me. Diciamo che in generale mi sono sempre chiesto cosa pensassero in realtà gli adulti (con i coetanei avevamo meglio da fare e da pensare, forse) quando gli dicevamo che avevamo fatto a scuola o che voto avessimo preso (o semplicemente quando raccontavo la mia giornata/vacanza/estate/uscita/etc.).

Se fossi io, oggi a dover trattare con il me stesso di una ventina di anni fa lo farei più che altro con una scettica sufficienza.

Ed effettivamente qui TruthFacts me ne da una sapida conferma.

TF121016.png

E visto che tanto sto delirando, come si traspone la cosa alla mia attuale età e fase della vita? Sarei uomo da C (il vero Italiano è quello che sta nel mezzo, sempre); credo che sia i più anziani che i più giovani mi dovrebbero trovare insipido e noioso (bland).

Non credo sia pessimismo, quanto la molla per passare “ai voti alti”, salvo poi essere giustamente trattato da “secchione” (e qui si potrebbero usare molti altri epiteti da digital age) avulso dalla realtà.

Sempre per il ciclo, come la fai la fai la sbagli.

WU

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