Felicità ed aspettative

Quanto siete felici. No, no, intendo proprio numericamente! Cioè siete felici 1, 100, 10000? Come si fa a calcolarlo? Beh, basta usare una fantastica equazione:

happinesseq.png

No, il senso non è che vi facciate una risata guardando l’equazione. Almeno non il senso profondo anche se condivido che la cosa generi già un certo senso di ilarità.
Secondo i ricercatori dell’University College London, infatti, l’equazione non è uno scherzo.

In realtà l’equazione (per il momento!) non predice il livello generale di felicità che raggiungerete nella vita, ma piuttosto il livello di felicità che raggiungere se vincete o perdete un qualche gioco.

Magia delle magie, l’equazione dice che non siamo felici quando le cose vanno bene, ma quando vanno meglio del previsto. Io che non capisco nulla di nulla dovrei esser sempre felice?! E poi che vuol dire bene? Beh, piuttosto uno si fa un’idea che usa come riferimento e se le cose prendono una piega migliore delle aspettative… tanto meglio.

[…] emotional reactivity in the form of momentary happiness in response to outcomes of a probabilistic reward task is explained not by current task earnings, but by the combined influence of recent reward expectations and prediction errors arising from those expectations […].

Lo studio (che se ne fossi uno degli ideatori sarei già felicissimo ad essermelo fatto finanziare) si è basato su un campione di 26 volontari (salvo poi “validare” l’equazione per mezzo di 18000 persone che “giocavano” tramite una app…) a cui è stato chiesto di scommettere e dare un numero alla loro felicità in funzione del risultato mentre veniva misurato il loro livello di attività celebrale.

La scoperta: se invece di 10 i giocatori vincevano 0 erano tristi, ma se vincevano 0 invece di perdere 10 erano più felici. Cioè se ci dicono che il treno potrebbe fare 3 ore di ritardo, ma ne fa solo 1 alla fine siamo felici, molto più felici di un’ora di ritardo rispetto alla prospettiva di un viaggio puntuale.

Ok, ma non esageriamo. Se ragioniamo così saremmo tutti pessimisti cronici così le cose possono andare solo meglio del previsto… Non mi pare un grande approccio. Piuttosto diciamoci la verità e cerchiamo di far andare (ove possiamo, di certo non sempre/ovunque) le cose un po’ meglio.

WU

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