Scala di Kardašëv

Avete presente la super arma di starwarsiana memoria che prende l’energia dal nucleo di un pianeta per distruggere altra robaccia? Oppure il supercattivissimo padrone di Silver Sufer che non vede l’ora di degustare qualche pianetino? E si potrebbe andare avanti con esempi, più o meno a caso, presi da libri e film fantascientifici inside.

Arriviamo, quindi, ad un’altra cosa che non sapevo. Le civiltà (si, è il caso di usare il plurale anche se oltre la nostra non ne consociamo nessuna si stima che nella sola Via Lattea ci sarebbero ben 4.590 civiltà in grado di comunicare con noi…) del cosmo possono essere anche classificate in base al livello di energia di cui dispongono.

L’astronomo russo N. Kardašëv nel 1964, molto probabilmente prima di vedere qualunque filmetto apocalittico, propose nel suo “Transmission of Information by Extraterrestrial Civilizations” una scala esponenziale di catalogazione del livello tecnologico delle civiltà basata sulla quantità di energia di cui queste possono disporre. L’astronomo desunse la sua scala, che in origine prevedeva “solo” tre classi, notando che il livello del consumo energetico sulla Terra seguiva da secoli un aumento costante.

  • Tipo I: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia disponibile sul suo pianeta d’origine (più o meno… 4e12 Watt)
  • Tipo II: civiltà in grado di raccogliere tutta l’energia della stella del proprio sistema solare (più o meno… 4e26 watt)
  • Tipo III: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia della propria galassia (più o meno… 4e37 watt)

KardasevScale.png

E già fin qui la strada è lunga (oppure è nuovamente fantascienza in base ai punti di vista). Ma si può andare anche oltre arrivando a (i passaggi intermedi sono già da poveri essere mezzo evoluti…):

  • Tipo IX: divinità estremamente superiore capace di creare oggetti non-cosmici che utilizza come fonte primaria di energia
  • Tipo X: esseri che hanno raggiunto una capacità tecnologica tale d’aver abbandonato il mondo cosmico come lo conosciamo per continuare a vivere ed evolversi in “universi” non-cosmici creati da loro stessi, al di fuori delle nostre leggi fisiche e quantistiche, ipoteticamente parlando questi esseri possono essere realmente considerati degli Dei nel senso stretto della parola

E l’umanità? Livello 0, neanche a dirlo. Siamo in grado di usare solo una porzione dell’energia del nostro pianeta e già facciamo danni. Meglio se stessimo fermi. Invece si stima che saremo (saranno) una civiltà di tipo I intorno al 2200. Intorno al 5200 raggiungeremo il tipo II e solo nel 7800 il tipo III. Per ora siamo, secondo il “criterio Sagan” 0.7.

WU

PS. E la scala è intrinsecamente legata alla teoria di L. White che si propone di spiegare la storia dell’uomo sulla base degli sviluppi tecnologici. In pratica la teoria propone che:

P = E x T

P sta per progresso, E per energia consumata e T un coefficiente determinato in base all’efficacia delle tecniche che utilizzano questa energia.

PPSS. Vi sarebbe poi il problema di come raccogliere tale energia… Voi come fareste, ad esempio, a raccogliete interamente l’energia di una stella? Semplice, con una sfera di Dyson… una specie di pokeball planetaria.

 

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