Cacce al tesoro

Ve le ricordate le “caccia al tesoro”? Preferivo il nascondino, ma devo dire che molti bei ricordi della mia infanzia (chissà quando e perché si smette di farle?) sono legate alla caccia al tesoro. Che poi di tesori non ne ho (quasi) mai trovati. A malapena riuscivo a capire gli indizi e mi distraevo con facilità. Ma questa è un’altra storia…

E questo è il (mio) passato. Ora abbiamo in mano tanta di quella tecnologia che non sappiamo praticamente più come usarla, ma la volgiamo e ci vogliamo convivere.

Ed ecco che se accendi il GPS del tuo tel ti trovi catapultato nel Geocaching. Praticamente una caccia al tesoro in cui una serie di “geocache” di svariate forme e dimensioni sono distribuiti per il globo (si, c’è anche in Italia…). Nei “cache” sono presenti dei piccoli log in cui firmi, lasci una foto, prendi e/o lasci un gadget e via dicendo. Praticamente “firmi” il tuo passaggio e procedi verso la prossima avventura.

Ovviamente non si tratta di girare a caso, ma le posizioni delle cassette sono comunicate (internet…) con latitudine e longitudine. I posti sono tipicamente abbastanza remoti ed è un modo per spingerti a visitare posti, magari vicini a casa tua, che non vedresti altrimenti. Applicazione per smarphone associata.

Il GPS spesso non basta (la precisione è comunque di qualche metro e se devi trovare una scatola di fiammiferi nascosta in un albero…) per cui alle coordinate della cache è associata una descrizione, magari qualche foto, consigli e via dicendo.

Praticamente il gioco lo fanno gli utenti stessi, la loro volontà e le relative segnalazioni. L’idea mi piace parecchio e va praticamente avanti dal 2000 (da quando il distrurbo del segnale GPS è stato rimosso dal governo US).

Ma che vi ricorda (il che non vuol dire che è la stessa cosa)? Qual’è quell’altra cosa che con un GPS attivo (ed uno smartphone) ti fa girare alla ricerca di chissacchè? Quella cosa della quale in questa estate 2016 anche se vivete nei boschi siberiani (o se siete stile WU) ne avrete sentito parlare?

Beh, il “titolo del momento” (mi piace usare queste locuzioni perché mi sento giovane 🙂 ): Pokemon GO . Conoscevo (un po’) il Geocaching; sto imparando a conoscere (sommariamente) PGO.

Ora, a parte quello che si vuole dire sul controllo di massa, zombie davanti schermi bollenti, incidenti causati, gente che lascia il lavoro e via dicendo; la verità è che siamo davanti un cambiamento (epocale ci starebbe bene, ma mi pare eccessivo). Ho passato nottate con un joystick in mano; se oggi vedo qualcuno che cammina per ore ed ore non credo che sia molto peggio. Io sono sopravvissuto alle salagiochi ed i picchiaduro e non mi sono (completamente) bruciato il cervello. Sono fasi, passano e ci formano. Viverle, non tacciarle aiuta.

Di PGO si è parlato (bene e male) tanto, ma, alla ricerca di una qualche interpretazione un po’ diversa (che non vuole ne condannare ne assolvere) con istintivo accostamento dei due giochi mi chiedo: che sia il “possesso” la vera differenza? In PGO il povero Pokemon diventa “tuo”. Nel Gocaching tutto sommato la vera soddisfazione è raggiungere un posto, ma non facciamo nostro nulla (a parte l’esperienza e se prendiamo qualcosa, un’altra la dobbiamo lasciare). Eppure la sera invece di rigirarci fra le mani il ninnolo di chissacchi, preferiamo spulciare il nostro pokedex…

Il geocaching certo mi sembra più “sano” ed alla vecchia maniera. PGO mi pare più una moda passeggera (di certo mi sbaglio, anche se le potenzialità del gioco sono sicuramente maggiori), ma la verità è che sono giochi che ti costringono a muoverti. Uscire, camminare, socializzare, e via dicendo. Ci spingono ad aprire gli occhi e guardare cose che avevamo li accanto e che non avevamo mai visto prima. E sono giochi! Non sono imposizioni (vedi le app che ti contano i passi/calorie che le odio visceralmente) o impersonali social (tutti amici eppure quasi non ci riconosciamo più). Sono giochi, sono un qualcosa che fa leva sul nostro esser bambini. E ci frega.

Certo ogni strumento nelle mani sbagliate diventa mortale (e PGO è uno strumento oggi molto più potente del geocaching: è di sicuro molto più dinamico, ricco e variegato come gioco; non cerchi oggetti statici, ma ti cali proprio in una realtà che cambia nel tempo e nello spazio), ma non possiamo prendercela con gli strumenti quando è la stupidità della razza umana viene a galla.

WU

PS. E dato che assumo che il Geocaching non sia ancora “esploso” come passatempo, cosa che invece ha fatto PGO, mi sono dilungato leggermente più sul primo.

PPSS. E sicuramente meglio di come potrei fare io. Qui l’interpretazione di ZeroCalcare sul nostro futuro 😀 .

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