WT1190F

… e non sappiamo di preciso di cosa stiamo parlando. Ma sappiamo quando ci finirà sopra la testa.

Le previsioni attuali, infatti, considerano il prossimo 13.11.15 (come sempre inutili considerazioni numerologiche: i tre numeri iniziano tutti con 1; sono tre numeri dispari consecutivi, anche se non in ordine; la somma delle cifre del giorno e del mese è uguale alla somma delle cifre dell’anno) nei cieli sopra l’oceano indiano, più o meno dalle parti dello Sri Lanka, dovremmo vedere una scia luminosa.

Per il momento vediamo un pallocco biancastro su un rumoroso sfondo grigio (come nell’immagine da qui).

WT1190F

Si tratta del rientro del detrito WT1190F che dovrebbe bruciare per la maggior parte a contatto con l’atmosfera anche considerando che non dovrebbe essere più di un paio di metri in diametro (ed in ogni caso tranquilli!!)… ma comunque continuiamo a non sapere di cosa stiamo parlando.

E’ dal 2013 che l’oggetto è stato osservato (in realtà è da ben prima, ma sempre a spot; inoltre è solo dai primi di questo Ottobre che lo si monitora in maniera continuativa ed accurata) e la sua densità stimata è molto bassa (0.1 g/cm³) e comunque minore di quella di una roccia, per cui si stima debba essere un qualcosa fatto da mano umana. Il pezzo è forse il resto di un vecchio razzo che si muove su un’orbita molto ellittica che si avvicina alla Terra una volta ogni tre settimane.

Ed è proprio la sua orbita che lo ha fatto sembrare un asteroide o un meteorite, lo ha fatto scoprire tramite il programma di monitoraggio di questi oggetti (è come se lo avessimo visto arrivare da molto lontano, dietro la Luna per intenderci) e ne ha consentito una stima abbastanza precisa del rientro (cosa alquanto inusuale per un detrito spaziale).

Per quanto ne sappiamo è la radiazione del Sole e l’azione combinata della gravità di Terra e Luna ad avergli fatto assumere questa orbita (per cui non sappiamo di preciso quella/e precedenti e quindi da dove venga). Vi sono 86 detriti spaziali con un’orbita compatibile (ovvero che si spingono oltre l’orbita della Luna) e sono per la maggior parte sonde lunari. Potrebbe anche essere uno dei pannelli di separazione che “liberavano” le missioni Apollo dal lanciatore (Saturn V) quando erano pronte per l’allunaggio.

Benché si faccia tanto parlare di asteroidi e meteoriti che ci possono colpire si parla meno di tutta la spazzatura che abbiamo messo lassù (tra spazzatura vera e propria, satelliti fuori uso, vecchi lanciatori, risultati di esplosioni e di collisioni si stimano più di 20000 oggetti!) e del rischio che questa rappresenta non solo per gli altri satelliti, ma anche per noi che ci aggiriamo su questa faccia di Terra.

WU

PS @19.11.15. … ed alla fine è rientrato…

Ore 11.49 del 13.11.15 nelle acque dell’oceano Indiano, a circa 100 km dallo Sri Lanka.
Un aereo dedicato è volato da Dubai ed operato dal International Astronomical Center e dalla United Arab Emirates Space Agency per seguire il rientro e capire una volta per tutte cosa ci stesse piovendo sulla testa (affascinante!).

WT1190Freentry

Lo stupore è stato principalmente suscitato per l’eventualità di essere un cimelio delle missioni Apollo… ma più che altro è perchè non avevamo un idea precisa di cosa fosse e di come comportarci in casi del genere.

Ora l’ipotesi più accreditata sembra essere che sia Snoopy, il modulo lunare con cui si voleva provare la manovra di allunaggio dell’Apollo 10 nel 1969 (ovvero era il predecessore del famoso Eagle con cui allunò l’Apollo 11). Tale modulo, invece di essere (come di solito si faceva) distrutto tramite rientro controllato in atmosfera o schianto sulla Luna, è stato semplicemente scagliato nello spazio profondo “sperando” che si perdesse nelle profondità cosmiche, ma la gravita (ed in questo caso anche pressione di radiazione solare) gioca brutti scherzi…

Ad oggi i dati raccolti sono allo studio dei ricercatori di “space debris” ESA/NASA, ma per ora si sa che:

  • è di natura artificiale
  • è di colore arancione
  • ha forma a tamburo
  • misura circa tre metri di lunghezza

PARE comunque che quel che fosse la natura dell’oggetto si sia completamente bruciato in atmosfera e nulla abbia effettivamente colpito la superficie (o l’acqua, come era più probabile) della Terra.

Salvi, per questa volta.

WU

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