Simplified?

dilbert150616.png

E questa Dilbert-striscia, oltre ad illuminarmi nel buio di un file excel e sottolineare la genialità di Adams, mi suscita due generi di riflessioni:

  • quanto più cerchiamo una affettata semplicità (e qui ci starebbe bene anche socievolezza, giovialità, simpatia, etc. etc.) tanto più complichiamo le cose. Rischiamo di ottenere esattamente il risultato opposto con conseguente speco di risorse e di “credibilità”.
  • è molto difficile (…mai e dico mai) che chi sta gerarchicamente sopra di noi ammetterà non dico un errore ma proprio un suo limite. Non è possibile che io, tuo superiore, su questo specifico argomento, ne sappia meno di te.

E più nello specifico, siamo passati da plance piene di bottoni luminosi stile Star Trek (alcuni dei quali me li sono sempre spiegati con la sola utilità di far accendere un altro bottone) a layout sempre più minimal. Quando vedrò un solo tasto sia per alzare che per abbassare il volume smetterò di volerlo regolare.

Ed io che cerco ancora levette meccaniche.

WU

PS. La terza riflessione è che non trovo più i tasti fisici sul mio tv, ma solo una rotellina da girare, premere, tenere premuta, e via dicendo. All’anima della semplicità.

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